Il costo nascosto dell’inquinamento: quando la salute diventa una spesa privata

L’inquinamento atmosferico ha un costo che non sempre compare nelle statistiche ambientali e che, spesso, non viene necessariamente sostenuto da chi lo genera. Una parte di costi ricade sul sistema sanitario, attraverso l’aumento della domanda di cure e prestazioni, meno visibile, è invece la quota che finisce direttamente nei bilanci delle famiglie.
È noto che l’esposizione agli inquinanti atmosferici è associata a un aumento del rischio di numerose patologie e, di conseguenza, ad un maggiore ricorso a visite, esami diagnostici, farmaci e trattamenti.
Quando il sistema pubblico non riesce a coprire integralmente questo bisogno, una parte del costo viene trasferita sui cittadini.
Si tratta della componente della spesa sanitaria definita in letterature out-of-pocket: le somme che gli individui pagano direttamente per ottenere cure e prestazioni sanitarie, senza che il costo venga interamente assorbito dal finanziamento pubblico.
Il fenomeno risulta rilevante inquanto il trasferimento della spesa dal pubblico al privato può passare inosservato. Una riduzione della quota sostenuta dal sistema sanitario, infatti, non implica necessariamente una riduzione del costo complessivo della salute. Il costo può semplicemente cambiare soggetto.
I conti sanitari europei, elaborati secondo il sistema SHA 2011, permettono di osservare non soltanto quanto una società spenda per la salute, ma anche chi sia chiamato a sostenerne il costo. I dati più recenti disponibili, relativi al 2023 mostrano che nell’Unione europea il 14,9% della spesa sanitaria corrente è stata sostenuto direttamente dalle famiglie attraverso pagamenti out-of-pocket.
La quota varia però considerevolmente tra i Paesi, anche in relazione alla diversa configurazione dei sistemi di welfare e dei meccanismi di finanziamento della sanità. In Bulgaria e Grecia supera rispettivamente il 35% e il 34% della spesa sanitaria, mentre in Lussemburgo, Francia e Croazia rimane al di sotto del 10%. Differenze così ampie riflettono, almeno in parte, il diverso grado di copertura garantito dai sistemi pubblici e il modo in cui ciascun Paese distribuisce il costo dell’assistenza tra finanziamento collettivo e spesa privata delle famiglie.
In Italia nel 2023, i pagamenti diretti delle famiglie hanno rappresentato circa il 23,6% della spesa sanitaria, quasi nove punti percentuali in più rispetto alla media dell’Unione. Questo dato non è nuovo. Tra il 2010 e il 2019 la componente out-of-pocket è passata dal 21,5% al 23,3% della spesa sanitaria complessiva. La pandemia ha poi interrotto temporaneamente questa traiettoria.
Il dato più importante, tuttavia, non è stabilire se i costi dalle famiglie siano riconducibile all’inquinamento. La spesa privata, infatti, dipende da molteplici fattori come reddito, età della popolazione, organizzazione dei servizi, modalità di finanziamento e disponibilità delle prestazioni.
Il problema ambientale assume quindi una dimensione economica. Le conseguenze sulla salute possono tradursi in una singola prestazione sanitaria che può rappresentare un esborso sostenibile, mentre una successione di spese può invece trasformarsi in un peso significativo per il bilancio familiare.
Da tenere in considerazione è anche il fatto che il peso non è necessariamente distribuito in modo uniforme. Per una famiglia con un reddito elevato, sostenere il costo di una visita privata o di una prestazione non integralmente coperta dal sistema pubblico può essere un sacrificio limitato, al contrario per una famiglia con risorse più contenute, può significare rinunciare a consumi di prima necessità o rinviare una cura.
La questione, dunque, non riguarda soltanto quanto una società spenda per la salute, ma chi sostenga quella spesa.
L’esposizione agli inquinanti è il risultato di un fenomeno che riguarda la collettività: traffico, attività produttive, sistemi di riscaldamento e caratteristiche urbane concorrono a determinare la qualità dell’aria respirata dalla popolazione. Le conseguenze economiche della malattia, tuttavia, possono essere molto più individuali, producendo così un trasferimento economico silenzioso.
Il confronto tra i sistemi sanitari europei mostra quanto diversa possa essere la misura di questo trasferimento. Dove la protezione pubblica è più ampia, la spesa è coperta dal finanziamento collettivo; dove è limitata, pesa direttamente sulle famiglie. Non si tratta, quindi, soltanto di misurare la quantità complessiva di risorse destinate alla sanità, ma di osservare come quelle risorse vengono distribuite tra Stato e cittadini.
Ridurre l’inquinamento significa, potenzialmente, ridurre non soltanto il carico sul sistema sanitario, ma anche quella quota di spesa che, quando la copertura pubblica non è sufficiente, finisce direttamente sulle famiglie.
La prevenzione diventa così anche una questione di sostenibilità economica e di equità sociale.
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