Il gatto delle sabbie scoperto grazie a YouTube
Mohammed Saad Muntser è un fotografo naturalista che carica le sue creazioni sul proprio canale YouTube, che da qualche tempo è al centro di una tempesta di visualizzazioni – in particolare il video che vedete qui sotto, pubblicato nel 2017 e che solo nell'ultimo mese ha cominciato a crescere fino a superare le 122.000 visite.
Il motivo è spiegato in questo studio pubblicato sul Journal of Arid Environments: è proprio grazie a quel video che un team della Sol Plaatje University, in Sud Africa, è riuscito a confermare che il gatto delle sabbie, un felino rarissimo e quasi impossibile da osservare in natura, vive anche in Libia.. Il fotografo a cui non credeva nessuno
Racconta Muntser che, quando pubblicò il video su YouTube, nessuno gli credette: non solo il gatto delle sabbie è un felino rarissimo il cui colore gli permette di mimetizzarsi alla perfezione nel deserto in cui abita, ma il fotografo sosteneva di avere filmato il gatto in Libia, dove si pensava che non abitasse.. L'areale del gatto delle sabbie, infatti, pur essendo abbastanza ampio, è molto discontinuo: lo si trova dal Nordafrica fino all'Asia centrale, ma con grossi "buchi" tra un'area e l'altra. Muntser, tra l'altro, sostiene dal 2017 di avere avvistato altri gatti delle sabbie, uno dei quali ad appena 70 km da casa sua.. Un'altra sorpresa
Il risultato di questa ricerca ha permesso di confermare quanto Muntser afferma da nove anni: il gatto delle sabbie vive in Libia, e i ricercatori hanno individuato un'area in particolare dove il felino è stato avvistato ben 13 volte, e potrebbe quindi essere una "roccaforte" per la specie. Il monitoraggio ha riservato anche un'altra sorpresa al team: l'avvistamento di diversi esemplari di Poecilictis lybica, la zorilla della Libia, scoperti in otto diverse location sette delle quali sono al di fuori del range della specie riconosciuto dall'IUCN.. La difficoltà della ricerca del gatto delle sabbie in Libia non è solo il deserto, ma anche le bande di contrabbandieri che lo battono e rendono ogni spedizione pericolosa. Il team della Sol Plaatje University che ha preso contatto con Muntser credendo alle sue parole ha però deciso di rischiare, coordinandosi sia con il fotografo sia con le locali comunità Tuareg per creare un sistema di monitoraggio che integrava GPS e fotografie.. Ci sono anche brutte notizie, purtroppo: il team ha scoperto che sia il gatto delle sabbie sia la zorilla vengono vendute nei mercati locali, il primo come animale domestico, il secondo perché molto ricercato dalla medicina tradizionale. Un problema che diventa ancora più serio visto quanto poco sappiamo della distribuzione di queste due specie in Libia: lo studio invita a iniziare con urgenza una campagna per la loro protezione e conservazione..
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