Il CEO del Cfda, ‘perde le staffe’ contro gli animalisti in passerella
La sfilata primavera/estate 2027 di Cos resterà nella memoria di molti ma con ogni probabilità non prettamente per le creazioni del marchio del Gruppo H&M. Ieri, durante il défilé a New York fashion, un gruppo di circa cinque attivisti per i diritti degli animali dell’organizzazione Peta ha fatto irruzione, chiedendo a gran voce che le pecore venissero allontanate dalla passerella. Inaspettatamente Steven Kolb, presidente e CEO del Council of Fashion Designers of America, si è alzato dal proprio posto per spingere un manifestante verso la parete, allontanandolo dalla passerella coprendogli la faccia con la propria mano. In un video realizzato dalla testata Fashionista, e subito diventato virale online, Kolb stringe in mano un cartello di uno dei manifestanti recante un messaggio contro la crudeltà verso gli animali.
Nonostante l’arrivo di alcuni addetti alla sicurezza Kolb ha continuato ad agire personalmente, immobilizzando a terra una manifestante. Nel video si vece come il manager la tenga ferma bloccandola con una gamba e coprendole la bocca con la mano, mentre lui resta seduto al suo posto a guardare la sfilata. La donna riesce a divincolarsi e a salire in passerella, tenendo le mani alzate e urlando.
Nonostante in prima fila ci fossero star del calibro di Lupita Nyong’o, Sharon Stone e Michelle Williams, l’attenzione dei presenti si è concentrata sulla reazione di Kolb. “Molti nel settore hanno assistito a interruzioni delle sfilate da parte di attivisti per i diritti degli animali, ma pochi hanno visto un esponente di spicco del settore intervenire fisicamente”, scrive oggi in New York Times. La testata riporta inoltre che solitamente Kolb è una persona molto calma e, da vegetariano, ha contribuito a far sparire le pellicce dalle passerelle della New York fashion week.
Il CEO del Cfda ha commentato l’accaduto attraverso un messaggio condiviso via Instagram: “Ho reagito in modo inappropriato a un episodio verificatosi durante una sfilata oggi. Non spettava a me intervenire; avrei dovuto lasciare che fosse il personale di sicurezza a gestire la situazione”. In una nota, una portavoce del Cfda ha affermato che Kolb “ha pienamente riconosciuto di aver reagito in modo inappropriato in quel momento e che la questione avrebbe dovuto essere gestita dalla sicurezza”. La portavoce non ha voluto precisare se Kolb subirà provvedimenti disciplinari o se dovrà lasciare il suo incarico.
Contattato telefonicamente dal Nyt, Mason Melito, il manifestante che appare all’inizio del video di Fashionista ha dichiarato che la “violenza” mostrata da Kolb nei confronti del gruppo “riflette semplicemente la violenza dell’industria della lana, un settore in cui le voci degli animali vengono soffocate a porte chiuse. Vengono privati della libertà, mutilati e infine uccisi. Tutto questo per inutili tendenze della moda”. La Peta ha intenzione di sporgere denuncia alla polizia. Il mese scorso l’organizzazione ha chiesto al colosso svedese di di bandire la lana, in seguito a un’indagine di Peta Asia che ha documentato come, in un allevamento sudafricano, gli addetti prendessero a calci, picchiassero e trascinassero pecore terrorizzate, lasciandole sanguinanti. La Peta ha affermato che l’allevamento in questione vende lana attraverso la stessa filiera certificata sudafricana che rifornisce il Gruppo H&M.
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