Frosinone sogna con Raimondo: la nazionale, Vianello e Mihajlovic ma gode anche il Bologna

17 Ottobre 2026 - 15:30
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Frosinone sogna con Raimondo: la nazionale, Vianello e Mihajlovic ma gode anche il Bologna

C’è un nuovo nome che sta facendo scalpore in Serie A. È quello di Antonio Raimondo, centravanti del Frosinone capace di trasformare un inizio di stagione sorprendente in una vera e propria candidatura tra i protagonisti del campionato e non solo. Sette gol nelle prime sette giornate e una tripletta contro il Sassuolo: numeri che lo hanno portato in vetta alla classifica marcatori e tra i candidati alla Nazionale di Mancini. Chi è il giovane attaccante 22enne, il legame con Mihajlovic e la consacrazione con Alvini.

La profezia di Mihajlovic: il primo a credere in lui

Nella storia di Raimondo c’è un allenatore che occupa un posto speciale: Sinisa Mihajlovic. È stato proprio il tecnico serbo, scomparso nel dicembre 2022, a intuire le qualità del giovane attaccante quando ancora frequentava il settore giovanile del Bologna. Raimondo aveva appena 16 anni quando venne aggregato alla prima squadra per allenarsi con i professionisti. Un’occasione che per un ragazzo innamorato del pallone rappresentava molto più di una semplice convocazione.

Il debutto in Serie A arrivò il 17 maggio 2021, contro il Verona. Raimondo aveva 17 anni e Mihajlovic decise di concedergli uno spezzone di partita, permettendogli di assaggiare per la prima volta il calcio dei grandi. Un anno più tardi, contro il Genoa, arrivò anche la prima presenza da titolare.

La chiamata di Sinisa

Il centravanti non ha mai dimenticato chi gli ha aperto quella porta. “Lo ringrazierò per tutta la vita. È stato il primo a credere in me a livello pro: a 16 anni mi chiamò in Prima squadra per gli allenamenti, era un sogno. Poi una settimana fece una conferenza stampa in cui annunciò che mi avrebbe fatto esordire. Io mi stavo andando ad allenare, non mi prendeva il telefono: mi ritrovai inondato di post, tutti i miei amici che mi scrivevano”.

Bologna, poi la gavetta: Terni, Venezia e Salerno

Prima di arrivare all’esplosione in Serie A, Raimondo ha dovuto attraversare però un percorso tutt’altro che semplice. Il Bologna lo aveva accolto nel proprio vivaio nel 2018, dopo le prime esperienze nel settore giovanile del Cesena. Il talento era evidente, ma per un giovane attaccante trovare spazio in prima squadra richiedeva tempo. Da qui la scelta dei prestiti, con l’obiettivo di accumulare minuti, esperienza e responsabilità.

La prima tappa è stata la Ternana, in Serie B. In Umbria Raimondo ha trovato continuità e ha realizzato nove gol, mostrando segnali incoraggianti: “Se segna Raimondo succede il finimondo“, a Terni glielo cantavano già tre anni fa, sulle note di Edoardo Vianello.

L’esperienza successiva al Venezia, invece, è stata più complicata, anche a causa di un infortunio che ne ha frenato il percorso. Il prestito è stato interrotto a gennaio e per il centravanti si è aperta una nuova parentesi alla Salernitana, sempre in cadetteria.

Neppure a Salerno è arrivata la definitiva consacrazione. Raimondo ha dovuto convivere con un contesto difficile e con la necessità di ritagliarsi uno spazio in un percorso professionale ancora in costruzione. Il ritorno al Bologna non ha portato subito le risposte sperate: la squadra rossoblù aveva ambizioni europee e per un giovane in cerca di minuti non era semplice trovare una collocazione stabile. La soluzione è arrivata con il Frosinone. Una nuova maglia, un ambiente pronto a dargli fiducia e soprattutto un allenatore convinto di poter valorizzare le sue caratteristiche. La svolta era finalmente a portata di mano.

Alvini, l’uomo della svolta: il Frosinone lo rilancia

Massimiliano Alvini ha avuto un ruolo determinante nella crescita del centravanti. Al Frosinone, Raimondo ha trovato spazio, continuità e la possibilità di sbagliare senza perdere immediatamente la fiducia. Il rapporto con l’allenatore è diventato uno degli elementi centrali della sua rinascita: il tecnico ha creduto nelle sue qualità e gli ha affidato responsabilità sempre maggiori.

La stagione 2025-26 ha segnato il cambio di passo. Raimondo ha cominciato a segnare con regolarità, trovando la prima doppietta contro il Cesena, la squadra nella quale aveva mosso i primi passi da bambino. Da quel momento il suo rendimento è cresciuto fino a diventare uno dei punti di forza della formazione ciociara.

Il bilancio finale è stato decisivo anche per il destino del club: 15 reti complessive e un contributo importante alla promozione in Serie A, certificata dal successo per 5-0 contro il Mantova. Un traguardo condiviso con i compagni, ma che ha permesso ad Antonio di presentarsi alla nuova stagione con una consapevolezza diversa.

Dopo la promozione, la scelta è stata quella di continuare a Frosinone, ancora in prestito dal Bologna che però ora si sfrega le mani pensando a quanto vale il suo gioiello. Una decisione che ha premiato sia il giocatore sia il club: Raimondo conosceva già l’ambiente, sapeva di poter contare su Alvini e aveva la possibilità di misurarsi finalmente con la massima categoria da protagonista. Ed ora l’exploit.

Dalla famiglia ai modelli: il segreto è restare umili

Ma dietro il bomber c’è anche una famiglia che lo ha accompagnato lungo tutto il percorso. Raimondo è nato a Ravenna, mentre le origini paterne conducono ad Ascea, nel Cilento. Il padre Pietro lavora nella Guardia di Finanza, nel settore antidroga, e ha trasmesso al figlio l’importanza della disciplina e del sacrificio. La madre Rossella lo segue quando gli impegni lo consentono, cercando di essere presente nei momenti più importanti della sua carriera.

Il calcio è una passione condivisa anche con il fratello minore Tommaso, classe 2008, attaccante alto quasi un metro e novanta che sta crescendo nel settore giovanile dell’Ascoli. In casa Raimondo, insomma, il pallone non è mai stato soltanto un passatempo.

Antonio ha sempre studiato gli attaccanti che ammirava, guardando partite e filmati per imparare movimenti e soluzioni in area. Il suo modello principale è Edinson Cavani, seguito da Mauro Icardi, mentre tra i centravanti italiani ha sempre nutrito stima per Ciro Immobile.

Ora il sogno è la Nazionale: Mancini osserva

Con sette gol in sette giornate, Raimondo ha inevitabilmente attirato l’attenzione anche oltre i confini del Frosinone. La classifica marcatori lo vede ora davanti a tutti e il suo rendimento lo ha inserito tra i nomi da seguire per il futuro della Nazionale. Il sogno è arrivare alla chiamata di Roberto Mancini, trasformando un avvio straordinario in una candidatura concreta.

I numeri raccontano un impatto fuori dal comune. Nella storia della Serie A, soltanto Zlatan Ibrahimovic era riuscito a realizzare almeno tre marcature multiple nelle prime sette giornate. A livello europeo, il rendimento del centravanti ciociaro lo ha avvicinato a giocatori come Lamine Yamal e Raphinha, mentre tra gli italiani, negli ultimi vent’anni, soltanto Antonio Di Natale e Ciro Immobile avevano segnato più di lui dopo sette turni, arrivando entrambi a quota nove.

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