I pinguini Papua sono in realtà quattro specie diverse

Maggio 21, 2026 - 09:45
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I pinguini Papua  sono in realtà quattro specie diverse

I pinguini Papua (Gentoo in inglese) sono stati a lungo considerati un'unica specie diffusa in tutto l'Oceano Antartico, ma il nuovo studio “Integrative evidence reveals adaptive divergence and speciation in gentoo penguins”, pubblicato su Communications Biology da un team internazionale di ricercatori, fornisce prove genetiche, ecologiche e anatomiche dettagliate che dimostrano che si tratta di 4 specie distinte. E gli scienziati evidenziano che «Nell'era dell'influenza aviaria e dei cambiamenti climatici, tenere conto delle differenze tra queste specie può influenzare il successo delle strategie di conservazione».

Per delineare questo nuovo quadro dei pinguini Gentoo, i ricercatori hanno sequenziato il genoma di 64 esemplari provenienti da 10 colonie riproduttive in tutto l'areale geografico dei Papua. Oltre all'analisi genetica, hanno esaminato le caratteristiche fisiche degli uccelli, la colorazione, il comportamento alimentare, la dieta, i tempi di riproduzione e le vocalizzazioni.

Hanno così scoperto l'esistenza di 4 specie distinte di pinguini, separate geograficamente. Il pinguino Papua settentrionale (Pygoscelis papua), vive nelle Isole Falkland e Martillo del Sud America. Questi pinguini prosperano nelle acque più calde e salate a nord del fronte polare, insieme al pinguino Papua orientale (Pygoscelis taeniata), che che vive nele isole subantartiche di Crozet, Marion e Macquarie. Più a sud, la specie recentemente descritta, Pygoscelis kerguelensis, costituisce il lignaggio sudorientale. La sua piccola popolazione si è evoluta nelle isole subantartiche Kerguelen, nell'Oceano Indiano meridionale. Infine, la specie più meridionale e più numerosa, Pygoscelis ellsworthi, vive in condizioni di ghiaccio al di sotto del fronte polare, nelle zone costiere dell'Antartide, nella Penisola Antartica e nell'isola della South Georgia. Le dimensioni corporee di queste specie diminuiscono progressivamente man mano che si avvicinano al Polo Sud. Presentano inoltre adattamenti distinti: il pinguino Papua meridionale, ad esempio, che vive nella zona più fredda, possiede geni legati alla termoregolazione, all'accumulo di grasso e alla percezione della luce. Il pinguino Papua orientale ha geni che potrebbero favorire il risparmio energetico durante le lunghe immersioni in acque poco produttive, mentre le modifiche genetiche del pinguino Papua settentrionale sono incentrate sulla digestione e potrebbero supportare il comportamento di foraggiamento.

Intervistata da Smithsonian magazine, l’autrice senior dello studio, la biologa Juliana Vianna dell’Universidad Andres Bello di Santiago del Cile, ha cinfermato che «Le differenze non sono immediatamente evidenti a occhio nudo. Gli scienziati suggeriscono che le tre sottospecie di pinguino Gentoo attualmente riconosciute dovrebbero essere considerate specie a sé stanti. Propongono inoltre di aggiungere una quarta specie, finora mai riconosciuta. Tre delle quattro specie sono a rischio di perdita di habitat a causa del riscaldamento climatico che sta interessando la regione polare meridionale.

L'aumento delle temperature e la precarietà del ghiaccio marino stanno mettendo a rischio molte specie di pinguini in Antartide. Diverse specie sono fortemente dipendenti dal krill ma il cambiamento climatico che sta portando alla diminuzione del ghiaccio marino antartico, quindi delle alghe di cui si ciba il krill e, di conseguenza i pinguini, faticano sempre più a trovare cibo. I pinguini Gentoo sembravano adattarsi bene grazie a una dieta flessibile, non basata unicamente sul di krill, e sembrava che si stessero espandendo verso sud man mano che l'aumento delle temperature rende disponibili più habitat, con una crescita del loro numero soprattutto lungo la Penisola Antartica Occidentale.

Una delle coautrici principali dello studio, Jane Younger. ecologa dei vertebrati dell'Oceano Antartico all’Institute for Marine and Antarctic Studies dell'Università della Tasmania, spiega che « Quest'immagine generale nasconde realtà regionali molto diverse. Alcuni pinguini Papua prosperano, mentre altri sono in declino. In parole semplici, i pinguini Papua non sono un unico “vincitore”' del cambiamento climatico. Sono specie distinte che affrontano minacce diverse e hanno un futuro diverso. A prima vista, tutti i pinguini Gentoo sembrano uguali, ma gli esemplari provenienti da regioni diverse differiscono per dimensioni, forma del becco e del corpo, habitat di riproduzione, ecologia e genetica. E questo è importante, perché non tutti svolgono le stesse attività né affrontano le stesse minacce. Ad esempio, durante la mia spedizione sul campo del 2022 per studiare i pinguini Gentoo, ho osservato chiare differenze tra questi pinguini nelle Isole Falkland, in Georgia del Sud e in Antartide: dimensioni diverse, ambienti di riproduzione diversi e contesti ecologici molto diversi. Queste differenze non sono evidenti a un osservatore occasionale, ma sono reali. E se non teniamo conto di queste differenze, rischiamo di non accorgerci di gravi cali demografici o dell'impatto di malattie in determinate regioni».

Inizialmente, la Younger ha condotto uno studio sulla genetica dei pinguini Papua per comprendere la struttura delle loro popolazioni e l'eventuale presenza di incroci tra le diverse regioni, ma quel che ha scoperto il suo team di ricerca è stato molto più sorprendente del previsto: «La “popolazione” mostrava nette differenze genetiche. Così abbiamo approfondito la ricerca, questa volta esaminando collezioni museali per misurare uccelli provenienti da diverse regioni, e abbiamo riscontrato differenze fisiche consistenti».

Nel 2020 il team di ricerca ha pubblicato su Ecology and Evolution lo studio “Morphometric and genetic evidence for four species of gentoo penguin” che proponeva di suddividere i pinguini Papua in più specie, ma la Younger ha fatto notare che «Proporre nuove specie di pinguini può essere controverso, soprattutto quando gli uccelli si assomigliano superficialmente. Ora il nostro nuovo studio fornisce le prove approfondite a sostegno della nostra tesi. Combina dati genomici completi, morfologia, modellizzazione della nicchia ecologica e analisi evolutive, e supporta il riconoscimento di quattro specie di pinguinI Papua nell'Oceano Antartico. Riconoscere correttamente queste specie distinte consentirà alle valutazioni sullo stato di conservazione di riflettere le minacce reali che le diverse specie devono affrontare nelle diverse regioni. Al momento, poiché i pinguini Gentoo sono considerati un'unica specie e stanno prosperando nella Penisola Antartica, si registra un trend complessivamente positivo. Tuttavia, questo maschera importanti differenze regionali. Mentre prosperano nella penisola antartica, espandendosi verso sud e aumentando di numero, negli ultimi anni nelle Isole Falkland sono stati decimati dall'influenza aviaria, e sull'isola Macquarie sono in declino. Nel frattempo, in alcune altre regioni non disponiamo di dati di monitoraggio recenti e affidabili, quindi non sappiamo con precisione come stiano andando le cose».

Quando gli scienziati consideravano tutti questi gruppi come appartenenti alla stessa specie, trascuravano le minacce che potevano colpire anche solo una linea evolutiva. Quando gli scienziati consideravano tutti questi gruppi come appartenenti alla stessa specie, trascuravano le minacce che potevano colpire anche solo una linea evolutiva. "Riconoscere queste specie distinte è particolarmente urgente per garantire che le popolazioni vulnerabili siano adeguatamente monitorate, valutate e protette», sottolinea la Vianna, Per questo, il nuovo studio propone una revisione tassonomica formale che riconosca le 4 specie di pinguino Papua e invita le autorità tassonomiche e gli enti di conservazione a prendere in considerazione questi risultati e a valutare separatamente lo stato di conservazione di ciascuna specie.

La Younger conclude: «La scoperta di queste 4 specie di pinguini Gentoo evidenzia quanto poco sappiamo ancora della straordinaria diversità della vita su questo pianeta. Questo dimostra chiaramente perché la tassonomia non è solo una questione accademica, ma è fondamentale per poter riconoscere le specie a rischio prima che sia troppo tardi».

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