Il pensiero stupendo del Pd per il centrosinistra: chiamare un leader a termine, interinale

21 Luglio 2026 - 08:55
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Una ne fa, cento ne pensa il centrosinistra. Prima avevano il leader vero e facevano primarie finte, ora pensano a un leader finto per non fare delle primarie vere. Si immagina già l’annuncio dell’agenzia: “Cercasi figura apicale per coalizione dinamica e in forte competizione interna, si richiede disponibilità immediata e attitudine a farsi da parte, costituisce titolo preferenziale la mancanza di ambizioni. Astenersi vincenti”. Il retroscena – lo leggiamo da Valentina Pigliautile sul Messaggero – dice che nel Pd hanno avuto un’idea pazza e geniale. Poiché il centrosinistra è bloccato nella competizione tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, dalla quale non esce come non si esce da certe rotatorie di provincia, ecco la soluzione. Un nome provvisorio per andare alle elezioni. Insomma un leader interinale, un candidato premier a somministrazione, un capo in stage curriculare non retribuito, un condottiero con clausola di rinnovo tacito salvo disdetta.

Lo chiami di lunedì, gli dai la coalizione, lui la tiene fino a venerdì, poi la riporta indietro con il pieno fatto. E’ un’invenzione che ha una sua grandezza. Il precariato, dopo aver devastato una generazione, viene finalmente esteso anche al vertice. Immaginiamo per un attimo la scena. Il popolo del centrosinistra riunito in piazza, le bandiere, la commozione, e dal palco una voce che dice “compagni, ecco il nostro leader, per ora”. Perché il punto è tutto qui: il leader provvisorio è il traghettatore che non deve approdare da nessuna parte, anzi possibilmente deve remare in tondo, mentre a riva Goffredo Bettini e altre quattro persone di provata sapienza, in penombra, decidono cosa si deve fare. Resta però un dettaglio tecnico che nessuno ha voluto sollevare, forse per delicatezza. In Italia il provvisorio è la sola forma dell’eterno. Sono provvisorie le baracche del dopoterremoto, è provvisoria l’addizionale sull’Irpef, è provvisorio l’inno nazionale, era provvisorio persino Giuseppe Conte quando venne scelto da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Ma queste sono forse fantasie. L’unica obiezione seria l’ha formulata, per ora, il buon senso, che però nel Pd al momento pare non abbia diritto di tribuna.

Se il centrosinistra ha bisogno di un capo che non dia la linea politica per evitare di scegliere un capo che dia la linea politica, forse il problema non è il metodo di selezione ma l’alleanza. Tuttavia questo, converrete, è un pensiero volgare, quasi maggioritario, disfattista, mentre l’altro, il leader provvisorio, il traghettatore, l’asterisco vivente, è davvero un pensiero stupendo. E come tutti i pensieri stupendi nasce un poco strisciando, di notte, in una stanza, tra pochi intimi, e rischia di produrre il disastro la mattina successiva quando si manifestano gli elettori. Quelli notoriamente sono più volubili, provvisori, a termine e interinali persino del leader.

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