International Scledum Film Festival: premi e riconoscimenti della II edizione

03 Agosto 2026 - 18:00
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Si è conclusa con la cerimonia di premiazione la seconda edizione dell’International Scledum Film Festival, la manifestazione promossa dall’associazione Stanza Perfetta APS con la direzione artistica di Alessandro Carrieri e la co-organizzazione di Filippo Dorigato. L’ultima serata ha incoronato i vincitori del concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, chiudendo quattro giorni che hanno trasformato Schio in un punto di incontro tra cinema, cultura, artigianato e riflessione sociale.

Ad aggiudicarsi il premio come Miglior Cortometraggio è stato A New Day del regista iraniano Darius Rezaei, mentre il riconoscimento per il Miglior Cortometraggio Sperimentale è andato a I Dead to Irpindella regista ucraina Anastasia Falileieva e il premio per i Migliori Costumi è stato assegnato a Fiabetix di Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli. La giuria ha inoltre attribuito una Menzione Speciale a Velocità di fuga di Andrea Belcastro, mentre il Premio del Pubblico è stato conquistato da Due, scritto e diretto da Lisa Riccardi, già sceneggiatrice del film Due cuori e due capanne di Massimiliano Bruno.

La serata conclusiva è stata impreziosita anche dalla proiezione fuori concorso di Tutti giù per terradi Marco Simon Puccioni e dalla presentazione, in prima visione per il pubblico del festival, del raffinato cortometraggio Love monster realizzato da Valeria Golino per Fendi, con Pietro Castellitto e Leila George, ulteriore testimonianza del dialogo sempre più stretto tra cinema, moda e narrazione visiva.

Nel corso della manifestazione sono stati inoltre assegnati i Premi Speciali alle Eccellenze Venete nel Mondo, riconoscimenti dedicati a personalità che hanno contribuito a promuovere il talento e la creatività veneta a livello internazionale. A riceverli sono stati la costumista Catherine Buyse, il soprano Katia Ricciarelli; il free climber Tom Perry; la modellista e creativa Venucia De Russi; il designer Paolo Gnutti.

L’edizione 2026, dedicata al tema della Mente Umana, ha affrontato con sensibilità e linguaggi differenti i temi della fragilità, della resilienza, della creatività e dell’inclusione attraverso un programma ricco di proiezioni, incontri e spettacoli.

Tra le opere che hanno maggiormente emozionato il pubblico figurano Lasciateci perdere di Niccolò Ferrero, dedicato alla Nazionale italiana di calcio a cinque per non vedenti; Le Farfalle della Giudecca, diretto da Rosa Lina Galantino e Luigi Giuliano Ceccarelli con la voce narrante di Ottavia Piccolo, intenso racconto del percorso di rinascita delle detenute del carcere femminile veneziano; e Il Principe della Follia di Dario D’Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico, che ha restituito con grande umanità il tema della salute mentale.

Tra gli appuntamenti più seguiti anche l’incontro dedicato a Come il vento, durante il quale Valeria Golino, insieme al regista Marco Simon Puccioni e al produttore Giampietro Preziosa, ha raccontato il lavoro sul film ispirato alla figura di Armida Miserere, offrendo al pubblico un’importante riflessione sul valore civile del cinema.

Particolarmente intenso lo spettacolo itinerante Nei pensieri di Alda, realizzato dalla Compagnia Schio Teatro 80, che ha trasformato il centro storico in un percorso teatrale dedicato ad Alda Merini. Momento di grande emozione è stata la partecipazione di Emanuela Carniti, figlia della poetessa, intervenuta in occasione del Premio alla Memoria dedicato alla madre, insieme alla lettura della poesia A tutti i giovani raccomando interpretata da Sofia D’Elia, che ha vestito i panni della Merini nel film tv a lei dedicato.

Grande riscontro hanno ottenuto anche le sfilate curate da Tramando Creazioni Sartoriali ed Eliodora Barolli, che hanno celebrato il ruolo del costume cinematografico attraverso iconici personaggi del grande schermo, così come la mostra del maestro Stefano Nicolao, con costumi originali realizzati per produzioni internazionali quali Elizabeth, Marco Polo e Farinelli e le riproduzioni degli abiti indossati da Florinda Bolkan, collegata da remoto per ricevere un premio speciale.

Apprezzata anche la mostra Il mondo di Leo, del giovane artista autistico Leonardo Ottoni, capace di raccontare attraverso l’arte il valore dell’inclusione e della diversità.

Tra gli appuntamenti più partecipati anche la masterclass del maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti, affiancato dal figlio Michelangelo, e gli incontri dedicati ai professionisti dell’audiovisivo sui temi del tax credit, a cura di Cinema & Imprese, e della distribuzione dei cortometraggi, a cura di APIC, a conferma della vocazione del festival quale luogo di formazione e confronto per il settore.

Applaudite inoltre le presentazioni di Il protagonista di Fabrizio Benvenuto, alla presenza del regista, Tria Fata, introdotto dall’attore Mark Grosy, volto della serie Sandokan, insieme al regista Camille Tello e a Leslie Crocquefere, e del film R.I.P., presentato dai registi Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis.

Con il consolidamento del gemellaggio internazionale con l’International Sound & Music Film Festival di Varaždin (presente il direttore artistico Ozren k. Glaser) e il suggestivo cine-concerto finale dei fratelli Zattera dedicato all’instabilità mentale, si chiude un’edizione che conferma la crescita artistica e culturale dell’International Scledum Film Festival.

«La seconda edizione dell’International Scledum Film Festival conferma che Schio può essere un punto di riferimento anche nel panorama culturale e cinematografico regionale. – dichiara Barbara Corzato, vicesindaca e assessore alla Cultura del Comune di Schio – Vedere la nostra città accogliere attori, registi, autori e professionisti significa aver costruito un progetto di qualità, capace di crescere e di farsi conoscere ben oltre i confini del territorio. Questo risultato è il frutto della passione e della professionalità degli organizzatori, del sostegno dei partner e della capacità di fare rete. A tutti loro va il nostro più sincero ringraziamento. Come Amministrazione crediamo che investire nella cultura significhi creare opportunità di crescita, promozione e sviluppo per la città. L’ISFF dimostra che Schio ha tutte le potenzialità per ospitare eventi di livello internazionale e continuare a rafforzare la propria attrattività.»

«Un anno fa avevamo una visione; oggi possiamo dire di aver posto basi solide per un festival che sta crescendo molto più rapidamente di quanto immaginassimo – afferma il direttore artistico Alessandro Carrieri – L’International Scledum Film Festival non è soltanto una rassegna dedicata al costume cinematografico, ma un luogo in cui il costume diventa la chiave per raccontare il cinema da una prospettiva diversa. Un abito non veste semplicemente un attore: ne accompagna la trasformazione, suggerisce movimenti, emozioni, psicologia e rende credibile un personaggio ancora prima che pronunci una battuta. Da questa idea abbiamo costruito un programma capace di intrecciare cinema, moda, artigianato, inclusione, salute mentale, formazione e spettacolo, offrendo al pubblico molteplici livelli di lettura. La straordinaria partecipazione registrata durante tutte le giornate, nonostante temperature particolarmente elevate, ci conferma che esiste il desiderio di un’offerta culturale di qualità, capace di coinvolgere pubblici diversi. È un risultato che ci incoraggia a guardare ancora più lontano e a continuare a far crescere un progetto che vuole diventare un punto di riferimento nazionale.»

«Questo festival nasce a Schio e proprio da Schio trae la sua identità – continua il co-organizzatore Filippo Dorigato – Parlare di costume cinematografico qui significa anche valorizzare una città che ha costruito la propria storia sull’eccellenza tessile e manifatturiera. Abbiamo voluto mettere in dialogo questa tradizione con il cinema contemporaneo, dimostrando come la creatività artigianale possa ancora oggi essere un patrimonio vivo e capace di parlare alle nuove generazioni. La risposta del pubblico, degli ospiti e dei professionisti del settore ci dice che il progetto possiede un potenziale importante. In appena due edizioni siamo riusciti ad attrarre protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale e a costruire una rete di collaborazioni sempre più ampia. Ora la sfida è consolidare questa crescita insieme alle istituzioni e al mondo delle imprese. Investire nell’International Scledum Film Festival significa sostenere una manifestazione che unisce cultura, promozione del territorio, turismo e filiere produttive, con ampi margini di sviluppo. Le dimensioni del territorio non rappresentano un limite, ma il punto di partenza di un progetto che ambisce a diventare una vetrina sempre più autorevole per Schio e per tutto il Veneto.»

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