Sicurezza, Piantedosi: «46.000 assunzioni da quando il governo è in carica e altre 25.000 in arrivo»

Quasi 46.000 assunzioni da quando il governo è in carica e altre 25.000 entro la fine della legislatura, per un totale dunque di circa 71.000. A illustrare con i numeri l’impegno dell’esecutivo per la sicurezza, a partire dagli organici delle forze dell’ordine, è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in occasione della cerimonia di giuramento del 233esimo corso di formazione allievi agenti della Polizia di Stato a Campobasso. «La linea di questo governo in tema di sicurezza è stata chiara fin dall’inizio: più assunzioni, più risorse, più tutele, retribuzioni più alte», ha ricordato il ministro nel suo intervento.
I numeri delle assunzioni nel comparto sicurezza
Il ministro ha sottolineato come dai dati delle assunzioni emerga «con chiarezza che non solo il turnover è garantito al 100 per cento, ma si registra finalmente una tendenza positiva sia in termini quantitativi, con una differenza tra cessazioni e assunzioni di oltre 2.500 unità, sia in termini di riduzione dell’età media degli operatori».
Gli aumenti di stipendio
Piantedosi si è poi soffermato anche sull’attenzione riservata al tema delle retribuzioni, sua volta «massima». Il ministro ha fatto riferimento in particolare alla firma, lo scorso 15 luglio, del secondo contratto collettivo di lavoro del comparto, «con un ulteriore aumento stipendiale che si va ad aggiungere a quello attribuito dal rinnovo concluso l’anno scorso». «Abbiamo inoltre – ha ricordato – già stanziato i fondi per il prossimo triennio, per un importo di un miliardo di euro, cosa mai accaduta in passato. A ciò si aggiunga che lo scorso 20 luglio abbiamo firmato l’accordo definitivo per le risorse relative al Fesi 2025, per un totale di ulteriori 158 milioni di euro».
Il metodo del dialogo
«Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie al proficuo rapporto con le Organizzazioni sindacali che, in un frangente cruciale per il futuro della Polizia di Stato, hanno saputo tenere aperto un confronto costruttivo e responsabile. Questi numeri raccontano una politica della sicurezza che guarda avanti», ha sottolineato ancora Piantedosi, ricordando che «viviamo un tempo nel quale le minacce alla sicurezza assumono forme sempre più articolate».
Le nuove minacce alla sicurezza
Alle forme tradizionali di criminalità organizzata e delinquenza si sono aggiunte nuove minacce e nuove fragilità: dal cybercrime al terrorismo internazionale, dalla violenza di genere al traffico e lo sfruttamento dei migranti, dalla criminalità giovanile ai fenomeni di degrado urbano, fino alle tensioni che possono svilupparsi nei contesti di maggiore aggregazione sociale.
«A tutto questo – ha proseguito Piantedosi – si aggiungono le esigenze di sicurezza connesse ai grandi eventi, alla mobilità, alle infrastrutture strategiche, in definitiva alla protezione di un Paese che è sempre più interconnesso e proiettato verso il futuro. Di fronte a questa complessità occorrono professionalità elevate, preparazione continua, capacità di leggere i cambiamenti, equilibrio nell’esercizio delle funzioni, padronanza degli strumenti tecnologici, cultura giuridica e profondo senso delle Istituzioni».
«Una scelta strategica per il futuro del Paese»
«È proprio questo – ha sottolineato il ministro rivolgendosi agli allievi di Polizia – il significato della formazione che avete ricevuto: essa non vi ha trasmesso soltanto conoscenze tecniche o procedure operative, vi ha preparato a svolgere una funzione che richiede discernimento, responsabilità e capacità di assumere decisioni difficili in tempi rapidi, spesso in condizioni di particolare pressione». «La divisa che oggi indossate rappresenta tutto questo. La Polizia di Stato è, oggi più che mai, una forza di prossimità. Una presenza che previene prima ancora di reprimere, che dialoga senza rinunciare alla fermezza. In questa prospettiva – ha concluso il ministro dell’Interno – il rafforzamento degli organici e il continuo investimento nella formazione rappresentano una scelta strategica per il futuro del Paese».
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