Il Museo del Papiro di Siracusa porta in Egitto le antiche tecniche di lavorazione

14 Luglio 2026 - 16:00
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Il Museo del Papiro di Siracusa porta in Egitto le antiche tecniche di lavorazione

Il Museo del Papiro “Corrado Basile” ha partecipato al meeting “From the green papyrus to timeless art” tenuto a Zagazig (Egitto) nei giorni 13-15 luglio 2026, organizzato dal Governatorato di Sharqia in collaborazione con il “World Forum for Fine Arts for Development”. Il Governatore di Sharqia ha invitato Corrado Basile a partecipare all’evento “in considerazione della sua eccezionale esperienza nella coltivazione e cura della pianta del papiro e come esperto del papiro nel Museo Egizio del Cairo e a Siracusa”.

Accogliendo l’invito delle Autorità Governative regionali, Corrado Basile (presidente dell’Istituto Internazionale del Papiro), Anna Di Natale (direttore del Museo del Papiro “Corrado Basile”) e Moamen Othman (direttore generale del Settore Progetti e Restauro del Ministero del Turismo e delle Antichità, nonché collaboratore del “Progetto di Restauro dei Papiri” condotto dal Museo del Papiro in Egitto) hanno presentato un intervento dal titolo “For the valorization of papyrus in the Egyptian Delta”, molto apprezzato dal pubblico presente, accompagnato da videoproiezione. L’intervento si è focalizzato, come richiesto dalle stesse Autorità, sulla necessità di indirizzare e correggere le pratiche improprie nella coltivazione e nella manifattura del papiro adottate oggi dalle fabbriche egiziane.

Tra gli altri relatori: H.E. Hazem El Ashmouni (Governatore di Sharqia), Zahi Hawass (egittologo), Adel El Gendy (Vice Segretario Generale del Consiglio Nazionale del Turismo), Randa Fouad (presidente del “World Art Forum for Development Foundation”), Salma Ibrahim El-Khatib (“World Art Forum for Development Foundation”).

Con incremento negli anni, sono sorti molti laboratori artigianali di produzione di carta di papiro in varie parti dell’Egitto, soprattutto nel Delta orientale, per scopi turistico-commerciali. Per quanto di conoscenza da parte degli esperti siracusani, le tecniche utilizzate in questi laboratori sono limitate al pretrattamento delle strisce con acqua semplice o, per ottenere un effetto sbiancante, all’impiego di prodotti quali idrossido di sodio, ipoclorito di sodio, ecc., fortemente alcalini. Tali tecniche sono ben lontane dal poter affermare che i fogli hanno “le stesse proprietà fisiche e chimiche dei papiri antichi”.

Recentemente, le Autorità del Governatorato di Sharqia hanno intrapreso e sostengono dei progetti per ripristinare nel Delta le antiche attività, soprattutto dal punto di vista storico e tradizionale, in considerazione del fatto che, nell’antichità, le terre paludose del Delta erano i principali produttori di piante di papiro e dei suoi prodotti.

Come è noto la pianta del papiro era scomparsa nel tratto egiziano del Nilo nell’XI secolo d.C. Nel Delta, solo negli anni Ottanta è iniziato un programma di ripopolamento del papiro, per ricostituire un paesaggio ricco di papireti come nel passato. Pertanto, è lodevole l’iniziativa del Governatorato di Sharqia di valorizzazione del “papiro” presente in quest’area del Delta egiziano; il progetto rientra appieno nei programmi di sviluppo avviati in questi ultimi anni nella regione e, in particolare, nell’intera area di Tell Basta.

La carta di papiro, com’è noto, rappresenta un’importante attestazione della civiltà egizia. Per la realizzazione del progetto di valorizzazione del papiro nel Delta è stata chiesta la collaborazione del Museo del Papiro ‒ in particolare di Corrado Basile per le sue riconosciute conoscenze nel campo delle antiche tecniche di manifattura del papiro ‒ al fine di avviare un’attività di insegnamento delle antiche tecniche, in quanto i trattamenti utilizzati oggi in Egitto sono diversi da quelli antichi e non permettono di produrre le caratteristiche richieste nell’antico supporto scrittorio (tenuitas, densitas, candor, levor). Gli studi intrapresi da Corrado Basile, iniziati negli anni Sessanta del secolo scorso e proseguiti nell’ambito del programma di ricerche del Museo del Papiro, hanno portato a ricostruire – attraverso anche la conferma analitica su campioni di papiro di epoca faraonica, ellenistica, araba e bizantina ‒ i procedimenti di fabbricazione e i trattamenti di finitura e protezione (con sostanze naturali) dei fogli di papiro ad uso scrittorio usati nell’antichità in Egitto, trattamenti che hanno lo scopo di preservare i fogli dall’attacco biologico, nonché di migliorarne la bianchezza e le caratteristiche fisiche e meccaniche.

Il Museo del Papiro “Corrado Basile” e il Settore Progetti e Restauro del Ministero del Turismo e delle Antichità sono favorevoli a che quest’area del Delta egiziano torni ad essere il papireto d’Egitto e anche un luogo di produzione di una buona carta di papiro ad uso scrittorio, riprendendo in questo campo i vanti di un passato dimenticato.

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