Il World Energy Review racconta le nuove geografie dell’energia mondiale

13 Luglio 2026 - 06:15
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Il World Energy Review racconta le nuove geografie dell’energia mondiale

Il  primo modulo del World Energy Review 2026 di Eni, arrivato alla venticinquesima edizione, descrive un mercato globale segnato da tensioni geopolitiche persistenti, incertezze commerciali e una domanda di energia ancora in aumento. Le rinnovabili crescono rapidamente, soprattutto grazie alla Cina e al fotovoltaico, mentre petrolio e gas continuano a occupare un ruolo centrale nei consumi globali. Restano aperti alcuni nodi decisivi: l’effetto delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, l’impatto delle politiche commerciali statunitensi, la capacità del GNL di riequilibrare il mercato del gas e la sicurezza degli approvvigionamenti dei minerali critici.

Nel 2025 il mix delle fonti è rimasto sostanzialmente stabile, mentre la crescita dei consumi ha continuato a essere trainata soprattutto dalle economie non OCSE. Nel petrolio, la domanda mondiale è aumentata di 0,9 milioni di barili al giorno, raggiungendo 104,3 milioni di barili al giorno. La crescita è stata sostenuta soprattutto dal consumo di jet kerosene, GPL ed etano, e si è concentrata nei Paesi non OCSE. Cina, Nigeria, India, Indonesia e America Latina hanno rappresentato insieme circa il 70 per cento dell’incremento.

La produzione mondiale di petrolio, esclusi biocarburanti e processing gains, è salita a 100,4 milioni di barili al giorno, con un aumento di 3,1 milioni rispetto al 2024. Il contributo principale è arrivato dai Paesi non OPEC, in particolare dagli Stati Uniti, ma anche dall’OPEC, dopo il completamento del piano di rientro dei tagli alla produzione concordato nel 2024.

Nonostante l’aumento della domanda, il prezzo del Brent ha chiuso il 2025 con una media di 69,1 dollari al barile, il 14 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Sul mercato hanno pesato le politiche commerciali statunitensi, il progressivo allentamento dei tagli OPEC+ e, nella seconda parte dell’anno, le attese di un possibile surplus. Le tensioni tra Israele e Iran hanno prodotto aumenti temporanei dei prezzi a giugno, ma non hanno modificato la tendenza complessiva al ribasso.

La capacità di raffinazione primaria è rimasta quasi invariata, a 104,9 milioni di barili al giorno. L’avvio di nuovi impianti, tra cui Dangote in Nigeria e Duqm in Oman, ha compensato la chiusura di alcuni siti, soprattutto nel Bacino Atlantico, in Europa e negli Stati Uniti. Alla fine del 2025 la capacità di raffinazione europea risultava inferiore di oltre un milione di barili al giorno rispetto al 2015.

Il gas naturale ha mostrato una maggiore stabilità apparente. La prima parte dell’anno è stata caratterizzata da un mercato relativamente teso, con offerta limitata e consumi in crescita. Nella seconda parte del 2025 il mercato si è riequilibrato grazie soprattutto all’aumento dell’offerta di gas naturale liquefatto.

I prezzi nei principali hub internazionali sono cresciuti in media di circa il 26 per cento rispetto al 2024. In Europa il TTF si è attestato a una media di 11,9 dollari per Mbtu, in Asia il prezzo spot del GNL è stato pari a circa 12,9 dollari per Mbtu, mentre negli Stati Uniti l’Henry Hub ha raggiunto una media di 3,5 dollari per Mbtu, in forte aumento rispetto ai 2,2 dollari del 2024.

La domanda globale di gas è arrivata a circa 4.150 miliardi di metri cubi, con un aumento di circa l’1 per cento. La crescita è stata più moderata rispetto all’anno precedente. Nei Paesi OCSE l’incremento è stato legato soprattutto alle condizioni meteorologiche, mentre nei Paesi non OCSE i consumi sono rimasti sostanzialmente stabili.

Il GNL ha continuato a espandersi. La capacità nominale di liquefazione ha raggiunto circa 700 miliardi di metri cubi, il 6 per cento in più, mentre quella di rigassificazione è salita a circa 1.600 miliardi, con un aumento del 5 per cento. L’espansione della liquefazione è stata guidata soprattutto dagli Stati Uniti, mentre la rigassificazione è cresciuta in particolare in Asia, soprattutto in Cina, e in Europa.

Le fonti rinnovabili intermittenti, cioè fotovoltaico ed eolico, hanno registrato una crescita sostenuta. Nel 2025 la capacità installata globale ha superato i 3.600 gigawatt, con un aumento del 22 per cento rispetto al 2024. Il fotovoltaico ha rappresentato il principale motore di questa espansione, arrivando a circa 2.400 gigawatt di capacità cumulata, con un incremento di oltre il 27 per cento.

La Cina ha avuto un ruolo centrale nella crescita delle rinnovabili. Nel fotovoltaico ha raggiunto circa 1.200 gigawatt di capacità installata, pari a circa la metà del totale mondiale, contribuendo a oltre il 60 per cento della crescita globale. Anche nell’eolico il suo peso è rilevante: con circa 640 gigawatt installati, la Cina rappresenta quasi la metà della capacità mondiale e ha generato il 75 per cento dell’aumento registrato nel 2025. L’eolico è cresciuto più lentamente del fotovoltaico. La capacità globale è arrivata a circa 1.300 gigawatt, il 14 per cento in più rispetto al 2024. Europa e Nord America continuano ad avere un ruolo importante, con quote rispettivamente del 23 e del 14 per cento della capacità mondiale, ma con ritmi di espansione meno rapidi rispetto alla Cina.

Il rapporto dedica attenzione anche ai minerali critici, indispensabili per diverse tecnologie legate alla transizione energetica. Cobalto, litio, nichel, manganese e grafite sono fondamentali per le batterie, le terre rare sono centrali per l’eolico e il silicio è alla base del fotovoltaico. La produzione di questi materiali resta però fortemente concentrata in pochi Paesi. Circa l’80 per cento del silicio e della grafite proviene dalla Cina. Il 73 per cento del cobalto è estratto nella Repubblica Democratica del Congo. Le terre rare sono prodotte per il 69 per cento in Cina, mentre il nichel proviene per il 67 per cento dall’Indonesia. Questa concentrazione, secondo il rapporto, crea rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti e limita la concorrenza.

Nel 2025 la produzione complessiva di minerali critici è aumentata rispetto al 2024, soprattutto per litio e grafite. Il litio è cresciuto del 29 per cento, la grafite del 13 per cento. Anche le riserve mostrano una forte concentrazione geografica: oltre metà del cobalto si trova nella Repubblica Democratica del Congo e oltre metà delle terre rare in Cina.

Il modulo del World Energy Review include anche un quadro demografico ed economico. Nel 2025 la popolazione mondiale ha continuato a crescere a un ritmo di circa l’1 per cento annuo, superando gli 8 miliardi di persone. L’aumento si concentra nelle economie emergenti, in particolare in Africa e Medio Oriente, mentre l’Europa mostra una dinamica quasi stagnante.

L’India, con circa 1,5 miliardi di abitanti, si conferma il Paese più popoloso al mondo, dopo il sorpasso sulla Cina avvenuto nel 2023. Tra i dieci Paesi più popolosi, le crescite più sostenute riguardano alcune economie africane, tra cui Nigeria e Repubblica Democratica del Congo, e Paesi dell’Asia meridionale come Pakistan e Bangladesh. La Russia prosegue invece una tendenza di contrazione demografica iniziata nel 2019.

Sul piano macroeconomico, il rapporto descrive una crescita globale moderata ma resiliente, in un contesto di tensioni commerciali e forte incertezza geopolitica. Gli Stati Uniti continuano a contribuire in modo rilevante alla crescita, sostenuti dai consumi e dagli investimenti, in particolare nei settori tecnologici. La Cina mantiene un’espansione significativa, ma con un rallentamento strutturale legato anche alla debolezza della domanda interna, alle difficoltà del settore immobiliare e alle sfide demografiche.

Nell’area dell’euro l’attività economica resta più contenuta. Il recupero dei redditi reali sostiene in parte la crescita, ma il manifatturiero debole e l’incertezza internazionale continuano a frenare l’economia. Tra le economie emergenti, l’India registra una performance robusta, trainata dagli investimenti infrastrutturali, dalla domanda interna e dallo sviluppo dei servizi e del settore tecnologico.

Al seguente link è disponibile la versione interattiva del I° modulo del World Energy Review

L'articolo Il World Energy Review racconta le nuove geografie dell’energia mondiale proviene da Linkiesta.it.

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