Il Brasile contro gli “ingiustificati” dazi Usa: “Provocati dalla famiglia Bolsonaro”
Il Brasile esprime “indignazione” per la proposta dell’amministrazione Usa di apporre dazi fino al 25 per cento per pratiche commerciali definite sleali. Misura che risponde a indagini avviate il 15 luglio, in seguito a una “provocazione” della famiglia dell’ex presidente, Jair Bolsonaro, si legge in una nota. È “deplorevole che tutto il lavoro di dialogo e articolazione che il governo brasiliano ha compiuto, compreso l’incontro tra i presidenti, venga sabotato da interessi meramente elettorali e familiari”. Il governo Lula torna ad accusare il senatore Flavio Bolsonaro per il “recente viaggio” fatto a Washington, chiuso con l’inclusione delle bande criminali brasiliane nella lista di “organizzazioni terroristiche”. È da notare che nella serata di martedì, in contemporanea con l’annuncio della nuova tornata di dazi, il presidente Usa, Donald Trump, ha rilanciato immagini del suo incontro con Flavio, esaltandone le doti personali. “Queste iniziative hanno contato sull’aiuto di falsi patrioti che usano cariche e funzioni pubbliche per cospirare contro gli interessi nazionali”.
Sul piano tecnico, per il governo del Brasile, “non c’era e non c’è giustificazione per queste misure unilaterali” contro il Paese. “Secondo le statistiche del ‘Bureau of Economic Analysis’, gli Usa hanno accumulato 424,5 miliardi di dollari in avanzo di beni e servizi con il Brasile negli ultimi 15 anni (2011-2025). Solo l’anno scorso, l’avanzo commerciale di beni degli Usa con il Brasile è stato pari a 14,46 miliardi di dollari. Considerando beni e servizi, la cifra sale a 40,52 miliardi di dollari”. Nella nota si ricorda che, in base a quanto stabilito nel bilaterale tra presidenti del 7 maggio, “sono in corso negoziati tariffari tra i due paesi alla ricerca di soluzioni che portino alla chiusura dell’indagine della Sezione 301, prevista per il 15 luglio, senza imposizione di misure contro il Brasile”. AL tempo stesso, prosegue la nota, “il Brasile si riserva il diritto di ricorrere agli strumenti previsti nella Legge di Reciprocità, approvata all’unanimità dal Congresso Nazionale, per affrontare situazioni di ingiustizia contro lo Stato brasiliano, prive di fondamento nelle regole del commercio internazionale”. “È necessario stare attenti ai traditori della patria e lavorare in difesa della nostra sovranità e degli interessi del popolo brasiliano”, conclude il governo.
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