Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
I prezzi medi dei carburanti sulle autostrade italiane oggi 01 giugno 2026 sono riepilogati nella tabella sottostante, aggiornata all’ultima rilevazione disponibile dell’Osservatorio del Mimit. Di seguito trovate i valori per benzina, gasolio, gpl e metano, con l’indicazione della modalità di erogazione. Nella seconda parte dell’articolo spieghiamo in modo chiaro come si forma il prezzo alla pompa: dalla componente industriale (costo del prodotto e margine della filiera, inclusi i gestori) alla componente fiscale, che comprende accise e Iva. In coda sono presenti due grafici di approfondimento.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Aggiornamento 31-05-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 2.086 |
| Benzina | SELF | 2.042 |
| GPL | SERVITO | 0.911 |
| Metano | SERVITO | 1.588 |
Come si compone il costo dei carburanti
Benzina. Il prezzo finale della benzina nasce dall’incontro di due grandi capitoli di spesa. Da un lato c’è la componente fiscale, che pesa per il 58% e include accise e Iva; dall’altro la componente industriale, pari al 42%, che riflette il valore del prodotto e i margini lungo la filiera. All’interno della quota industriale, il costo della materia prima incide per il 30%: è qui che agiscono le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e il cambio euro/dollaro, poiché la benzina segue listini denominati in dollari e il tasso di cambio può amplificare o attenuare i movimenti dei mercati. Il margine lordo vale il 12% e comprende le voci su cui operatori e reti possono intervenire, come logistica, stoccaggi, costi di esercizio e politiche commerciali del punto vendita. In pratica, quando le quotazioni internazionali aumentano o l’euro si indebolisce, il costo industriale tende a salire e questo si trasferisce, con tempistiche variabili, sui prezzi alla pompa. Viceversa, fasi di discesa delle quotazioni o un cambio favorevole possono creare spazio per riduzioni. Il margine, invece, può cambiare in funzione della concorrenza locale, dei flussi di traffico e di eventuali campagne promozionali, determinando differenze tra aree e marchi, pur nel rispetto della struttura complessiva appena descritta.
Gasolio. Anche per il gasolio il prezzo al consumatore è il risultato della somma tra imposte e quota industriale, ma con pesi diversi: la componente fiscale incide per il 45%, mentre quella industriale vale il 55%. Dentro la parte industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del prezzo: come per la benzina, è fortemente influenzato dall’andamento delle quotazioni internazionali e dal rapporto euro/dollaro. Il margine lordo ammonta al 10% e costituisce la porzione su cui gli operatori possono intervenire in base a dinamiche commerciali e gestionali, come costi di trasporto, gestione degli impianti e strategie di prezzo. Ne consegue che i movimenti dei mercati energetici e del cambio si riflettono in modo rilevante sul gasolio, con effetti che possono essere più visibili in periodi di forte volatilità. Il margine, pur più contenuto, può variare in funzione della concorrenza tra stazioni, del posizionamento lungo le principali direttrici autostradali e della stagionalità dei flussi di traffico. Nel complesso, la prevalenza della componente industriale nel gasolio rende particolarmente importante monitorare le condizioni di mercato internazionale, mentre la quota fiscale continua a rappresentare un fattore costante che incide in modo significativo sul prezzo pagato dagli automobilisti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit
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