Il Circolo Polare Artico da vicino: Leonardo Piccione e Francesca Milano raccontano Grimsey

09 Maggio 2026 - 23:54
0
Il Circolo Polare Artico da vicino: Leonardo Piccione e Francesca Milano raccontano Grimsey
Generico 04 May 2026

Un sabato pomeriggio diverso dal solito, per chi ha scelto di trascorrerlo a Materia Spazio Libero a Castronno. Sul palco, metaforico e fisico, c’era un’isoletta di cinquanta abitanti persa nell’Oceano Artico, un libro appena uscito e due voci che conoscono bene il Nord Europa: Leonardo Piccione, giornalista e scrittore di viaggi, autore di  Cose da fare di notte al Circolo Polare Artico (Neri Pozza, 2026, pp. 330) volume dedicato a Grimsey, e Francesca Milano, vice direttrice di Open e appassionata di Paesi nordici.

Un’isola che cambia i battiti

Grimsey è un nome che dice poco a molti. È poco più di uno “scoglio” al largo delle coste settentrionali dell’Islanda, attraversato dal Circolo Polare Artico, grande quasi quanto il Central Park di New York, abitato ufficialmente da una cinquantina di persone, molte meno in inverno. Durante un suo soggiornio invernale, Piccione ha condiviso l’isola con sole otto altre persone.

«Bisogna essere un po’ matti», ha risposto senza esitazione quando gli è stato chiesto se ha trovato una risposta alla domanda che gli avevano posto gli stessi isolani al suo arrivo. Una follia però che ha una sua logica profonda: chi resta a Grimsey lo fa per le radici, per l’identità, per il senso di appartenenza a qualcosa che dura da oltre mille anni. La sfida degli abitanti è stata trasformare un luogo inabitabile in una casa. E quella casa, oggi, rischia di svuotarsi.

Il libro nasce anche da qui: dalla volontà di tenere traccia di un posto che potrebbe, un giorno, tornare a essere solo uno scoglio di uccelli. «Se queste ultime persone dovessero andare via, si perderebbe qualcosa di unico», ha detto Piccione. «Il racconto era il tentativo di non lasciarlo scomparire in silenzio».

«Dio li ha abbandonati». Vita ai confini del mondo sull’isola artica d’Islanda che ha stregato un pugliese

La natura vince, sempre

Francesca Milano ha introdotto un filo conduttore preciso: nei paesi del nord che ama frequentare, il braccio di ferro tra natura e uomo ha sempre un vincitore annunciato. A Grimsey questo è ancora più evidente. Le fotografie che si trovano in rete qualche distesa di verde, una luce quasi irreale ingannano. Sono scattate nei tre o quattro giorni d’estate in cui il tempo lo consente. Il resto dell’anno è un’altra storia.

Eppure qualcosa tiene. Gli islandesi, ha osservato Piccione, rendono di più quando lavorano insieme. Non è un caso: la storia lo impone. La pesca, la sopravvivenza, la ricostruzione della chiesa bruciata per un corto circuito  tutto si fa in squadra. Il legno per ricostruirla è stato ordinato dalla terraferma, ogni abitante ha fatto la propria parte, e la nuova chiesa, identica all’originale, è stata consacrata l’estate scorsa. Non perché siano fedeli praticanti (il prete arriva tre volte l’anno, quando il vento lo consente), ma perché è un elemento di identità collettiva.

Leonardo Piccione - islanda

I bambini, la scuola, la contraddizione

La vera domanda aperta riguarda il futuro. I bambini di Grimsey, cinque – sei,  dal 2019 frequentano le scuole ad Akureyri, la principale città del Nord islandese, tornando sull’isola a weekend alterni e per tutta l’estate. Le aule della scuola di Grimsey esistono ancora, una è stata trasformata in palestra, un’altra ospita la biblioteca locale. Potrebbero riaprire, ma solo se tornassero abbastanza bambini.

L’unico scenario realistico passa per il turismo: qualche famiglia che si trasferisce per gestire una struttura ricettiva potrebbe portare con sé figli in età scolare. Ma è una contraddizione irrisolvibile: «Una Grimsey con un albergo non è più Grimsey», ha detto Piccione. Ogni soluzione che prolunga la vita della comunità rischia di cambiarne l’anima.

L’isola che ti possiede

A chiudere il cerchio, una riflessione quasi fisica. I turisti che arrivano con il traghetto restano in media cinque ore, il tempo che il porto è aperto. Poi, quando la nave riparte, i locali scendono a comprare il gelato. Chi invece si ferma qualche notte scopre un’altra esperienza: percorrere l’isola intera, sentire di averla «posseduta». Ma è un’illusione, ha spiegato Piccione. «Non sei tu che possiedi l’isola. È l’isola che pian piano ti sta possedendo. Ha reso i miei battiti più lenti. Ti cambia, se la lasci fare.»

Un pomeriggio che ha fatto esattamente quello che Materia sa fare: prendere un posto lontano e renderlo, per un’ora, vicino.

L'articolo Il Circolo Polare Artico da vicino: Leonardo Piccione e Francesca Milano raccontano Grimsey sembra essere il primo su VareseNews.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User