Intel e Samsung potrebbero realizzare i processori Apple
Secondo le fonti di Bloomberg, Apple avrebbe avviato discussioni con Intel e Samsung per la realizzazione dei prossimi chip nelle loro fabbriche statunitensi. L’azienda di Cupertino vorrebbe quindi ridurre la dipendenza da TSMC. Sarebbe una soluzione per avere meno problemi di approvvigionamento, come quelli attuali dovuti alla diminuzione della produzione di memorie DRAM e flash.
Diversificazione della produzione dei chip
A partire dai chip A8 degli iPhone 6 e M1 di iPad e Mac, Apple ha scelto TSMC come produttore principale, in quanto utilizza le tecnologie di processo più avanzate e offre la maggiore capacità produttiva. L’azienda di Cupertino ha una “prelazione” rispetto agli altri clienti di TSMC, ma non è immune ai problemi di approvvigionamento, come dimostra l’eliminazione dal catalogo di alcuni modelli di Mac mini e Mac Studio.
Commentando i recenti risultati trimestrali, Tim Cook ha evidenziato la mancanza di chip e quindi la difficoltà a soddisfare la domanda per iPhone e Mac. Il CEO ha usato le parole “meno flessibilità nella catena di fornitura“.
Apple avrebbe quindi avviato discussioni con Intel e Samsung sulla produzione dei futuri chip negli Stati Uniti. Nessuna delle due aziende può garantire la capacità produttiva di TSMC, quindi sarebbero eventualmente fornitori di backup/emergenza. Per Intel potrebbe essere una “rivincita”, in quanto i suoi chip erano presenti nei Mac fino al 2020, quando è iniziata la transizione all’architettura Arm (chip Apple serie M).
Un eventuale accordo con Intel verrebbe sicuramente approvato dall’amministrazione Trump che ha investito nell’azienda guidata da Lip-Bu Tan. Anche Samsung otterrebbe importanti benefici, essendo un diretto concorrente di Apple nel mercato degli smartphone, oltre che di TSMC. L’azienda coreana ha realizzato i primi processori per iPhone (fino al chip A7).
La diversificazione dei produttori rappresenterebbe inoltre una sorta di garanzia futura. La Cina ha minacciato in più occasioni di invadere Taiwan. Ciò significherebbe quasi certamente il blocco delle esportazioni dei chip prodotti nelle fabbriche di TSMC. In quella operativa a Phoenix viene prodotto un numero limitato di chip.
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