In 2026 accumulo scorte mondiali grano duro per aumento produttivo

Maggio 19, 2026 - 12:19
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In 2026 accumulo scorte mondiali grano duro per aumento produttivo

Roma, 19 mag. (askanews) – La produzione mondiale di grano duro della campagna 2025-26 è attesa in aumento nei principali paesi produttori. È quanto è emerso nel corso dell’edizione 2026 dei Durum Days, l’appuntamento internazionale che ha riunito a Foggia tutti gli attori della filiera grano-pasta, ovvero Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Fedagripesca Confcooperative, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food e Crea, per fare il punto sulla produzione di grano attesa in Italia e nel mondo.

A fare il punto sullo scenario produttivo mondiale è stata la società di ricerca e consulenza specializzata nell’agrifood Areté: nella campagna 2025-26 il Canada ha registrato un incremento del 12%, raggiungendo i 7,1 milioni di tonnellate, ai massimi dal 2016-17. È aumentata la produzione anche negli USA (+5%), in Nordafrica (+18%) e nella Ue (+5%), con un calo registrato solo in Turchia (-16%).

Con l’aumento produttivo e il conseguente accumulo di scorte, la campagna 2025-26 ha quindi consegnato una situazione di surplus produttivo del mercato globale del grano duro. Rispetto alle prospettive di produzione 2026-27, Areté ha stimato un calo produttivo del 4% in Ue e più marcato in Nord America (-17% in Canada e -13% negli USA), con previsioni in rialzo per Turchia e Nord Africa. Un quadro che prospetta una produzione globale sostanzialmente stabile, ma con un mercato che rimane in surplus.

La prospettiva di cali produttivi sia in Europa che in Nord America rende poco probabile un forte arretramento dei prezzi nella prossima campagna, anche se al tempo stesso, gli stock ancora elevati a livello globale continueranno a garantire un buon approvvigionamento al mercato, contribuendo a contenere eventuali pressioni rialziste. Su tutta la partita, ovviamente, incombe l’instabilità geopolitica, vero e proprio fattore determinate, per via degli effetti che può provocare sui flussi commerciali, sul cambio euro/dollaro, sui prezzi del petrolio e sulla situazione degli input produttivi.

E, in ottica di redditività, la filiera guarda con fiducia alle sempre più innumerevoli ricadute della ricerca e dell’innovazione applicate alla cerealicoltura, le cui ultime novità per l’Italia sono state illustrate dal Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali del Crea. La vulnerabilità agli stress climatici e i costi della difesa fitosanitaria, è stato spiegato durante i lavori, sono i principali fattori che oggi pesano sulla redditività della cerealicoltura italiana, motivo per il quale il Crea punta sulle Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA per intervenire sui cereali a paglia con strumenti di editing genomico di precisione.

Il Centro di ricerca, da anni in prima linea nello sviluppo di varietà resistenti di grano duro ottenute tramite le TEA, ha reso noto che già oggi sono disponibili a Foggia linee con una migliorata resistenza alle malattie fungine, come ruggini e oidio; tali linee, inoltre, dopo un rigoroso controllo dell’assenza di altre modifiche genetiche, saranno pronte per la sperimentazione in campo e per la valutazione della resistenza in condizioni reali.

[A Foggia già disponibili linee grano duro con migliore resistenza|PN_20260519_00052|gn00 nv03 sp33|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260519_115553_CE41CE2E.jpg|19/05/2026 11:56:03|In 2026 accumulo scorte mondiali grano duro per aumento produttivo|Agricoltura|Economia, Agrifood]

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