Capraia apre alla cittadinanza i lavori per difendere l’isola dalle piante aliene invasive

È sufficiente che un suo frammento resti sul terreno perché possa attecchire e generare una nuova pianta. È questa capacità di propagazione a rendere particolarmente complesso il contrasto al fico d’India compatto (Opuntia stricta), la specie vegetale aliena più diffusa a Capraia e, secondo le indagini condotte sull’isola, quella che produce gli impatti maggiori sugli habitat d’interesse comunitario.
Per limitarne l’espansione iniziano a ottobre i lavori promossi dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano attraverso Life Tetide, acronimo di Turning Eradication Targets Into Durable Effects. Il progetto, cofinanziato dall’Unione europea e realizzato insieme a partner italiani, maltesi e croati, punta a contenere le piante aliene invasive e a favorire il recupero della vegetazione nativa negli ecosistemi insulari del Mediterraneo.
A Capraia la presenza dell’Opuntia stricta è stata rilevata, con densità diverse, su circa 186 ettari. L’appalto appena avviato interesserà invece un’area di circa 157 ettari, con un investimento complessivo pari a 342.564,78 euro, Iva compresa. I lavori sono stati affidati alla società G. Boscaglia di Radicondoli, in provincia di Siena.
L’intervento non potrà esaurirsi con la prima rimozione. Sono già previsti altri due passaggi per eliminare sia le piante ricresciute dai frammenti sfuggiti alla raccolta sia quelle germinate dai semi rimasti nel terreno. La continuità delle operazioni sarà dunque decisiva per evitare che la cactacea torni a occupare gli ambienti aperti e rocciosi sottraendo spazio alla flora autoctona.
Le attività riguarderanno anche altre specie aliene presenti sull’isola, tra cui il tabacco glauco (Nicotiana glauca), la Chasmanthe floribunda, pianta ornamentale dai fiori arancioni, l’ailanto (Ailanthus altissima) e la canna comune (Arundo donax). Le tecniche di rimozione, manuali o meccaniche, cambieranno in base all’accessibilità e alle caratteristiche dei luoghi interessati.
L’obiettivo è ridurre la competizione esercitata dalle piante invasive e creare condizioni più favorevoli per le scogliere vulcaniche, le praterie mediterranee e le boscaglie di oleandro che compongono il mosaico naturale di Capraia e rientrano nella rete europea Natura 2000.
Prima che i lavori entrino nel vivo, il Parco e il Comune di Capraia Isola hanno scelto di presentarli e discuterli con la comunità locale. Venerdì 9 ottobre, alle ore 15, nella Sala consiliare del Comune si terrà l’incontro pubblico Ripristinare gli equilibri naturali dell’isola di Capraia: tutela degli habitat nativi e contrasto alle specie esotiche invasive.
Interverranno la sindaca Maria Ida Bessi, il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano Matteo Arcenni e lo staff tecnico di Life Tetide, che illustrerà modalità operative e benefici attesi. La difesa della biodiversità dell’isola passa infatti dalla rimozione delle specie invasive, ma la durata dei risultati dipenderà anche dalla conoscenza e dall’attenzione di chi Capraia la abita ogni giorno.
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