In Basilicata il ponte tibetano dei record è un teatro sospeso

10 Luglio 2026 - 12:34
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In Basilicata il ponte tibetano dei record è un teatro sospeso
foto da ufficio stampa
Più che un appuntamento, “Tra Cielo e Terra” rappresenta un invito a vivere la montagna in modo diverso: non soltanto attraversandola, ma osservandola da una prospettiva inedita, dove sport, paesaggio e meraviglia si incontrano.

Dal 31 luglio al 2 agosto, a Castelsaraceno, in Basilicata basterà alzare gli occhi al cielo: il ponte tibetano più lungo del mondo – con i suoi 586 metri –  si trasformerà in un teatro. Un palcoscenico sospeso nel vuoto per accogliere il debutto italiano di Les Passegers du Vide, il collettivo francese che negli ultimi anni ha firmato alcune delle imprese di highline più spettacolari al mondo.

Non si tratta semplicemente di assistere a un’esibizione sportiva. È l’occasione per osservare da vicino una disciplina che unisce equilibrio, tecnica, ricerca artistica e dialogo con il paesaggio. Ogni passo sulla sottile fettuccia sospesa diventa parte di una narrazione in cui la montagna non è uno sfondo, ma il vero palcoscenico.

Promossa da Apt Basilicata e dal Comune di Castelsaraceno, da un’idea dell’associazione Polimeri, fondatrice del festival cinematografico Visioni Verticali, l’iniziativa celebra il quinto anniversario del Ponte tra i Due Parchi con un appuntamento che rafforza la vocazione del borgo come una delle destinazioni più innovative del turismo outdoor italiano.

La scelta di Castelsaraceno non è casuale. Dopo aver realizzato la scorsa estate una spettacolare traversata di circa 800 metri a oltre 4.000 metri di quota tra il Dente del Gigante e il Monte Mallet, nel massiccio del Monte Bianco, Les Passagers du Vide hanno individuato nel ponte lucano e nelle montagne che uniscono il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano lo scenario ideale per il loro primo progetto italiano.

Il collettivo, formato da alpinisti, atleti, ingegneri, fotografi e videomaker, realizza da oltre dodici anni performance nei luoghi più spettacolari del pianeta, dalle Aiguilles d’Arves, nelle Alpi francesi, ai monoliti di Bab N’Ali, nel deserto marocchino. La loro filosofia va oltre la sfida sportiva: la highline diventa uno strumento per esplorare il rapporto tra uomo, vuoto e natura, trasformando ogni attraversamento in un’esperienza estetica oltre che atletica. Per tre giorni, dunque, il pubblico potrà assistere alle performance con il naso all’insù.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.

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