Frasers Group riunisce i suoi asset lusso in un’unica divisione
Frasers Group riorganizza le sue ultime acquisizioni sul fronte del lusso e presenta una nuova divisione ad hoc. Si tratta di Frasers Group Luxury, che riunisce Flannels, Harvey Nichols e The Webster. L’annuncio è stato dato dal CEO Michael Murray durante la settimana della moda di Parigi ed è stato riportato da diverse testate straniere.
Il progetto è stato definito come “una nuova era” per l’ecosistema del lusso nel Regno Unito e negli Stati Uniti, con l’ambizione di estendersi a livello globale, anche se al momento non è stata definita una roadmap precisa. La strategia va letta nell’ottica di dare una traiettoria chiara a un settore che il gruppo considera strategico: oltre ai department store, detiene infatti partecipazioni significative in Mulberry e Hugo Boss e una piccola quota in Burberry. “Il lusso è stato un pilastro fondamentale di Frasers Group per oltre un decennio, a partire da Flannels, e si è trasformato in un ecosistema del lusso redditizio da oltre 1 miliardo di sterline in soli dieci anni”, ha dichiarato Murray. Il gruppo conta ora oltre un centinaio di negozi tra Regno Unito e Stati Uniti e prevede di ampliare ulteriormente la divisione attraverso crescita organica, acquisizioni e investimenti strategici.
Come anticipato, la divisione riunisce Flannels, Harvey Nichols e The Webster. Flannels è stata acquisita da Frasers Group nel 2017 e oggi conta una rete di oltre 80 negozi nel Regno Unito. The Webster è entrata nel gruppo nel 2025, segnando simbolicamente l’ingresso nel mercato del lusso statunitense, mentre Harvey Nichols è stata acquisita nel 2026. Per The Webster è prevista, il prossimo novembre, l’espansione del negozio di Bal Harbour Shops West, negli Stati Uniti.
La riorganizzazione arriva in una fase di espansione per il gruppo soprattutto nell’ambito delle M&A. Nell’esercizio chiuso il 26 aprile 2026 Frasers ha registrato ricavi in crescita dell’8,7% a 5,33 miliardi di sterline, spinti dall’internazionalizzazione (+59,2%), mentre l’utile ante imposte riportato è salito del 38,9% a 527,8 milioni. L’utile del retail è aumentato del 22,1%, con il margine lordo al 47,1 per cento. Il quadro resta però più difficile sul fronte domestico: i ricavi di Uk Sports sono scesi del 4,7% e quelli di Premium Lifestyle del 6,9%, mentre l’utile rettificato ante imposte ha perso il 4%, a 538 milioni, tra consumi deboli e scorte elevate nel settore. Il gruppo ha registrato una perdita operativa di 152,2 milioni di sterline, a fronte di un utile operativo di 38,1 milioni di sterline un anno prima, a causa delle svalutazioni legate alle acquisizioni.
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