Garlasco: in una vecchia relazione su Stasi (mai depositata) i dubbi su lui
AGI - "Ha fatto realmente tutte queste telefonate a Chiara Poggi?". Sono tante le domande scritte in carattere rosso al pc da chi ha redatto la 'Valutazione psicologica' di Alberto Stasi sul delitto di Garlasco. "Come ha fatto a non sporcarsi e a non vedere le macchie?Impossibile non pestare quelle macchie...". "Come ha fatto a vedere il viso scendendo solo due gradini?". "La luce era spenta, come ha fatto a essere cosi' sicuro che fosse vestita?".
Le questioni toccano i dubbi che si trascineranno per inchieste e processi e che ancora sono l'epicentro degli accertamenti.
'In rosso sono riportati i miei commenti' è la postilla di chi ha scritto, in teoria la criminologa Alessandra Bramante che però a 'Ore 14' ha smentito di essere l'autrice del documento ora entrato nelle indagini della Procura di Pavia.
Il documento di 13 pagine
Un documento di 13 pagine, senza data ne' firma autografa ma scritto su carta intestata della criminologa Bramante, entra tra i 'misteri' di Garlasco. Il 10 settembre scorso, secondo quanto rivelato dal sito di 'Repubblica', la Procura di Pavia e i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano lo hanno acquisito agli atti di quella che sta prendendo forma come 'un'indagine sull'indagine' che punta a chiarire eventuali punti oscuri nelle attivita' dei Ris di Parma.
Il dossier riguarda il profilo personologico, non proprio lusinghiero, di Alberto Stasi con un elenco di 17 punti nei quali viene definito tra le altre cose "calcolatore", "molto centrato su di se'" e 'manipolatore". E con un'annotazione particolarmente grave: "Indifferenza estrema nei confronti della vittima come se neppure la conoscesse". Il dossier potrebbe servire da 'contesto' agli inquirenti che si muovono sul doppio fronte indagine su Sempio-revisione di Stasi per dimostrare le presunte lacune e omissioni dei Ris.
Pronta a sentire l'allora pm Muscio
Intanto i pm di Pavia sono pronti a convocare nell'ambito degli accertamenti sui Ris di Parma anche Rosa Muscio, la pm che segui' l'indagine chiedendo la condanna di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi nel processo che si concluse con l'assoluzione. Muscio all'epoca aveva 36 anni e gesti' le prime fasi dell'inchiesta in assenza del procuratore Alfonso Lauro che era in ferie nella settimana di Ferragosto quando la tranquillità di una deserta Garlasco venne turbata dalla morte della ragazza.
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