«In missione la Chiesa ambrosiana continua ad accompagnare i suoi preti»
Celebrazione nella chiesa di Nostra Signora di Nazareth
Celebrazione nella chiesa di Nostra Signora di NazarethIn questi giorni ho avuto la gioia di ricevere qui in Brasile (dove mi trovo come fidei donum) la visita del mio Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, accompagnato dal Vicario episcopale monsignor Giuseppe Vegezzi e dal responsabile dell’Ufficio missionario, don Maurizio Zago.

Gli auguri in Cattedrale
Sbarcati a Belém (Pará) il 27 luglio, sono stati accolti nella residenza episcopale di dom Manuel, il nuovo Vescovo della Diocesi di Castanhal. Il giorno seguente dom Carlos, vescovo emerito e primo vescovo della diocesi, li ha introdotti nella storia della Chiesa locale, presentando una delle prime opere, la Cattedrale, e l’ultima, ancora in costruzione, un ospedale di cure palliative (il primo in America Latina). Quella stessa sera, in Cattedrale, abbiamo celebrato i 30 anni di ordinazione episcopale di dom Carlos che, al termine della Messa, ha proposto di cantare i parabéns (gli auguri di buon compleanno) a monsignor Delpini, che avrebbe compiuto gli anni il giorno seguente.

Affetto per i propri Pastori
Questo “rito” si è poi ripetuto anche l’indomani, il giorno effettivo del compleanno. È un gesto semplice, qui molto comune, quello di cantare gli auguri al termine della Messa, che esprime gratitudine a Dio per il dono che il festeggiato rappresenta per la famiglia, per gli amici, per la comunità cristiana. È stata una delle tante manifestazioni d’affetto che l’Arcivescovo ha ricevuto in questi giorni. I sorrisi, una richiesta di benedizione, una foto insieme, un cibo particolarmente squisito sono stati altrettante espressioni dell’affetto di questa gente semplice che, innamorata di Dio, vuol bene ai suoi pastori e li accoglie felice di poter offrire il meglio.
Questa gratitudine e accoglienza sono anche il frutto di tutta una storia di missione, di tanti missionari (molti italiani) che hanno donato la vita per il Vangelo amando questa gente. Tra questi voglio citare un Barnabita, padre Valentino Zappa (1903-2010), originario di Rho e sepolto a Vigia de Nazaré, ricordato ancora oggi per la sua grande carità come il padre vovó, cioè, il “nonno”. La parrocchia di Vigia, sorta nel XVII secolo, è la più antica della Diocesi.
Le tappe della visita
Oltre alle parrocchie abbiamo visitato anche altre opere.
– La scuola professionale San Lucas, costruita dalla Diocesi insieme allo Stato del Parà, che offre una formazione professionale a circa 500 ragazzi della scuola superiore. Oltre alle normali materie di studio qui i ragazzi hanno la possibilità di frequentare corsi di formazione (cucina, teatro, musica, infermieristica…) che li abilitano a un lavoro al termine della scuola.
– Le due comunità terapeutiche (gestite dall’associazione Papa Giovanni XXIII) che accolgono giovani che vogliono liberarsi dalla tossicodipendenza o dall’alcolismo.

La scuola e le comunità sono due risposte concrete al bisogno di accompagnare i giovani, dando una speranza a chi vive dovendo fare i conti quotidianamente con la povertà e la violenza.
La parrocchia dedicata ad Acutis
L’ultimo pomeriggio, giovedì 30, abbiamo conosciuto la parrocchia di San Carlo Acutis, una parrocchia nuova, creata all’inizio di quest’anno, situata in un quartiere periferico, popolare, povero. Il parroco, padre Mateus, di soli 29 anni, ci ha raccontato che, dopo lo sgomento iniziale al pensiero di diventare parroco di una parrocchia ancora in costruzione, senza una casa dove abitare, senza una struttura per la catechesi, senza una segreteria dove ricevere le persone, ha scoperto che la vera ricchezza di un prete è Dio, a cui consegnarsi con fiducia, e l’affetto della gente. E, di fatto, padre Mateus è un prete innamorato di Dio e della sua gente (in particolare dei giovani, di cui è il responsabile a livello diocesano).

La Messa celebrata praticamente all’aperto – in una chiesa dove, oltre al tetto, non c’era nulla! – ce lo ha confermato. La gente ci ha accolto benissimo, con semplicità e carinho, onorata per la presenza dell’Arcivescovo di Milano, la terra natale di Carlo Acutis.
Questo momento ha praticamente concluso la visita dell’Arcivescovo a Castanhal. Ora il viaggio procede verso Grajaú, nel Maranhão. Questi giorni, per me, sono stati molto belli. Accompagnare l’Arcivescovo, monsignor Giuseppe e don Maurizio mi ha fatto sentire ancora una volta l’emozione degli inizi, quella sperimentata anni fa, quando iniziavo la mia missione in Brasile. Inoltre, la loro presenza mi ha fatto sentire la vicinanza della Chiesa di Milano, che mi ha educato e ordinato, facendomi sentire che, anche se son qui, lontano, la mia Chiesa, attraverso i suoi pastori, continua a volermi bene e ad accompagnarmi.
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