Inchiesta Amt, Gavuglio si difende e attacca: “Non un buco, ma una crisi di liquidità, pericolosa la comunicazione allarmistica”

30 Giugno 2026 - 18:54
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Inchiesta Amt, Gavuglio si difende e attacca: “Non un buco, ma una crisi di liquidità, pericolosa la comunicazione allarmistica”
ilaria gavuglio

Genova. Quello che, con riferimento ad Amt,  viene definito un “buco” un “dissesto” è semplicemente invece una “crisi di liquidità”, peraltro “fisiologica per un’azienda di Tpl”. E non essendoci un dissesto né una liquidazione giudiziale “non ci sarà nemmeno il presupposto del reato di bancarotta, la cui contestazione risulta forzata e comunque destinata a cadere”. Lo sostiene l’ex presidente di Amt Ilaria Gavuglio, indagata per falso in bilancio e bancarotta, nella memoria difensiva di 98 pagine che ha depositato tramite i suoi legali, Andrea Ganzer e Raffaele Caruso, alla procura di Genova.

Nella memoria Gavuglio ricostruisce il periodo in cui ha assunto l’incarico ai vertici di Amt illustrando le direttrici della sua azione. L’obiettivo era “offrire stabilità economica ad un’azienda che, come tutte quelle di trasporto pubblico locale del nostro paese, convive con difficoltà legate alla necessità fisiologica di contribuzioni pubbliche”.

Nessuna bancarotta quindi e neppure falso in bilancio dicono i difensori di Gavuglio perché le sanzioni non ancora pagate sono state messe a ricavo “in modo corretto” visto che si tratta di cifre che con la gestione Gavuglio erano diventate riscuotibili (era stato creato anche un ufficio ad hoc) che possono essere “cedute” a società specializzate creando un effettivo credito. E  anche l’appostamento anticipato di crediti derivanti da cosiddetti fondi Mase (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ndr) era legittimo tanto che quei soldi sono infatti arrivati, due anni dopo.

Gavuglio nella memoria spiega di aver accettato il mandato dopo le dimissioni di Marco Beltrami alle fine del 2022, che si era scontrato con l’allora sindaco Bucci sulle politiche di gratuità, “non certo per piegarsi a diktat politici ma perché ritiene vi sia la concreta possibilità di trovare risorse per un nuovo modello di business a sostegno della svolta ambientale”. L’ex presidente di Amt condivideva la visione della passata amministrazione incentrata su quella che nella memoria viene definita una vera e propria “rivoluzione del tpl, legato al PUMS e al progetto “4 Assi di forza”, che punta a rendere il TPL il mezzo principale di spostamento per i cittadini, con forti investimenti in filobus, mezzi elettrici, infrastrutture e intermodalità”. E di questa visione le politiche di gratuità erano un tassello.

Per recuperare le risorse e chiudere il bilancio 2023 con utile di 267.461 euro, Gavuglio compie due scelte che rivendica come  “tecnicamente corrette e prudenti”, visto che i fondi del ministero dei trasporti sono cronicamente insufficienti: la prima riguarda l’iscrizione del credito verso il Comune per 12,5 milioni (fondi MASE), imputato come ricavo a fronte delle politiche di gratuità; la secnoda riguarda la valutazione dei crediti da sanzioni con un tasso di recupero stimato al 37,5% e fondo svalutazione al 62,5%.

E le banche hanno dato fiducia all’azienda. secondo Gavuglio tanto che  “hanno mantenuto le linee di credito fino all’estate del 2025 e questo sarebbe “già da solo un indice continuità aziendale e non di dissesto”.

Quello che è accaduto dopo, vale a dire “il grave peggioramento dei rapporti con le banche è oggettivamente riconducibile alla gestione allarmistica della comunicazione di quella che nel 2025 era una crisi di liquidità”.

Gavuglio ricorda che prima di essere rimossa nell’agosto 2025 l’assemblea dei soci di Amt aveva approvato il piano di rientro dopo l’allarme lanciato a giugno dal collegio sindacale.

Poi il nuovo Cda avrebbe invece “modificato la linea di gestione della crisi” virando “verso un un fronte allarmistico”, incentrato sulla scelta di affidarsi “ad una diversa società di consulenza” che senza un audit avrebbe offerto un’analisi della situazione aziendale “che non fotografa una situazione oggettiva, ma trasforma una difficoltà nella liquidità fisiologica per un’azienda di TPL in un dissesto inesistente”.

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