Francia, esplode la protesta degli studenti: scuole in fiamme, presidi aggrediti e quasi 2.000 arresti
La mobilitazione contro classi sovraffollate, carenza di insegnanti e strutture scolastiche degradate si estende in tutto il Paese. Oltre 160 istituti chiusi, università coinvolte e scontri con la polizia da Parigi a Marsiglia, Nantes, Strasburgo, Tolosa e Lille.
A cura della redazione online
PARIGI — La protesta degli studenti francesi sta assumendo dimensioni nazionali. Blocchi davanti agli istituti, cassonetti incendiati, scontri con la polizia e aggressioni al personale scolastico stanno segnando una mobilitazione nata per denunciare le condizioni delle scuole e rapidamente estesasi dalle periferie parigine a numerose città della Francia.
Più di 160 scuole sono state chiuse, mentre il movimento ha raggiunto anche le università, con decine di campus interessati da blocchi e manifestazioni.
Alla base della protesta ci sono richieste molto concrete: classi troppo numerose, carenza di insegnanti, edifici deteriorati, servizi insufficienti e condizioni difficili durante le ondate di caldo.
Quasi 2.000 arresti in una giornata
La giornata di giovedì ha segnato una forte escalation.
Secondo il ministero dell’Interno francese, 1.949 persone sono state arrestate, mentre 305 agenti sono rimasti feritidurante gli scontri e le operazioni di ordine pubblico.
Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha condannato quella che ha definito una situazione di violenza fuori controllo, mentre le autorità hanno segnalato circa 900 blocchi o incidenti in tutto il Paese.
Nella sola regione di Parigi, una cinquantina di scuole sarebbero state teatro di scontri, danneggiamenti o episodi di violenza.
Incendi e aggressioni davanti agli istituti
A Nantes i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere un incendio all’ingresso di un liceo dopo una manifestazione caratterizzata anche da episodi di violenza contro il personale.
A Marsiglia, un dirigente scolastico e il suo vice sarebbero stati cosparsi di benzina durante uno dei blocchi.
Tensioni anche a Strasburgo, dove la circolazione dei tram è stata temporaneamente fermata per limitare gli spostamenti dei gruppi coinvolti nei disordini.
A Tolosa centinaia di giovani hanno occupato i binari del tram. Alcuni manifestanti hanno rovesciato e incendiato cassonetti, lanciato oggetti e danneggiato fermate degli autobus.
Scene simili sono state registrate a Lille, dove gruppi di giovani hanno distrutto strutture del trasporto pubblico e appiccato incendi.
Gli studenti: “Le scuole stanno cadendo a pezzi”
Dietro le immagini degli scontri c’è però una protesta molto più ampia, alla quale partecipano migliaia di studenti che non risultano coinvolti negli episodi di vandalismo.
Le loro richieste riguardano innanzitutto le condizioni quotidiane degli istituti.
Uno studente diciassettenne di Strasburgo ha raccontato di classi con 35 ragazzi, temperature difficili da sopportare durante l’estate, bagni insufficienti, infiltrazioni d’acqua e mancanza di personale.
“Zero budget, zero risorse, non abbastanza supervisori”, è la sintesi della situazione denunciata da alcuni giovani.
Le proteste riguardano anche gli orari scolastici, la mancanza di insegnanti e il degrado degli edifici.
La risposta della polizia
In diverse città sono stati schierati reparti antisommossa.
Durante gli interventi è stato utilizzato anche gas lacrimogeno, mentre sono state aperte verifiche interne dopo accuse di violenza nei confronti di alcuni studenti.
In numerosi casi, quando la polizia è intervenuta, la maggior parte dei ragazzi presenti si è allontanata rapidamente senza partecipare ai danneggiamenti.
Le autorità sostengono infatti che gruppi violenti si siano inseriti in alcune delle manifestazioni studentesche trasformandole in occasioni di vandalismo e scontro.
Anche le università entrano nella protesta
La mobilitazione non riguarda più soltanto i licei.
Gli universitari hanno aderito alla protesta con blocchi in circa 30 campus, coinvolgendo Parigi, Marsiglia e altre città francesi.
Quella iniziata la scorsa settimana come una serie di iniziative locali davanti alle scuole si sta quindi trasformando in una contestazione molto più ampia sullo stato del sistema educativo.
Una protesta che continua ad allargarsi
Il governo francese si trova ora davanti alla necessità di contenere le violenze senza ignorare le rivendicazioni degli studenti.
La questione centrale resta quella delle condizioni delle scuole: edifici deteriorati, classi sovraffollate, personale insufficiente e risorse considerate inadeguate.
Intanto il movimento continua a estendersi.
Dalle periferie di Parigi alle grandi città francesi, migliaia di giovani chiedono più insegnanti, classi meno affollate e scuole migliori.
Una protesta nata davanti ai cancelli degli istituti che, nel giro di pochi giorni, è diventata una delle più importanti mobilitazioni studentesche recenti in Francia.
The post Francia, esplode la protesta degli studenti: scuole in fiamme, presidi aggrediti e quasi 2.000 arresti first appeared on Allora! Italian Australian News.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)