Ucraina sempre più vicina all’UE: aperti i due cluster relativi a mercato interno e competitività

14 Ottobre 2026 - 17:30
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Bruxelles – L’Ucraina compie un nuovo passo verso l’adesione all’Unione europea. Il 13 ottobre, a Lussemburgo, l’UE ha aperto i negoziati sui cluster relativi al mercato interno e alla competitività e crescita inclusiva, che comprendono complessivamente 17 dei 33 capitoli negoziali previsti dal processo di adesione. La decisione, annunciata al termine della quarta conferenza intergovernativa UE-Ucraina, amplia il perimetro delle trattative e porta a quattro i sei cluster aperti con Kiev.

Il nuovo avanzamento riguarda due aree centrali per l’integrazione economica del Paese nel mercato europeo. Il cluster sul mercato interno comprende nove capitoli, dedicati alla libera circolazione di merci, lavoratori, servizi e capitali, oltre che alle norme sulla concorrenza, ai servizi finanziari, al diritto societario, alla proprietà intellettuale e alla tutela dei consumatori. Il cluster sulla competitività e la crescita inclusiva comprende invece otto capitoli, che spaziano dalla fiscalità alle politiche economiche e monetarie, passando per industria, occupazione, trasformazione digitale, ricerca, istruzione e unione doganale.

L’apertura dei due cluster consente di avviare i negoziati su questi ambiti, ma non equivale alla loro conclusione: il percorso richiederà ulteriori riforme e l’allineamento della legislazione ucraina all’acquis comunitario, l’insieme delle norme e degli standard dell’Unione. Il Consiglio ha già stabilito i parametri di riferimento per la futura chiusura provvisoria dei capitoli interessati. I progressi saranno valutati sulla base dei risultati raggiunti e dell’effettiva attuazione delle regole europee.

A sottolineare la portata del passaggio è stato Thomas Byrne, ministro irlandese per gli Affari europei e la Difesa, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE. La decisione, ha dichiarato, “rappresenta un’altra tappa nel percorso di adesione dell’Ucraina e riconosce la determinazione di Kiev a portare avanti le riforme nonostante le difficili condizioni legate alla guerra con la Russia”.

Il via libera arriva dopo lo sblocco delle riserve ungheresi, legate in particolare alla tutela dei diritti delle minoranze nazionali. Il 12 ottobre, il Parlamento ucraino ha approvato modifiche legislative in materia di istruzione, ampliando le garanzie relative all’insegnamento nelle lingue delle minoranze. Il superamento dell’impasse ha permesso agli Stati membri di procedere con l’apertura dei nuovi cluster.

Il percorso negoziale era entrato nella fase operativa nel giugno 2026, con l’apertura del cluster sui fondamentali, raggruppamento che comprende lo Stato di diritto, i diritti fondamentali e il funzionamento delle istituzioni democratiche. A luglio erano seguiti i negoziati sulle relazioni esterne, che riguardano, tra gli altri ambiti, la politica commerciale e la politica estera, di sicurezza e di difesa comune.

L’avanzamento di Kiev si inserisce in una fase di accelerazione più ampia del processo di allargamento, che nella stessa settimana ha coinvolto anche altri Paesi candidati. Le conferenze intergovernative del 12 e 13 ottobre hanno registrato nuovi progressi anche per Podgorica e Tirana. Parallelamente, anche la Moldova ha aperto i negoziati sui cluster del mercato interno e della competitività e crescita inclusiva.

L’obiettivo di Bruxelles è accelerare il percorso dei Paesi candidati e, allo stesso tempo, preparare l’Unione a un allargamento che potrebbe modificarne gli equilibri istituzionali e finanziari. Nel pacchetto presentato il 6 ottobre, la Commissione europea ha individuato quattro Paesi in fase avanzata di adesione – Montenegro, Albania, Ucraina e Moldova – e ha proposto di ridurre il rischio di blocchi nei negoziati, valutando il ricorso alla maggioranza qualificata per alcune decisioni intermedie. Una questione particolarmente rilevante per Kiev, il cui percorso è stato ostacolato dall’opposizione ungherese. L’allargamento, tuttavia, non riguarda soltanto i Paesi candidati, ma richiede anche a Bruxelles di ripensare la governance europea, le politiche comuni e il bilancio pluriennale per consentire a un’Unione più ampia di funzionare.

L’apertura dei negoziati non determina tuttavia una data per l’ingresso nell’Unione. L’adesione resta subordinata al rispetto dei criteri europei e al completamento delle riforme richieste. Per l’Ucraina, il nuovo passaggio rappresenta un ampliamento concreto delle trattative, mentre prosegue il lavoro per allineare il Paese alle regole del mercato unico e agli standard comunitari.

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