Reati contro gli animali: ogni giorno 15 indagati, crescono i casi online e continua il traffico di cuccioli

24 Giugno 2026 - 18:07
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Reati contro gli animali: ogni giorno 15 indagati, crescono i casi online e continua il traffico di cuccioli

Sono oltre 21 i procedimenti aperti ogni giorno e circa 15 le persone indagate quotidianamente per reati contro gli animali. È il quadro che emerge dal 27° Rapporto Zoomafia 2026, realizzato dall’Osservatorio Zoomafia Lav e curato dal criminologo Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio, presentato oggi, mercoledì 24 giugno, a Roma all’Europa Experience – David Sassoli. 

I fenomeni principali

Il Rapporto, pubblicato con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto, analizza i principali fenomeni della criminalità ai danni degli animali: combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli, scommesse illegali, traffico di cuccioli, contrabbando di fauna selvatica, bracconaggio, mafia dei pascoli, macellazione clandestina, illegalità nella pesca e negli allevamenti, sofisticazioni alimentari, crimini online, intimidazioni, furti, traffici di droga connessi agli animali e zoocriminalità minorile.

L’elaborazione dei dati forniti dalle Procure della Repubblica evidenzia che nel 2025 sono stati aperti mediamente 21 fascicoli, con circa 15 indagati al giorno, per reati a danno di animali. Si registra a livello nazionale un tasso di 13,20 procedimenti e di 9,07 indagati ogni 100mila abitanti. Rispetto al 2024 quindi c’è stata una diminuzione del 4,62% dei procedimenti, mentre il numero degli indagati è aumentato dell’8,55% circa. 

il panel dei partecipanti alla presentazione del Rapporto Zoomafia 2026 – foto da ufficio stampa

Alla presentazione sono intervenuti, con Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia Lav, Diana Russo, magistrata; Jacopo Morrone, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari; Costantino Pistilli, Fondazione A. Caponnetto – Omcom.

Meno denunce, ma i reati non diminuscono

«Sul decremento del numero dei fascicoli, tendenza già registrata lo scorso anno, è opportuno svolgere alcune considerazioni. Sarebbe infatti un errore interpretare il calo delle denunce come un’automatica diminuzione dei casi di maltrattamento. La flessione rilevata, a nostro avviso, non corrisponde a un’effettiva riduzione dei reati contro gli animali, ma indica piuttosto una diminuzione delle denunce presentate e dei fatti accertati», afferma Ciro Troiano. 

In primo piano Ciro Troiano mentre presenta i dati – foto da ufficio stampa

Il responsabile dell’Osservatorio nazionale Zoomafia di Lav, inoltre, precisa che, «al fine di evitare facili strumentalizzazioni, che la diminuzione delle denunce non può essere attribuita a presunti effetti positivi della nuova normativa in materia di reati contro gli animali, poiché i suoi effetti possono essere valutati soltanto con riferimento agli ultimi sei mesi dell’anno preso in esame. Va infine osservato che la nuova legge, sotto il profilo sanzionatorio, si è limitata a un aumento delle pene, peraltro previsto solo per alcune fattispecie e in misura contenuta. Ne consegue che la capacità deterrente rispetto alla normativa previgente è rimasta, di fatto, sostanzialmente invariata». 

Minorenni coinvolti

Al di là dei dati statistici, il Rapporto Zoomafia suggerisce che sono in aumento i casi commessi da più persone in concorso e crescono i casi diffusi attraverso i social, con particolare e preoccupante coinvolgimento di minorenni.  

Diana Russo nel sottolineare il ruolo fondamentale della magistratura ha ricordato come il quadro normativo vigente in materia di contrasto ai reati a danno di animali benefici di due recenti riforme: la prima la riforma costituzionale, che risale al 2022 e, lo scorso anno, la riforma entrata in vigore a luglio 2025 che ha modificato in parte le norme del codice penale e del codice di procedura penale. «Ovviamente a fronte di questo quadro la magistratura svolge un ruolo fondamentale che è quello di interpretazione affinché queste norme ricevano una corretta e anche rapida applicazione sul campo». 

Serve più formazione e cooperazione giudiziaria internazionale

Diana Russo ha inoltre osservato come tuttavia la magistratura, «dal punto di vista delle del pubblico ministero e degli investigatori abbia ancora le armi spuntate».
E ha aggiunto: «Ancora infatti ci sono grandissime difficoltà proprio a livello di emersione di questa tipologia di reati e di accertamento probatorio. Occorre a mio avviso valorizzare anche la formazione del personale: sia di magistratura sia di forze dell’ordine anche dei veterinari che svolgono un ruolo preziosissimo di ausilio agli investigatori. E occorre anche valorizzare il coordinamento investigativo perché spesso questi reati vanno ben al di là del luogo in cui vengono accertati, riguardano regioni diverse o addirittura Paesi diversi. È quindi importante anche la cooperazione giudiziaria internazionale in questo campo».  

Il dati del rapporto

Il reato più contestato è quello di maltrattamento di animali (art. 544ter c.p.) pari circa al 38,34% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 130 Procure, sia ordinarie che minorili, che hanno fornito i dati. Rispetto al 2024 si registra un aumento del 9,58%. 

I combattimenti tra animali continuano a coinvolgere soggetti appartenenti sia alla criminalità comune sia, in alcuni casi, alla criminalità organizzata. Tra i protagonisti figurano allevatori abusivi, trafficanti di cani da combattimento ed estimatori delle cosiddette razze da lotta. 

Dal 1998 al 2025 sono stati sequestrati circa 1.373 cani e 120 galli da combattimento; 570 le persone denunciate e 17 quelle arrestate; almeno quattro i combattimenti interrotti in flagranza. I reati correlati vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’associazione per delinquere, dalla violazione di domicilio al furto di energia elettrica, dall’invasione di terreni alla ricettazione degli animali. 

Corse clandestine di cavalli

Le corse clandestine di cavalli, oltre che fonte di introiti da illeciti connessi alle scommesse, rappresentano una delle manifestazioni più evidenti del controllo mafioso del territorio attraverso l’occupazione e lo sbarramento delle strade pubbliche e l’impegno di uomini e mezzi.

I numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari: nel 2025 sono stati registrati 21 interventi delle forze dell’ordine, 6 corse clandestine denunciate, 29 persone denunciate, 51 cavalli e 2 pony sequestrati.
Dal 1998 al 2025 sono state denunciate 4.353 persone, 1.481 cavalli sequestrati e 171 corse e gare clandestine bloccate. 

Il traffico di cani e gatti, la tratta dei cuccioli

Il commercio illecito di cani e gatti continua a rappresentare un’attività estremamente redditizia. I cuccioli vengono allevati in condizioni gravemente incompatibili con il loro benessere e trasportati per migliaia di chilometri, spesso privi delle necessarie garanzie sanitarie, con rischi anche per la salute pubblica. Nel 2025 sono stati sequestrati almeno 120 cani importati illegalmente; 14 le persone denunciate, di cui 7 arrestate.

Dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli, al 2025 sono stati sequestrati 7.681 cani e 93 gatti (dal valore complessivo di circa 6.144.800 euro), mentre le persone denunciata sono state 471.

Dall’analisi delle nazionalità degli indagati arriva la conferma della dimensione internazionale del fenomeno, che coinvolge cittadini provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei. 

Dai pappagalli agli scimpanzé alle tartarughe, il traffico illegale continua

Il traffico internazionale di fauna selvatica non accenna a diminuire. Tra gli animali sequestrati figurano coralli, tartarughe, pappagalli, pitoni, draghi barbuti e persino uno scimpanzé, oltre a numerosi reperti derivati da specie protette, come avorio, zanne di elefante, pellami e animali imbalsamati.
Nel 2025 sono stati inoltre registrati numerosi episodi di bracconaggio, uccisione di specie protette, utilizzo di richiami acustici vietati, impiego di armi clandestine o modificate, traffico di fauna viva e di trofei, furto di animali selvatici e imbalsamazione clandestina. 

«I dati del Rapporto Zoomafia 2026 confermano che i reati contro gli animali continuano a rappresentare un fenomeno diffuso e preoccupante ed evidenziano, inoltre, la persistente presenza di comportamenti criminali che alimentano circuiti di illegalità diffusa. Desta preoccupazione anche la presenza di procedimenti che coinvolgono minorenni per reati a danno degli animali».

Contrastare la violenza con la prevenzione

«Si tratta di segnali che richiedono interventi educativi, culturali e preventivi capaci di promuovere il rispetto degli animali e contrastare ogni forma di violenza. La tutela degli animali è una questione che riguarda l’intera collettività e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della società civile. È necessario, quindi, rafforzare gli strumenti di prevenzione, di controllo e repressione, affinché il contrasto a questi fenomeni diventi una priorità sempre più concreta ed efficace» conclude Troiano.

In apertura photo by Max Tcvetkov on Unsplash

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