Nobel per la Medicina 2026 a Deisseroth, Hegemann e Nagel: premiata la rivoluzione dell’optogenetica

05 Ottobre 2026 - 22:35
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Il riconoscimento va ai tre scienziati che hanno sviluppato strumenti capaci di accendere e spegnere con la luce l’attività di singole cellule nervose. Una tecnica che ha aperto una nuova era nello studio del cervello e dei meccanismi alla base del comportamento e delle malattie neurologiche.

Il Premio Nobel per la Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per le loro ricerche sui canali ionici controllati dalla luce e per lo sviluppo dell’optogenetica, una tecnica che ha trasformato profondamente lo studio del cervello.

L’annuncio è arrivato dal Karolinska Institute di Stoccolma, aprendo ufficialmente la settimana dedicata ai Premi Nobel.

Deisseroth, 54 anni, lavora alla Stanford University in California. Hegemann, 71 anni, è professore alla Humboldt University di Berlino, mentre Nagel, 73 anni, opera all’Università di Würzburg, in Germania.

Il Nobel riconosce il contributo dei tre ricercatori alla comprensione dei meccanismi attraverso i quali è possibile controllare l’attività delle cellule nervose utilizzando la luce.

Accendere e spegnere i neuroni con la luce

Alla base della scoperta c’è lo studio di particolari proteine sensibili alla luce.

Le ricerche iniziarono quando Peter Hegemann cominciò a studiare il comportamento di alcune alghe verdi unicellulari capaci di muoversi verso una fonte luminosa.

Insieme a Georg Nagel identificò una proteina che, quando viene illuminata con luce blu, apre un canale nella membrana cellulare generando un impulso elettrico.

Il passaggio successivo fu decisivo: inserendo questa proteina in altre cellule, gli scienziati riuscirono a renderle sensibili alla luce.

Karl Deisseroth sviluppò ulteriormente il principio applicandolo alle cellule nervose. Attraverso il gene responsabile della produzione della proteina, riuscì a creare una sorta di interruttore controllato dalla luce nei neuroni del cervello di topi viventi.

Nasceva così l’optogenetica.

Una nuova era per le neuroscienze

La tecnica permette agli scienziati di attivare oppure disattivare gruppi specifici di neuroni con estrema precisione, osservando successivamente gli effetti sul comportamento e sulle funzioni cerebrali.

Secondo il Comitato Nobel, l’optogenetica ha aperto una nuova era nelle neuroscienze.

Oggi la tecnica viene utilizzata nei laboratori di tutto il mondo per studiare i circuiti cerebrali e comprendere meglio i meccanismi che regolano memoria, movimento, emozioni e comportamento.

Le sue applicazioni consentono inoltre ai ricercatori di analizzare con maggiore precisione i processi coinvolti nello sviluppo di diverse patologie neurologiche.

La possibilità di controllare selettivamente l’attività di determinate cellule nervose ha infatti fornito alla ricerca uno strumento che fino a pochi anni fa sembrava impossibile.

Da un’alga allo studio del cervello umano

La storia della scoperta rappresenta anche uno degli esempi più significativi di come la ricerca scientifica di base possa produrre risultati completamente inattesi.

Un fenomeno osservato inizialmente in un semplice organismo unicellulare è diventato progressivamente uno degli strumenti più potenti a disposizione delle neuroscienze moderne.

Il lavoro di Hegemann e Nagel sulle proteine sensibili alla luce ha fornito il meccanismo biologico fondamentale. Deisseroth ha poi trasformato quella conoscenza in uno strumento per controllare direttamente i neuroni.

Il risultato è una tecnologia che oggi permette di studiare il cervello con una precisione temporale e cellulare senza precedenti.

Al via la settimana dei Nobel

Il premio per la Medicina inaugura la tradizionale settimana dei Nobel.

Martedì sarà annunciato il riconoscimento per la Fisica, mercoledì quello per la Chimica e giovedì sarà la volta della Letteratura.

Venerdì verrà assegnato il Premio Nobel per la Pace, mentre il 12 ottobre sarà annunciato il Premio della Banca di Svezia per le Scienze economiche in memoria di Alfred Nobel.

Il premio assegnato quest’anno ai vincitori ammonta a 12 milioni di corone svedesi.

Con Deisseroth, Hegemann e Nagel il Nobel celebra una scoperta nata dall’osservazione della luce e arrivata fino ai circuiti più complessi del cervello: una tecnologia che ha cambiato il modo in cui la scienza osserva e studia l’attività delle cellule nervose.

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