In Medio Oriente si rafforza l'asse turco-pachistano, mentre s'intravedono segnali distensivi

La cronaca di questi giorni riportata dai canali turchi e pakistani mette in evidenza la notizia che il ministro della Difesa della Turchia, Yaşar Güler, ha ricevuto il capo dell'Aeronautica pakistana, Gen. Zaheer Ahmed Baber Sidhu, e a questo incontro ha partecipato anche il comandante dell'Aeronautica turca, Gen. Ziya Cemal Kadıoğlu. I temi trattati nel corso dell’incontro hanno riguardato l'approfondimento della cooperazione bilaterale tra le rispettive aeronautiche militari, evidenziando delicati aspetti che interessano entrambi i Paesi, quali: la collaborazione nello sviluppo delle tecnologie aerospaziali, la formazione e i progetti congiunti in un contesto di dinamiche riguardanti la sicurezza regionale – in corso di rapida evoluzione, come mostrano le vicende degli ultimi mesi.
Questo incontro si può dunque collocare nella più ampia cornice degli impegni assunti dalle due nazioni autodefinitesi “sorelle”; entrambe le parti hanno esaminato e valutato i progressi registratesi sulle iniziative in corso oltre, naturalmente, a proporre nuove aree di esplorazione, che vanno dal partenariato industriale, estendendosi fino a settori della difesa per poi arrivare all’implementazione delle capacità di potenza militare aerea. Un altro delicato e non meno rilevante aspetto investe i settori dell’addestramento e della formazione militare; infatti, è stato anche previsto l’ampliamento dei programmi di addestramento sia per i piloti che per gli allievi ufficiali delle Accademie militari dei due Paesi islamici.
Sul fronte terrestre, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito e Capo della Difesa (CDF) pakistano, Field Marshal Asim Munir, militare di spicco che ha assunto ruoli politici di prima grandezza, ha organizzato un incontro di vertice col capo dell'Esercito turco, Generale Selçuk Bayraktaroğlu che, attualmente, ricopre l'incarico di Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate; tutto ciò dimostra, a maggior conferma, che Pakistan e Turchia continuano a mantenere e rafforzare una forte "partnership strategica", che prevede anche esercitazioni e accordi propri di difesa.
Tra le diverse notizie apparse sulla stampa pakistana, una in particolare fa riferimento allo sviluppo e alla produzione del caccia “JF-17 Thunder”, agli aggiornamenti sul caccia “F-16” e all'acquisizione di UAV (Unmanned automatic vehicle), una sorta di siluro armato; in buona sostanza, si tratta di sviluppare un programma militare ambizioso e tecnologicamente all’avanguardia. Abbiamo ragione di ritenere che potrà contribuirà, e non poco, ad accrescere ulteriormente il ruolo geopolitico assunto dal Pakistan sull’intera regione del Golfo.
Occorre rimarcare, inoltre, che le Forze Armate pakistane e turche poggiano i loro orientamenti strategici su due pilastri: la deterrenza asimmetrica e l'espansione dell'industria bellica nazionale. Infatti, le due nazioni stanno intensificando la cooperazione militare allo scopo di ridurre la dipendenza dai mercati occidentali, puntando molto sull'autosufficienza e ricercando un ruolo di “potenze guida” estensibile a tutto il mondo islamico; attività queste che potrebbe essere facilitate dal fatto che la Turchia costituisce la seconda forza militare per numero di effettivi all'interno della Nato, e che il Pakistan oltre a disporre del settimo arsenale militare al mondo, mantiene una dottrina di "deterrenza nucleare a pieno spettro" per contrastare la superiorità numerica e convenzionale del suo nemico storico: l'India.
Proprio in queste ore sono in corso trattative diplomatiche per finalizzare il testo di un accordo condiviso tra Stati Uniti e Iran, e sappiamo con quanta determinazione il Pakistan continua a fornire la propria mediazione; una spinta della politica pakistana che, innegabilmente, gioca un ruolo centrale nella risoluzione per via diplomatica del conflitto. A tal riguardo, non può sfuggire il fatto che il Maresciallo di Campo Syed Asim Munir, ha in programma di visitare Teheran già oggi, per aiutare a finalizzare gli elementi chiave dell’accordo bilaterale descritto risolutivo, con l’augurio che possa portare alla fine alla guerra.
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