I rischi della smart home troppo economica: backdoor in 500 mln di gadget
In questi giorni un’inchiesta del Wall Street Journal ha riacceso il dibattito sui rischi di sicurezza che comporta avere una casa piena di gadget connessi a internet, specialmente quando questi gadget sono molto economici e apparentemente insignificanti. La testata americana ha comprato cinque device a basso costo, tra cornici digitali e media box, e hanno verificato che non appena accesi una volta tirati fuori dalla scatola, senza alcun intervento da parte dell’utente e ancora prima di completare la configurazione iniziale, già dialogavano con server remoti non autorizzati.
L’acquirente di questi dispositivi con backdoor preinstallata di fabbrica si trasforma in quello che è noto come proxy residenziale. In buona sostanza, significa che gli hacker, le spie e chiunque altro controlli la backdoor può usare l’indirizzo IP dell’acquirente per accedere a internet, per navigare online o svolgere altre attività losche, come coordinare attacchi informatici (phishing, DDoS), diffondere malware e raccogliere dati rubati da altri dispositivi infetti, senza lasciare tracce riconducibili alla loro reale posizione. L’altro grande vantaggio di usare un normale IP residenziale è che i sistemi di sicurezza e difesa dei server li ritengono meno sospetti.
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