Il rischio siccità è tornato in Toscana, l’Autorità idrica chiede di ridurre i consumi d’acqua potabile

20 Luglio 2026 - 17:05
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Il rischio siccità è tornato in Toscana, l’Autorità idrica chiede di ridurre i consumi d’acqua potabile

Il fiume Po è sempre più in secca, insieme a lui anche i principali laghi della Penisola, mentre in alta quota gli accumuli nevosi residuali sono pressoché nulli e inferiori alla media. Nei giorni scorsi a Pontelagoscuro, stazione di riferimento per il controllo del basso corso del Grande fiume, la portata è scesa a poco più di 300 metri cubi al secondo, contro una media storica superiore a 1.100 metri cubi al secondo. In alcuni giorni sono stati misurati valori prossimi ai 260 metri cubi al secondo, ben al di sotto della soglia di sicurezza considerata necessaria per contrastare la risalita del cuneo salino dal Mare Adriatico. La conseguenza è che l'acqua marina è penetrata per circa 25 chilometri all'interno del delta, mettendo sotto pressione ecosistemi, attività agricole e approvvigionamenti idrici locali.

E non va molto meglio nel resto del Paese, col rischio siccità che scende lo Stivale arrivando ormai ad affacciarsi anche in Toscana. Del resto a livello nazionale resta fermo al palo il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Approvato dal Governo Meloni nel gennaio 2024 dopo una lunghissima gestazione, il Pnacc ha individuato 361 azioni settoriali, ma è ancora privo dei finanziamenti e della governance necessari ad attuarle.

Il meteo di queste settimane, infuocato dalla crisi climatica in corso, sta infatti mettendo a dura prova il sistema idropotabile locale, tant’è che l’Autorità idrica toscana (Ait) ha fatto scattare oggi la sveglia della prudenza per tutti i sindaci della regione.

«L'eccezionale innalzamento delle temperature, unito alle intense ondate di calore e alla prolungata assenza di piogge, sta determinando una notevole pressione – spiega l’Ait – sulle reti di distribuzione e sulle riserve idriche locali. I bollettini e le previsioni meteorologiche indicano il protrarsi di questa situazione climatica pure per le settimane successive. Quindi risulta fondamentale un'azione preventiva e coordinata per tutelare le falde e garantire la continuità del servizio idrico per i cittadini. È imperativo evitare che i picchi di consumo, uniti alla flessione della disponibilità delle fonti di approvvigionamento, possano generare criticità e interruzioni del servizio, specialmente nelle aree più vulnerabili della Toscana».

Per questo l’Ait invita i sindaci a «farsi parte attiva nei confronti delle loro comunità», agendo (tramite avvisi pubblici, canali social istituzionali o campagne informative) per sensibilizzare la popolazione a un uso corretto, razionale e parsimonioso dell'acqua potabile. Nello specifico, l’Autorità idrica toscana chiede che i cittadini siano invitati a:

  • limitare rigorosamente l'uso dell'acqua potabile alle necessità primarie, ovvero agli usi igienicosanitari, alimentari e domestici, e per l'abbeveraggio degli animali;
  • evitare forme di spreco e qualsiasi utilizzo improprio come innaffiamento di orti e giardini, lavaggio di cortili/piazzali, lavaggio di veicoli privati, ecc.;
  • adottare comportamenti virtuosi nella quotidianità domestica come controllare eventuali perdite degli impianti interni, utilizzare gli elettrodomestici a pieno carico, chiudere i rubinetti quando non sono in uso.

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