Garlasco, i nuovi accertamenti sulla pen drive ora rivelano: all’interno c’erano i video intimi di Chiara e Alberto

Maggio 08, 2026 - 13:29
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Garlasco, i nuovi accertamenti sulla pen drive ora rivelano: all’interno c’erano i video intimi di Chiara e Alberto

Tra gli elementi che gli investigatori considerano più delicati nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco c’è una pen drive sequestrata quasi vent’anni fa nella villetta di Chiara Poggi. A riportarlo è La Stampa, che ricostruisce come proprio il riferimento a quella chiavetta usb sia ritenuto cruciale dagli inquirenti nella posizione di Andrea Sempio. Il dettaglio emerge da uno dei monologhi registrati nella Panda verde dell’indagato mentre parlava da solo ascoltando una trasmissione sul caso. In quel soliloquio, finito agli atti della Procura di Pavia, Sempio faceva riferimento ai video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi e alle telefonate che avrebbe fatto alla ragazza nei giorni precedenti al delitto.

Per gli investigatori, a “tradire” Sempio sarebbe proprio il passaggio sulla “penna”, cioè una “pen drive” sequestrata nel 2007 nel cestino di vimini della cucina della villetta di via Pascoli.

I video cancellati e la consulenza informatica

Secondo la ricostruzione riportata da La Stampa, quella chiavetta usb era stata sequestrata già all’epoca delle prime indagini, ma solo i nuovi approfondimenti tecnici avrebbero consentito di attribuirle un ruolo potenzialmente decisivo. La Procura di Pavia ha infatti affidato una consulenza all’esperto informatico Paolo Dal Checco. Dagli accertamenti sarebbe emerso che proprio su quella pen drive erano stati copiati e successivamente cancellati i video intimi della coppia formata da Chiara Poggi e Alberto Stasi. Per gli inquirenti, questo particolare non sarebbe mai stato conosciuto pubblicamente prima delle nuove indagini. Ed è proprio per questo che le parole pronunciate da Sempio nelle intercettazioni vengono considerate “genuine” e particolarmente significative.

La difesa: “Non è una novità”

La lettura della Procura viene però contestata dalla difesa dell’indagato. L’avvocato Liborio Cataliotti sostiene infatti che il tema della pen drive fosse già noto da anni nell’ambito del processo Stasi. “Che ci fosse una pen drive, o chiavetta usb che dir si voglia, decisiva ai fini della soluzione di quello che veniva definito il giallo di Garlasco era già notizia fin dal 2009, fin dal processo Stasi. Non è una novità”, ha spiegato il legale. Resta però il fatto che, secondo gli investigatori, nessuno avrebbe mai saputo pubblicamente che su quella chiavetta fossero stati caricati e poi cancellati i filmati privati della coppia. Un elemento che oggi la Procura considera uno dei tasselli centrali del nuovo quadro accusatorio contro Andrea Sempio.

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