Il Consiglio provinciale approva il bilancio dell’Agenzia Formativa: luci e ombre di un ente in equilibrio precario

Il Consiglio Provinciale di Varese ha approvato nel ardo pomeriggio di oggi, giovedì 21 maggio, il bilancio 2025 dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese. Il voto ha registrato l’astensione di quattro consiglieri di opposizione.
Il documento contabile è stato presentato dal direttore dell’Agenzia Giuseppe Cavallaro alla presenza del presidente del Consiglio di Amministrazione Claudio Lesica, il cui CdA ha rassegnato le dimissioni nelle settimane precedenti, circostanza che ha sollevato anche una questione procedurale: il bilancio, tecnicamente, non è stato votato dall’organo che avrebbe avuto la competenza per farlo.
Il quadro economico: stabile ma fragile
L’Agenzia Formativa chiude il 2025 con un risultato d’esercizio negativo di circa 48 mila euro, dopo due anni di segno positivo grazie all’effetto PNRR. Il miglior risultato recente resta quello del 2024, con oltre 286 mila euro di utile, mentre il dato peggiore risale al 2020, anno della pandemia.
Le attività complessive dell’ente sono cresciute significativamente nell’arco dell’ultimo decennio, passando da 3,76 milioni a 14,71 milioni di euro, ma in parallelo sono cresciute anche le passività. Il patrimonio netto rimane stabile attorno ai 2,27 milioni. La liquidità tiene: da quando è in carica l’attuale direttore, il saldo non è mai sceso sotto i 3 milioni di euro, con punte attuali intorno ai 5 milioni.
Si tratta, nelle parole dello stesso direttore, di “un ente in equilibrio economico delicato ma concreto e stabile“, che però sostiene la propria attività attraverso un indebitamento significativo — non finanziario, ma principalmente nei confronti della Provincia, per circa 6,8 milioni di euro — e che non genera utili strutturali: “sta a galla”, come è stato detto esplicitamente durante la presentazione.
Le principali voci di spesa e le criticità
La voce di costo più rilevante è quella delle risorse umane, che incide per il 67% sui ricavi. L’Agenzia conta 108 dipendenti distribuiti nelle cinque sedi — Varese (34), Luino, CFPIL, Gallarate e Tradate — con un costo totale stimato superiore ai 4,1 milioni di euro. A pesare c’è anche l’incremento contrattuale del CCNL, pari a 135 mila euro. Rilevante è poi la quota di docenti e formatori che operano con partita IVA, stimata attorno al 60%, una proporzione che è stata giudicata in aula eccessiva e da riconsiderare.
Sul versante dei ricavi, i proventi da vendite e prestazioni nel 2025 si attestano a 7,5 milioni di euro, in calo rispetto all’anno precedente. Il 12% dei ricavi complessivi non è legato all’attività formativa diretta. A gravare ulteriormente sui conti è un blocco amministrativo disposto da Regione Lombardia a fine marzo, per 777.600 euro, che ha obbligato l’ente ad aprire un apposito fondo rischi, penalizzando sensibilmente il risultato finale.
Il nodo dell’area giovani: meno risorse, paletti all’avvio dei corsi
Il punto più critico per il futuro dell’Agenzia riguarda l’Area Giovani, che rappresenta il 90% dell’attività formativa. I finanziamenti regionali destinati a quest’area sono in riduzione strutturale: i picchi del biennio 2023-2024 erano legati alla bolla PNRR, e le previsioni per il triennio 2026-2028 indicano un ritorno ai livelli precedenti.
Per fronteggiare questo scenario, il direttore ha illustrato una serie di misure operative: nessuna classe verrà avviata con meno di 10 iscritti; nelle aree base si procederà all’accorpamento delle classi per raggiungere almeno 15 allievi; non si supererà il budget assegnato, per non compromettere l’accesso ai fondi a sportello. Nei casi in cui non si raggiungano i numeri minimi per una classe ordinamentale, si punterà sull’apprendistato ex articolo 43, che consente comunque di recuperare finanziamento regionale.
Alcune situazioni sono già segnalate come critiche: il settore legno a Gallarate conta appena 61 allievi complessivi, di cui 44 in percorsi personalizzati, con soli 3 iscritti al primo anno; il settore meccanico a Luino non supera i 9 allievi sul triennio.
La fotografia degli iscritti
Nel 2025 l’Agenzia gestisce 100 classi per un totale di 1.305 allievi, distribuiti nelle cinque sedi. La sede più grande è Varese con 513 studenti, seguita da Luino (324), Gallarate (218), Tradate (206) e CFPIL (44). Tra i settori più frequentati figurano benessere, ristorazione, meccanica e agricoltura.
Di questi 1.305 allievi, 266 presentano disabilità e 15 sono in apprendistato. La situazione è significativa dal punto di vista sociale: sommando le diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento e i casi di disagio sociale, si arriva a coprire il 60% della popolazione scolastica, facendo dell’Agenzia una realtà “fortemente sollecitata da tutti i tipi di disagio possibili”, come ha sottolineato il direttore.
Le prospettive di rilancio: disabilità, privato e famiglie
Se l’Area Giovani non può più essere il motore della crescita, il direttore ha indicato tre direttrici di sviluppo.
La prima e più rilevante è l’Area Disabilità, definita “la vera sfida”: i ricavi in questo settore sono già saliti da 448 mila a 818 mila euro, segnale di una traiettoria positiva da consolidare attraverso il piano provinciale disabili e i progetti di inclusione finanziati dalla Regione Lombardia.
La seconda direttrice punta sul mercato privato: attraverso la cosiddetta “scuola impresa” e le isole formative, finanziate direttamente dalle aziende, l’Agenzia intende aumentare la quota di ricavi non dipendenti dal pubblico.
La terza novità riguarda le famiglie: dal 2026, in linea con quanto già richiesto da Regione Lombardia fin dal 2012, i costi per cancelleria e beni personali saranno a carico degli iscritti, con la previsione di un fondo di solidarietà per le situazioni di maggiore difficoltà economica.
Le posizioni politiche
Il consigliere di maggioranza Matteo Marchesi ha annunciato il voto favorevole, pur precisando che le riflessioni contenute nel documento di riorganizzazione dell’Agenzia andranno riallineate con la programmazione futura e con il prossimo assetto dell’ente, separando la valutazione del bilancio da quella delle strategie di sviluppo.
Il consigliere della Lega Sergio Ghiringhelli ha inquadrato la questione in una prospettiva più ampia, ricordando che l’Agenzia è nata negli anni Settanta per rispondere alle esigenze di un territorio in piena espansione industriale, e che oggi quel contesto è profondamente mutato. Ha quindi presentato un documento con sei punti di intervento urgente: la revisione dello statuto, coinvolgendo Regione, Camera di Commercio e operatori socioeconomici; la riformulazione dei corsi in base alle competenze richieste dal mercato del lavoro; la riorganizzazione dell’organigramma, affiancando al direttore figure responsabili dei diversi settori; la definizione di un piano di rientro del debito sostenibile; l’introduzione di regole certe per l’utilizzo dei centri di cucina e delle sale pranzo da parte di soggetti esterni, con particolare riferimento alla necessità di rispettare le prescrizioni di legge; infine, la riduzione della quota di docenti e formatori a partita IVA, giudicata eccessiva. Ghiringhelli ha anche difeso con forza il ruolo del CFPIL dedicato alla disabilità, precisando che una società si misura dalla relazione che sa costruire con i più fragili.
Il presidente della Provincia Marco Magrini ha concluso il dibattito ribadendo la piena volontà dell’ente di sostenere l’Agenzia Formativa. Sul debito da 6,8 milioni nei confronti della Provincia, ha chiarito che non è previsto alcun rientro immediato: si sta lavorando a un piano di rientro pluriennale che l’Agenzia sia concretamente in grado di sostenere. Ha confermato di aver già avviato interlocuzioni con il presidente della Camera di Commercio per nuove collaborazioni, e che è già stato conferito un incarico a un legale per proporre entro dieci giorni soluzioni operative sulla revisione dello statuto.
Magrini ha condiviso la necessità di rafforzare la struttura direttiva, ridurre le consulenze esterne — citate per un valore di oltre 114 mila euro — e lavorare insieme per migliorare l’efficacia complessiva dell’ente. Ha infine ribadito il pieno impegno della Provincia sul fronte della disabilità e dei soggetti fragili, annunciando lo sblocco imminente di un trasferimento di 450 mila euro legato al disagio sociale.
Torna il sereno all’Agenzia? Non del tutto: il CdA è sempre dimissionario, i problemi restano sul tavolo. Con la definizione del nuovo regolamento si potrà dare il via a un rinnovamento che sarà sia di persone sia, soprattuto, di clima e visione, in un mondo che è cambiato fortemente e che chiede riallineamento.
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