Google Play diventa una piattaforma: le 5 novità che strizzano l'occhio a Steam

Google Play non è più solo un negozio di app: con gli aggiornamenti annunciati in queste ore, diventa di fatto una piattaforma per creare, scoprire e giocare in modo molto più personale. Alcune novità sono già disponibili, altre arriveranno nelle prossime settimane, e nel complesso pare che Google Play Store voglia smettere di essere un semplice catalogo e diventare qualcosa di più vicino ad un ecosistema.
La notizia più sorprendente riguarda chi ha sempre voluto creare un'app ma non sapeva da dove cominciare: tramite Google AI Studio, è ora possibile costruire un'app Android personalizzata e installarla direttamente sul proprio dispositivo, senza aprire un account sviluppatore. È sufficiente un normale account Google, e l'app resta privata e separata dal catalogo pubblico. Il rollout parte oggi negli USA per gli utenti maggiorenni.
Nei prossimi mesi sarà possibile condividere queste app con un gruppo ristretto di amici e familiari, e chi vorrà pubblicarle per tutti potrà farlo aprendo un account sviluppatore professionale, con le stesse verifiche di sicurezza previste per le app normali. È un'idea interessante, poiché abbassa la barriera d'ingresso per chi vuole costruire qualcosa di utile solo per sé, in modo molto veloce.
Chi usa Google Play per i giochi sa bene che le raccomandazioni lasciano spesso a desiderare: troppo basate sulla popolarità, troppo poco sul gusto personale. Google prova a cambiare le cose con Game Finder, uno strumento che analizza come giochi e cosa preferisci per costruire un profilo chiamato Gamer DNA. Puoi specificare generi, meccaniche, stile grafico e altro ancora, e il sistema ti mostra giochi in linea con i tuoi gusti, anche indicando quanti tuoi contatti li stanno già giocando.
Game Finder è disponibile da oggi in inglese per gli utenti USA, con altri mercati in arrivo. Arriva anche la possibilità di creare playlist di giochi da condividere con altri utenti.
Per il lato social, Google introduce gli Sprint, cioè sfide competitive della durata di 48 ore, con gruppi da due a cinque giocatori. Sono già disponibili in tutti i mercati. Si aggiunge Sidekick, l'overlay in-game che ora permette di registrare clip da 30 secondi direttamente durante la partita, senza uscire dal gioco.
Arrivano anche i Community Post, grazie a cui ogni gioco avrà una sezione in cui gli utenti possono fare domande e rispondere, con traduzione automatica in tutte le lingue. Nelle prossime settimane sarà possibile anche per gli sviluppatori pubblicare annunci ufficiali direttamente nella pagina del loro gioco.
Ask Play si aggiorna con una funzione di confronto tra app: basta fare una domanda e il sistema genera un'analisi delle differenze tra due o più applicazioni, includendo anche il sentiment degli utenti. Arriva poi Play in Gemini, che porta app, giochi e contenuti degli sviluppatori direttamente nelle conversazioni con l'assistente AI di Google, anche se il rollout globale è ancora in corso.
Per quanto riguarda i giochi, Google porta su Play alcuni titoli PC già apprezzati come Dave the Diver e Warhammer 40,000: Boltgun, con salvataggio cloud condiviso tra mobile e PC. Arriva anche l'espansione dei Game Trial ai giochi PC, tramite cui si potranno provare giochi premium completi per un tempo limitato prima di acquistarli, esattamente come già avviene su mobile.
Nel complesso, Google sta costruendo attorno a Play un'idea di piattaforma più personale e partecipativa, strizzando l'occhio ad un colosso come Steam, che in quanto a partecipazione e condivisione tra l'utenza non è seconda a nessuno.
L'articolo Google Play diventa una piattaforma: le 5 novità che strizzano l'occhio a Steam sembra essere il primo su Smartworld.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)