I rischi della smart home troppo economica: backdoor in 500 mln di gadget

23 Giugno 2026 - 11:16
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In questi giorni un’inchiesta del Wall Street Journal ha riacceso il dibattito sui rischi di sicurezza che comporta avere una casa piena di gadget connessi a internet, specialmente quando questi gadget sono molto economici e apparentemente insignificanti. La testata americana ha comprato cinque device a basso costo, tra cornici digitali e media box, e hanno verificato che non appena accesi una volta tirati fuori dalla scatola, senza alcun intervento da parte dell’utente e ancora prima di completare la configurazione iniziale, già dialogavano con server remoti non autorizzati.

L’acquirente di questi dispositivi con backdoor preinstallata di fabbrica si trasforma in quello che è noto come proxy residenziale. In buona sostanza, significa che gli hacker, le spie e chiunque altro controlli la backdoor può usare l’indirizzo IP dell’acquirente per accedere a internet, per navigare online o svolgere altre attività losche, come coordinare attacchi informatici (phishing, DDoS), diffondere malware e raccogliere dati rubati da altri dispositivi infetti, senza lasciare tracce riconducibili alla loro reale posizione. L’altro grande vantaggio di usare un normale IP residenziale è che i sistemi di sicurezza e difesa dei server li ritengono meno sospetti.


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