Macron e Merz: l’UE abbia nuovi poteri per escludere dal mercato unico chi gioca sporco

05 Ottobre 2026 - 23:45
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Bruxelles – Uno strumento di tutela che, in caso di necessità, arrivi all’esclusione immediata dal mercato unico europeo di Paesi terzi che puntano a impedire il ripristino di condizioni eque di concorrenza. Firmato Emmanuel Macron e Friedrich Merz. La richiesta, avanzata via lettera dal presidente francese e dal cancelliere tedesco alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, punta a dare a Bruxelles una potente arma economica nei casi di escalation delle dispute commerciali. “Abbiamo bisogno di uno strumento credibile nelle mani della Commissione che consenta risposte decisive e sistematiche (…) fino all’esclusione immediata dal mercato unico, qualora ciò si rendesse necessario”, riporta la testata WirtschaftsWoche che ha visionato la lettera. Il tono è generale e nessun Paese viene messo all’indice, ma gli occhi di Parigi e Berlino appaiono piantati sulla Cina che da tempo è accusata di inondare i mercati mondiali con esportazioni a basso costo attraverso ingenti sussidi e una manipolazione del tasso di cambio.

Di fatto, lo strumento invocato permetterebbe alla Commissione di “contrastare i casi in cui Paesi terzi tentano deliberatamente di minare il ripristino di condizioni di parità competitiva e di un mercato equo attraverso distorsioni politiche o sistematiche del nostro mercato interno”. Tradotto, significa permettere all’Unione di rispondere con pari forza nel caso subisse dazi, sanzioni o un attacco economico. Fino ad arrivare a far fuori dal mercato interno singole aziende o un intero Paese. Secondo i piani, starebbe alla Commissione lanciare la proposta di attivazione che, con il procedimento della maggioranza qualificata inversa, passerebbe a meno che un numero sufficiente di Paesi membri non vi si opponesse.

L’obiettivo, secondo quanto trapela dalle due capitali, non è quello di fomentare l’escalation, ma di garantire all’Europa “parità di strumenti” rispetto agli altri blocchi economici e “risposte flessibili” in caso di necessità. In sintesi, di una sorta di “arma di secondo colpo” da utilizzare in risposta a misure adottate da altri. Tutto ciò perché gli sviluppi degli ultimi anni hanno dimostrato che il commercio può essere utilizzato sempre più come “un’arma” e che gli strumenti dell’UE, tra cui dazi e indagini antidumping, “non sono sufficienti”.

La proposta arriva a pochi giorni dal viaggio che giovedì il commissario al Commercio Maroš Šefčovič, farà a Pechino per l’ultima tornata di negoziati di un processo durato quattro mesi, nel corso del quale Bruxelles sta cercando di riequilibrare le relazioni commerciali dell’UE con la Cina. Intanto, la Commissione europea accoglie “con grande favore” l’azione franco-tedesca definita “un prezioso contributo al dibattito in corso su come l’UE possa affrontare al meglio i rischi geoeconomici e gli squilibri macroeconomici globali”. Il documento “è in linea con il lavoro della Commissione europea e con la chiara posizione del presidente in materia di competitività e di approccio nei confronti dei partner commerciali, compresa la Cina”, precisa ancora il portavoce al Commercio, Olof Gill. “L’argomento sarà ulteriormente discusso in occasione del Consiglio europeo della prossima settimana“, specifica in conclusione.

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