L’Albania verso l’UE, chiuso il capitolo negoziale sulla politica industriale

14 Ottobre 2026 - 17:30
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Bruxelles – L’Albania marcia verso l’Unione europea e porta a casa la chiusura di un altro capitolo negoziale. È il passo registrato ieri (13 ottobre), quando Tirana e l’UE hanno concordato la chiusura provvisoria del capitolo 20, dedicato alla politica industriale e alle imprese, durante una conferenza intergovernativa a Lussemburgo. Un risultato che arriva dopo la chiusura, lo scorso luglio, dei capitoli relativi a scienza e ricerca, istruzione e cultura e relazioni esterne. “Questo risultato riflette il nostro impegno a portare avanti il percorso di integrazione europea dell’Albania“, ha dichiarato Thomas Byrne, ministro irlandese per gli Affari europei e la Difesa, che presiede la conferenza sotto la presidenza di turno irlandese del Consiglio dell’UE. Byrne ha invitato Tirana a proseguire le riforme fondamentali per avanzare nei prossimi mesi.

La chiusura è provvisoria e non equivale alla conclusione dell’intero negoziato: gli accordi sui singoli capitoli diventano definitivi soltanto quando sarà raggiunta un’intesa complessiva su tutte le aree dell’acquis comunitario. L’UE mantiene inoltre la possibilità di tornare sui capitoli già chiusi, se necessario. In generale, il processo di adesione all’UE prevede che una volta chiesto e ottenuto lo status di ‘candidato’, il Paese interessato avvi il processo di negoziato politico su un totale di 33 capitoli, raggruppati in sei categorie (cluster): fondamenti; mercato interno; competitività e crescita inclusiva; agenda verde e connettività sostenibile; risorse, agricoltura e coesione; relazioni esterne. Una volta chiusi tutti i capitoli negoziali dei sei cluster allora il Paese può diventare di diritto uno Stato membro dell’UE.

L’avanzamento di ieri conferma la posizione dell’Albania tra i Paesi candidati più vicini all’adesione. Durante la visita a Tirana del 30 settembre, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva definito il Paese “uno dei capofila” del processo di allargamento, sottolineando tuttavia che “resta del lavoro da fare”. Tra le priorità indicate da Bruxelles figurano le riforme del sistema giudiziario, del quadro elettorale e della tutela ambientale. “Non basta approvare nuove norme”, aveva avvertito von der Leyen: “È necessario anche garantirne l’effettiva applicazione e produrre cambiamenti concreti per i cittadini”.

Il progresso che Tirana porta avanti va in parallelo a quello di Bruxelles che deve prepararsi a un’Unione più ampia. La Commissione europea sta lavorando per adeguare istituzioni, politiche e bilancio all’ingresso di nuovi membri. Tra le proposte di Bruxelles ci sono più flessibilità nel processo negoziale e l’integrazione graduale dei candidati in alcune politiche europee prima dell’adesione.

L’obiettivo resta legare la velocità dell’allargamento ai risultati delle riforme, senza rinunciare alla preparazione dell’Unione alle conseguenze di un futuro ingresso di nuovi Stati membri. Albania, Montenegro, Ucraina e Moldova sono i quattro Paesi considerati più avanzati nel percorso. Per l’Albania, la chiusura del capitolo 20 rappresenta un ulteriore avanzamento, ma la strada verso l’adesione resta subordinata al completamento dei negoziati e al rispetto dei criteri europei.

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