Inflazione a settembre conferma in salita al 3,8 per cento nell’area euro e nell’UE
Bruxelles – L’inflazione non cala. Secondo Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’Unione europea, conferma le sue stime flash e pone il tasso di inflazione annuo a settembre al 3,8 per cento, in aumento rispetto al 3,2 registrato ad agosto 2026. A settembre 2025, il valore era pari al 2,2 per cento. Anche nell’Unione, si è osservato un tasso annuo del 3,8 per cento, segnando un incremento del 3,2 per cento in confronto al mese precedente. Nel 2025, nello stesso mese, la percentuale si è posizionata al 2,6.
I tassi annui più contenuti sono emersi in Svezia (1,0 per cento), Ungheria e Danimarca (entrambe al 2,1), mentre quelli più elevati in Romania (6,5 per cento), Lituania (6,1) e Bulgaria (5,6). Rispetto ad agosto 2026, l’inflazione annua è diminuita in un solo Stato membro UE (Slovacchia). In tre – Lituania, Cipro e Portogallo – è rimasta stabile, incrementando nei restanti ventitré Paesi UE. In un mese, da agosto a settembre 2026, l’Italia è passata da una percentuale pari al 3,2 per cento al 4,2, laddove in un anno, si è rialzata più del doppio – a settembre 2025 il valore era dell’1,7 per cento.
A settembre 2026, l’energia (+1,71 punti percentuali), i servizi (+1,52 punti percentuali), i beni industriali – non considerando l’energia – (+0,29 punti percentuali), più alimenti, alcolici e tabacchi (+0,25 punti percentuali) hanno contribuito tutti ad aumentare il tasso di inflazione annuo nell’eurozona.
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