Hakimi rinviato a giudizio: "Aspetto con impazienza, finalmente potrò parlare"

19 Giugno 2026 - 13:28
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Achraf Hakimi, difensore marocchino del Paris Saint-Germain, sarà processato per stupro. Come riferisce L'Equipe, la camera dell’istruzione della corte d’appello di Versailles ha confermato venerdì mattina il rinvio a giudizio del giocatore davanti alla corte penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine, respingendo il ricorso con cui la difesa aveva chiesto un proscioglimento.


La decisione arriva durante i Mondiali, durante i quali Hakimi è impegnato negli Stati Uniti con la nazionale marocchina e venerdì sera disputerà la seconda partita del torneo, contro la Scozia, dopo l'1-1 con il Brasile nel match d'esordio.


L’inchiesta riguarda una vicenda del febbraio 2023. Secondo la ricostruzione fornita all’epoca da una fonte di polizia e ripresa dai media francesi, una giovane donna – allora 24enne, come il calciatore – si era rivolta a un commissariato del Val-de-Marne dichiarando di essere stata violentata nell’abitazione di Hakimi, dove si era recata dopo averlo conosciuto su Instagram. La donna ha sostenuto di essere riuscita a respingere il giocatore e di essere stata poi raggiunta da un’amica avvertita via SMS.


La data del dibattimento non è ancora stata fissata. Per il giocatore vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.

LA DIFESA: TENTATIVO DI ESTORSIONE

Hakimi era stato incriminato e posto sotto controllo giudiziario, per poi essere rinviato a giudizio una prima volta a fine febbraio 2026. La difesa, rappresentata dall’avvocata Fanny Colin, aveva impugnato quella decisione sostenendo che l’accusa si fonda unicamente sulla parola della denunciante e parlando di un tentativo di estorsione ai danni del proprio assistito.


IL TWEET DI HAKIMI

Su Twitter, Hakimi commenta: "La giustizia mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: «Se non foste conosciuto, non ci sarebbe mai stata un'inchiesta.»


Ho scelto di tacere per anni. Ho pensato che rimanere degno, essere paziente e avere fiducia nella giustizia avrebbe permesso che venissero prese le giuste decisioni.


Oggi, una storia che non è la mia viene raccontata a scapito della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità. A volte ho la sensazione di essere diventato un bersaglio facile.


Aspetto questo processo dal primo giorno. E ora lo aspetto con impazienza.


Finalmente, potrò parlare".




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