Inserzioni di Holley, Chaile e Takriti al Castello di Rivoli

Milano, 18 mag. (askanews) – Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la seconda edizione di Inserzioni, il programma semestrale di commissioni che introduce nuove opere concepite in dialogo attivo con le sale barocche normalmente dedicate alla Collezione permanente, trasformandole in un dispositivo espositivo in continua evoluzione. A cura di Francesco Manacorda, con l’intervento di Huda Takriti curato da Linda Fossati, Inserzioni coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria, alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive in contesti geografici e culturali differenti.
Ne ha parlato ad askanews il direttore del Castello di Rivoli e curatore di Inserzioni, Francesco Manacorda: “Questa è la seconda volta che noi commissioniamo ad artisti in questa serie che si chiama Inserzioni: è un invito ad inserirsi ad artisti contemporanei all’interno delle gallerie dedicate alle collezioni del Castello di Rivoli. Noi invitiamo artisti a inserirsi sia nella storia espositiva del castello, ma anche nell’architettura del castello stesso, perché in quanto architettura incompiuta, ha una parte di possibilità di sviluppo che gli artisti trovano particolarmente intrigante.
Lonnie Holley è un artista che combina elementi trovati, pezzi di storia abbandonati: i pezzi vengono selezionati proprio per la loro portata rispetto ad eventi traumatici di esclusione sociale o razziale e vengono poi combinati in questi assemblage a cui da dei titoli molto evocativi che vogliono parlare di generazioni di artisti, ma anche di persone che sono stati esclusi da meccanismi di potere.
Gabriel Chaile è un artista argentino che lavora molto spesso con la terra cruda, l’adobe, quello che si chiama appunto l’argilla che non è ancora cotta. Ha creato una scena quasi utopica e archeologica in cui dei cactus antropomorfi danno vita a una nuova era e intorno a loro una foresta invade il castello.
Huda Takriti è un’artista siriana che vive a Vienna che lavora su come i prodotti culturali, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, hanno rappresentato sia le lotte coloniali che le motivazioni politiche, economiche o sociali che le hanno provocate. C’è un lavoro molto importante sulla battaglia di Algere, il film di Gillo Pontecorvo molto famoso, investigando proprio quanto il ruolo delle associazioni femminili che hanno partecipato a questa rivolta e questa rivoluzione non fosse stato rappresentato dal regista italiano”.
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