“Insieme torniamo in mare” per riprendere a salvare vite nel Mediterraneo

14 Luglio 2026 - 22:15
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“Insieme torniamo in mare” per riprendere a salvare vite nel Mediterraneo

Un ciclone a inizio 2026 ha distrutto la nave di ResQ – People Saving People, costringendo l’organizzazione umanitaria a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Tuttavia ResQ non vuole fermarsi e dopo aver soccorso e salvato  496 persone dal 2020. 

Tornare a salvare vite

Nasce così “Insieme torniamo in mare”, la campagna con cui l’organizzazione vuole acquistare una nuova imbarcazione e riportare nel Mediterraneo un presidio civile di ricerca, soccorso e testimonianza. Perché l’obiettivo va ben oltre una nave: significa restituire al mare una presenza capace di salvare vite umane in una delle frontiere più drammatiche del nostro tempo.

Nella foto di Tommaso Montaldo interventi della nave di ResQ

Il Mediterraneo ha registrato oltre 30mila morti e dispersi tra il 2014 2 il 2024, una stima che comprende i dati fino al 2025 parla di quasi 33mila vittime. Nella prima metà del 2026 il Mediterraneo centrale si conferma la rotta più letale al mondo con quasi 800 vittime in un solo trimestre, secondo i dati ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – Iom e delle agenzie umanitarie.

La campagna

Insieme, torniamo in mare si svilupperà attraverso una serie di iniziative tra cui, la social challenge Mille barchette, una nave che coinvolgerà la comunità di ResQ e il mondo della cultura e dello spettacolo invitando i sostenitori di ResQ a postare sui social un video in cui viene realizzata una barchetta di carta. Hanno già scelto di sostenere la campagna e di rilanciarne il messaggio personalità come Gad Lerner, Paolo Fresu, Stefania Rocca, Alessandro Bergonzoni e Ferdinando Vicentini Orgnani, insieme ad altri che nelle prossime settimane contribuiranno ad amplificare l’appello dell’organizzazione umanitaria.

L’asta solidale

La raccolta fondi sarà affiancata anche da un’asta solidale sulla piattaforma online Charity Stars, che metterà in vendita oggetti simbolici appartenuti alla ResQPeople e strumenti di bordo utilizzati durante le missioni di ricerca e soccorso. Alcuni di questi oggetti sono montati su supporti in legno recuperato dai barconi naufragati sulle coste siciliane, lavorato dalla cooperativa sociale Rò La Formichina (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII): un legno che è stato barca, che ha portato vite attraverso il mare. Frammenti di storia per rimettere in mare chi salva vite. 

«ResQ è nata dalla convinzione che salvare una vita non sia una scelta politica, ma un dovere umano e un obbligo sancito dal diritto del mare. Per questo, nel 2020, abbiamo deciso di fare la nostra parte: mettere in mare una nave della società civile per soccorrere chi è in pericolo e testimoniare ciò che accade lungo una delle frontiere più drammatiche del nostro tempo. Oggi quella nave non c’è più. Il ciclone Harry l’ha distrutta, ma non ha cancellato la responsabilità che sentiamo verso le persone che continuano ad attraversare il Mediterraneo rischiando la vita», spiega Luciano Scalettari, cofondatore e presidente di ResQ – People Saving People.

Luciano Scalettari, Photo Alessandro Rocca

«Aiutateci a ripartire»

«Abbiamo perso un’imbarcazione, non la ragione per cui l’avevamo messa in mare. Ogni giorno in cui ResQ non è presente nel Mediterraneo è un giorno in cui manca una presenza civile capace di soccorrere, testimoniare e affermare un principio semplice: nessuna persona dovrebbe morire perché non ha trovato qualcuno disposto a tenderle una mano. Per questo lanciamo la campagna Insieme, torniamo in mare. Chiediamo a tutti di aiutarci a ripartire» conclude Scalettari, «perché nel Mediterraneo anche poche ore, talvolta pochi minuti, possono fare la differenza tra un salvataggio e una strage e noi vogliamo tornare al più presto a fare la differenza».

A pochi giorni dalla visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, la campagna di ResQ acquista un significato ancora più profondo. Il Pontefice ha scelto di richiamare l’attenzione sul luogo simbolo della frontiera mediterranea e di rendere omaggio alle vittime del mare, riportando al centro del dibattito una tragedia che continua a interrogare la coscienza collettiva. Un appello che ResQ traduce ogni giorno in un impegno concreto: essere presente in mare, soccorrere chi è in pericolo e continuare a testimoniare ciò che accade alle porte dell’Europa.

Nell’immagine in apertura un intervento in mare – foto Edoardo Delille – Tutte le immagini da Ufficio Stampa

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