I canyon e le gole più incantevoli d’Italia da visitare in estate: la guida completa
Dicono che i fiumi italiani, geologicamente parlando, siano tra i più giovani d’Europa. Il Tevere, per dirne uno dei più conosciuti ed importanti, ha un’età stimata in appena un paio di milioni di anni. In ognuno di questi 730 milioni di giorni le sue acque hanno attraversato l’Italia scolpendone il volto ora dopo ora, minuto dopo minuto, fino a darle l’aspetto che ci piace imparare a conoscere oggi, esplorandone ogni nicchia.
Tra le Alpi e gli Appennini, lungo i corsi di fiumi e torrenti che si sono fatti strada nella roccia calcarea, l’Italia custodisce un patrimonio di canyon, forre, gole e altre particolarità del territorio figlie dello scorrere senza tempo dell’acqua. Questi angoli di natura così spettacolari e ruvidi, chiusi da pareti che si stringono fino a sfiorarsi, lasciando passare solo un filo di cielo sopra le teste, e che nascondono corsi d’acqua trasparente incastonati nella roccia, sono una meta fantastica per le avventure di un’estate.
Gole del Raganello, Calabria
Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata, sorge un piccolo borgo affascinante. È Civita, insediamento di origine albanese (arbëreshë), i cui lembi del territorio sono toccati dal torrente Raganello. Il corso d’acqua, nel corso del tempo, ha inciso un solco lungo diversi chilometri tra le ruvide pareti calcaree, creando uno scenario di rara potenza.
Le Gole del Raganello, divise in due tratti, possono essere esplorate con una escursione di canyoning guidata, lunga e impegnativa ma anche spettacolare e adrenalinica. Attraversa l’intero canyon partendo dal cosiddetto Ponte del Diavolo nei pressi di Civita, fino a raggiungere il Ponte di Barile, più a monte.

Le Gole sono comunque un ambiente splendido e scenografico anche per chi si limita a un rinfrescante bagno tra i bassi meandri del torrente nei pressi del borgo, ma anche per chi esplora i sentieri escursionistici sulla sommità delle pareti del canyon, per ammirare la bellezza selvaggia delle Gole, tra pozze smeraldine e pareti a strapiombo che hanno reso questo luogo uno dei simboli del Parco del Pollino.
Stretti di Giaredo, Toscana
Nell’entroterra della Lunigiana, lingua stretta tra Toscana, Emilia e Liguria, il torrente Gordana ha scavato nel corso dei millenni una delle forre più scenografiche dell’Appennino settentrionale: gli Stretti di Giaredo.
Si tratta di un canyon naturale dalle pareti altissime e ravvicinate, dove la luce filtra appena e l’acqua scorre limpida tra massi levigati e piccole cascate. Gli Stretti si visitano in proprio o tramite visite guidate in piccoli gruppi: per addentrarsi nel canyon occorrono scarpe, un caschetto per evitare rischi di sassi in caduta e, volendo, una muta come quelle che si utilizzano per il surf e altri sport acquatici, visto che l’acqua del torrente è fredda e all’interno del canyon non arriva la luce diretta del sole.

Lo spettacolo all’interno della gola è splendido: si procede nell’alveo del torrente, tra zone dove l’acqua arriva alla caviglia e altre dove è necessario nuotare per brevi tratti. La roccia delle pareti è ora nera come il petrolio, ora rossa come se provenisse dal cuore stesso della terra. In alto, il blu del cielo e il verde di qualche albero in cima alle ciclopiche pareti rocciose domina la scena.
L’ingresso degli Stretti è poco lontano da Pontremoli, bella cittadina della Lunigiana, lungo la strada che porta verso la valle di Zeri.
Gola di Frasassi, Marche
Nelle Marche, tra le colline dell’entroterra anconetano, il fiume Sentino ha scavato la Gola di Frasassi, una spettacolare incisione nella roccia che da secoli rappresenta una delle attrazioni naturalistiche più note della regione. La gola, stretta e profonda, è celebre soprattutto per ospitare il complesso delle Grotte di Frasassi, uno dei sistemi carsici più grandi d’Europa, ricco di stalattiti, stalagmiti e ambienti sotterranei spettacolari, che attirano tanti turisti ogni anno.
Anche la superficie, tuttavia, merita attenzione: il lavoro millenario del Sentino ha portato a un ambiente naturale unico, con pareti altissime, scenografiche, con tanta vegetazione, una ricca fauna (in particolare avicola) e tante piccole spiaggette lungo il corso del torrente, dove fermarsi a fare il bagno. C’è spazio anche per l’esplorazione culturale: l’eremo di Santa Maria Infra Saxa, incastonato nella roccia, e il piccolo Tempio del Valadier, costruito proprio all’imboccatura di una grotta per volontà di Papa Pio VII sono due attrazioni facilmente raggiungibili attraverso sentieri affascinanti.
Gole dell’Alcantara, Sicilia
Le Gole dell’Alcantara sono apparse al cinema, sono un’attrazione molto fotografata e decisamente molto visitata. La ragione è presto detta: sono un luogo davvero straordinario.
Si trovano in Sicilia, alle pendici dell’Etna, dove il fiume Alcantara ha creato un canyon profondo e vertiginoso. Le pareti, alte fino a cinquanta metri, sono costituite da basalto colonnare, una formazione geologica che nasce dal rapido raffreddamento della lava a contatto con l’acqua. Ciò ha dato origine a delle figure geometriche sulle pareti, strutture prismatiche che ricordano le canne di un organo, dall’aspetto quasi scultoreo. Un vero e proprio spettacolo di pietra.

Il sito principale è attrezzato per l’accesso turistico, con un ascensore che conduce al livello del fiume e percorsi pedonali che permettono di ammirare le formazioni rocciose senza necessariamente entrare in acqua. I più avventurosi, però, possono addentrarsi direttamente nel canyon, risalendo il corso del fiume sfidando la non banale corrente e, soprattutto, l’acqua gelida che scende dalle pendici del vulcano, anche in piena estate. Le Gole dell’Alcantara fanno parte di un Parco Fluviale che si estende per diversi chilometri lungo il corso del fiume, offrendo numerosi punti di accesso e percorsi di diversa difficoltà.
Orrido di Bellano, Lombardia
L’Orrido di Bellano è una destinazione ideale per coloro che cercano una escursione breve, senza difficoltà, eppure immersa in una natura dal volto diverso: un’occasione ideale per far conoscere le meraviglie geologiche di un canyon anche ai più giovani.
L’Orrido sorge sulle sponde del Lago di Como. Qui il torrente Pioverna, dopo un percorso impetuoso tra le montagne della Valsassina, si getta nel lago attraversando una forra stretta e profonda, scavata nella roccia nel corso di millenni.

Per permettere la visita di questo angolo di ardita architettura naturale è stato approntato un bel percorso attrezzato, in parte costituito da passerelle sospese sull’acqua e ponti panoramici. Permette di osservare da vicino la potenza del torrente, le cascate e le marmitte dei giganti scavate nella roccia, in un contesto di grande fascino. Da non perdere la visita alla Ca’ del Diavol, una misteriosa torretta a strapiombo sul torrente Pioverna, situata all’imbocco dell’Orrido: un edificio ottocentesco caratterizzato da diavoli dipinti sulla facciata dell’ultimo piano, oggi trasformata in un percorso museale dedicato al luogo in cui si trova.
Gole del Sagittario, Abruzzo
Il fiume Sagittario, che nasce dal Lago di Scanno, tra i Monti Marsicani, e scorre fino a gettarsi nel fiume Aterno, ha inciso una delle gole più spettacolari dell’Appennino centrale, a cui peraltro dona anche il nome.
Le Gole del Sagittario, infatti, si estendono per circa sei chilometri nel territorio comunale di Anversa degli Abruzzi, Cocullo e Villalago, in un susseguirsi scenografico di pareti a strapiombo, boschi rigogliosi e scorci che si aprono improvvisamente sul fiume.
Oltre a una spettacolare strada che costeggia le Gole, regalando bellissimi scorci panoramici quando la si percorre, l’area è attraversata anche da numerosi sentieri che consentono di addentrarsi nel canyon fino ad arrivare in riva al Sagittario, al riparo di un bosco fitto, fra Anversa degli Abruzzi e la frazione di Castrovalva, peraltro antico borgo medievale che merita una visita. Un luogo ideale da visitare nei giorni più caldi dell’estate, al riparo dalla calura e dal sole, al fianco di un corso d’acqua fresco e pieno di vita.

Brent de l’Art, Veneto
A Belluno, nei pressi della località montana di Sant’Antonio Tortal, non lontano dal Passo San Boldo, il torrente Ardo sembra un innocente corso d’acqua montano dal breve corso. Invece, attraverso i millenni, ha saputo scavare la roccia dolomitica per creare una serie di forre strette e profonde, note come Brent de l’Art.

L’itinerario che porta ad ammirare da vicino i Brent è caratterizzato da un comodo sentiero che, malgrado un po’ di pendenza, per scendere e risalire nel vallone, è alla portata di tutti. Una serie di percorsi si snodano lungo i diversi rami del canyon, costeggiando il corso d’acqua e permettendo di osservare da vicino le pareti levigate dall’erosione, le piccole cascate e le pozze color smeraldo che si formano lungo il tragitto.
Nei mesi estivi, la frescura garantita dall’ombra delle pareti e dalla vicinanza dell’acqua rende la visita particolarmente piacevole anche nelle giornate più calde, e non manca la possibilità di calarsi fin sul letto del torrente, in alcuni tratti, per poter mettere i piedi a bagno.
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