I leader del PPE contro il Green deal: “Riformare le normative ambientali per recuperare competitività”

15 Ottobre 2026 - 17:30
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Bruxelles – Riformare le normative ambientali per recuperare competitività. Lo sostengono i capi di Stato e di governo del Partito popolare europeo (PPE) che cristallizzano in una dichiarazione comune – rilasciata dopo la loro riunione che si è tenuta prima dell’avvio del Consiglio europeo, a Bruxelles – la visione delle politiche ambientali in contrasto, quando non anche in antitesi, a competitività e progresso.

Il punto di partenza è la “forte pressione” su famiglie e imprese “a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e del crescente costo della vita”. Davanti a questo scenario, “le politiche dell’UE devono evitare di generare ulteriori oneri energetici e massimizzare le possibilità di fornire un sostegno nazionale“, che sia “temporaneo, mirato e su misura” e “nel rispetto dei limiti del quadro di governance economica“, dunque “salvaguardando al contempo la sostenibilità delle finanze pubbliche”.

Non solo. Nella dichiarazione, i capi di Stato e di governo della famiglia popolare ricordano che l’Europa sta “perdendo 27mila posti di lavoro nel settore industriale ogni mese”. Per invertire questa tendenza, i leader sottolineano il loro impegno “a tutelare il principio di neutralità tecnologica e a preservare posti di lavoro di qualità nell’industria automobilistica europea” attraverso la revoca del “divieto sulle auto con motore a combustione nell’UE” e con il riconoscimento del “ruolo dei carburanti a basse emissioni di carbonio e di quelli rinnovabili”. Ma non basta: per i leader del PPE “è inoltre necessario riformare le normative ambientali per recuperare competitività“.

Sul fronte commerciale, i firmatari appoggiano “con convinzione accordi commerciali ambiziosi con partner affidabili”, ma ritengono che si debba “abbandonare ogni ingenuità nei confronti delle pratiche commerciali sleali della Cina“. Per questo, i leader appoggiano l’iniziativa franco-tedesca che chiede alla Commissione europea di presentare “nuovi strumenti per ridurre le dipendenze e la concentrazione nelle catene di approvvigionamento, nonché per reagire alle gravi distorsioni del mercato interno dell’UE causate da Paesi terzi”.

La parola d’ordine resta semplificazione. “Sosteniamo pienamente gli attuali pacchetti ‘Omnibus'”, precisano e sollecitano i legislatori a trovare “un accordo almeno sulle ambiziose proposte avanzate dalla Commissione”. Ma anche qui “serve di più: chiediamo un intervento ‘Omnibus’ di carattere orizzontale in materia di procedure autorizzative”.

Infine, “sollecitiamo un impulso urgente al completamento della proposta relativa al ’28esimo regime’ (28th Regime), a sostegno di tutte le imprese – in particolare start-up e scale-up – e chiediamo la piena attuazione del principio ‘Un’Europa, un mercato unico’, sia in termini di ambizione che di tempistiche concordate”. Per questa ragione, invitano il Consiglio “ad accelerare l’iter e a ricercare compromessi ambiziosi, volti a rafforzare la competitività”.

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