Intervista con Sara Ciocca, protagonista del film “Greta e le favole vere”: “Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”

03 Agosto 2026 - 18:00
0
Intervista con Sara Ciocca, protagonista del film “Greta e le favole vere”: “Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”

E’ tra le giovani stelle più brillanti del cinema italiano, ha un talento cristallino, una grande profondità interpretativa ma anche la capacità di portare riflessioni approfondite e appassionate su tematiche sociali importanti. Sara Ciocca è la protagonista di “Greta e le favole vere”, film di Berardo Carboni, al cinema dal 6 agosto con Vision Distribution, in cui interpreta Greta, una bambina di dieci anni che ispirata dalle vicende di Greta Thumberg diventa un’attivista ambientalista.

Convince così l’amico Sauro (Mattia Garaci) a liberare un cucciolo di orso polare tenuto in cattività da due bracconieri e a portarlo davanti al parlamento per protestare contro il cambiamento climatico, ma i due vengono scoperti e per non restituire l’orsetto ai loro inseguitori si lanciano in un’avventura impossibile: riportare l’animale al Polo Nord. È l’inizio di un viaggio che unisce amicizia, coraggio e ribellione.

Partendo dal film e dai preziosi messaggi che trasmette, Sara Ciocca ci ha parlato del suo impegno per la salvaguardia dell’ambiente, dell’importanza di sensibilizzare i bambini su queste tematiche, ma anche del suo incontro con Greta Thunberg, dei ricordi legati all’infanzia e alla favola che le raccontava suo papà grazie alla quale ha appreso il simbolismo dei frutti.

Sara, nel film “Greta e le favole vere”, ispirato alla storia di Greta Thunberg, interpreta la protagonista. Come si è approcciata a questo personaggio?

“Mi sono approcciata a Greta grazie al racconto che il regista Berardo Carboni ha ha fatto quando abbiamo iniziato le riprese del film, quindi ispirandomi soprattutto ai concetti di tenacia e perseveranza e al grande desiderio della protagonista di proteggere i suoi sogni, di curarli e far sì che si realizzino. Tutto ciò traspare dagli occhi di questa bambina che concretamente agisce per salvare il mondo e per contrastare il cambiamento climatico”.

Nel film c’è una battuta in cui Nicola dice a Greta “se tu continuerai a credere nei tuoi sogni, niente nella tua vita sarà stato fatto invano” …

“Penso spesso a questa frase, ad esempio nel momento in cui devi fare degli esami scolastici e magari non riesci a superarli, però hai studiato sognando un obiettivo, un orizzonte, quindi anche se poi non arriva il risultato sperato non fa niente, perché comunque hai lavorato affinché qualcosa si potesse realizzare e nulla è andato sprecato. Tutto lo studio, tutta quella voglia di concretizzare un sogno servirà per un’esperienza prossima. Niente sarà stato fatto invano racchiude il concetto di non scoraggiarci mai, di avere sempre fiducia nelle proprie azioni”.

Un’altra frase molto importante, se pensiamo a quello che accade intorno a noi, è quella che pronuncia Greta quando dice che “gli animali dovrebbero essere liberi”, ma spesso questa libertà viene negata dall’uomo …

“E’ una frase anche molto sacrale del film e la cosa che mi emoziona è che quando ho girato “il film “Greta e le favole vere” ero più piccolina, quindi sentirla pronunciare dalla bocca di una bambina dalla tenerissima età è ancora più commovente perché è come se quel concetto rimbombasse nella coscienza e nel cuore dello spettatore. Mi sono vista ad un’età differente rispetto a quella che ho adesso e quindi è come se guardassi un’altra persona, una Sara più ingenua, anche più spensierata nello sguardo. Questa frase introduce anche un altro dei temi del film, cioè la salvaguardia degli animali che rischiano di estinguersi in quanto la loro esistenza è messa a rischio dalla grande catastrofe del cambiamento climatico”.

Il viaggio di Greta e Sauro per liberare questo cucciolo di orso polare, Roccia, è anche un’occasione di crescita. C’è stato un viaggio che ha fatto e che come per la protagonista del film ha rappresentato per lei una crescita?

“Non un viaggio in particolare ma una ricorrenza, nel senso che ogni volta che torno dai miei nonni nel mio paese d’origine in Molise è come se imparassi e riscoprissi qualcosa in più di me, perchè le mie radici sono in quel posto, quindi in qualche modo fermento la mia anima e la coltivo. E’ una sorta di rigenerazione che mi aiuta a crescere, a maturare e a scoprirmi”.

Questo film trasmette dei valori preziosi come l’amicizia, la responsabilità, il coraggio, il legame profondo tra l’essere umano e la natura, l’empatia che nella società odierna a volte sembrano mancare …

“Affronta i temi che sono forse più all’avanguardia ai nostri giorni, sui quali è indispensabile discutere, soprattutto a scuola, dove abbiamo modo di fare dibattiti in classe, parlare del rispetto per la natura, dell’empatia verso l’altro, della salvaguardia del nostro pianeta e anche dell’essere consapevoli di quanto sia importante curare il nostro mondo, la nostra madre terra. Penso che questo si debba obbligatoriamente fare sin dalla tenerissima età, quindi sin dalla scuola dell’infanzia, perché i bambini sono super fertili e apprendono ciò che viene detto, quindi insegnare loro l’amore e la cura per il verde, per l’albero penso che possa restituire uno stimolo per concretizzare quelle azioni nel loro prossimo futuro. Tematiche come queste devono essere trattate anche in famiglia”.

Pensa che le nuove generazioni possano davvero fare la differenza per cambiare in meglio questo mondo?

“Sono convinta che la mia generazione stia agendo con una grande coscienziosità e concretezza. Alle ultime manifestazioni a cui ho partecipato eravamo una miriade di persone tutte in lotta per il nostro bene comune, per il rispetto e la protezione della vita di ogni singolo essere umano o vivente. Un altro aspetto di cui sono estremamente grata verso la mia generazione è che ci consultiamo, ci incontriamo, organizziamo circoli di dibattito per discutere, leggere e studiare, siamo consapevoli che la nostra libertà dipenda anche e soprattutto dalla nostra conoscenza, dalla cultura e questa solidarietà penso sia la strada per cercare di ricostruire questo mondo che speriamo possa essere migliore e più umano in un futuro prossimo”.

Come nasce il suo interesse verso le tematiche del cambiamento climatico e dell’ambiente?

“Io sono nata in mezzo alla natura, grazie a mio papà che mi ha fatto crescere in un giardino con ottanta alberi di frutti diversi, quindi in ogni stagione dell’anno c’era la fioritura di un albero e avevo modo di osservarlo, vederlo fiorire e fruttare, di curarlo, amarlo. Il mio amore verso il verde, verso l’albero, verso il rispetto della natura, la pazienza e l’attesa di avere ciò che la natura ci dona, sono cresciuti dentro di me da quando ero piccolissima. Questo mi ha permesso di sensibilizzare sempre di più questo tema e sono veramente tanto grata di poterlo fare anche attraverso l’arte del cinema”.

Ci sono dei piccoli gesti quotidiani che compie volti al rispetto dell’ambiente?

“Ci sono tanti piccoli gesti che ho cominciato ad attuare, a concretizzare nell’arco della mia vita, ad esempio da tre anni e mezzo non mangio più carne, perché sentivo una necessità soprattutto etica e ambientale che mi spingeva verso questa scelta e piano piano sto cercando di eliminare anche il pesce. Inoltre sono molto attenta alla raccolta differenziata perché non possiamo continuare ad inquinare i nostri mari e i nostri oceani, dobbiamo riciclare e dividere coscienziosamente i rifiuti. Infine cerco sempre di parlare nelle scuole ma anche nelle interviste per la promozione di questo film, dell’importanza dell’alberazione che è uno dei passi necessari per abbassare la temperatura e andare verso una strada sempre più sostenibile. Gli alberi oltre ad essere il nostro polmone vivente perché ci donano ossigeno e ripuliscono l’aria con l’anidride carbonica, fanno ombra, rinfrescano, hanno una bellezza che va ad arricchire la vista che abbiamo intorno a noi. L’albero per me è veramente il simbolo della vita e del suo rinnovamento. C’è una frase iconica di Greta Thunberg che ci tengo a ricordare sempre, “nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”, infatti ognuno nel suo piccolo può dare il proprio contributo, sapendo che in un mosaico finito ogni singola pietra o cristallo ha il suo indispensabile significato che nella totalità del lavoro contribuisce alla bellezza e alla riuscita finale. La crisi climatica è l’urgenza più grave dei nostri tempi. Dobbiamo mettere in salvo il nostro pianeta, tutte le specie, proteggere e custodire i loro habitat, educare al rispetto della madre terra che ci offre il viaggio miracoloso della vita. Se ognuno mette in pratica queste azioni nel suo piccolo, all’interno del mosaico finale vedremo che le conseguenze positive arriveranno”.

Ha avuto modo di incontrare Greta Thunberg?

“L’incontro è avvenuto il 3 marzo 2026 in maniera surreale. Tornavo da un provino, ero davanti alla FAO con mio papà e gli ho chiesto di fermarsi perchè avevo visto Greta Thunberg e l’avevo subito riconosciuta. Ho cominciato a correre come una matta e appena mi sono trovata a due metri da lei mi è venuto spontaneo abbracciarla. E ho pianto perché finalmente avevo incontrato quell’icona che aveva ispirato questo ruolo e che tanto volevo conoscere. Le ho raccontato di questo legame magico che ci unisce e la cosa bella è che Greta ha riso ed è stata una risata bellissima, dolcissima e molto coinvolgente. Mi ha lasciato il suo contatto telefonico con la speranza di poterci rincontrare”.

Ha interpretato anche altri progetti che trattano tematiche importanti e attuali, penso a Il Ragazzo dai pantaloni rosa dove si parla di bullismo e cyberbullismo, piuttosto che Invisibili che affronta il tema della salute mentale o allo spettacolo su Saman che ha portato a teatro. Cosa significa per un’attrice e per una giovane donna come lei poter raccontare queste storie su un palco o sul grande schermo?

“Sono tutti progetti a cui tengo tanto e che, grazie all’impatto sociale che hanno su me stessa e sul pubblico, mi permettono di maturare e di accrescere la consapevolezza nella mia vita. Ed è ancora più bello quando magari durante la promozione ci si ritrova a fare un dibattito con i miei coetanei e avviene uno scambio di idee, di esperienze, di pensieri, di dolori, di difficoltà, di dubbi che attraversiamo tutti. E’ quasi una terapia di gruppo. Quando parlo di queste tematiche attraverso l’arte del cinema, attraverso ciò che più mi appassiona e che più amo, sento un’utilità e una gratitudine grandissima nel poter essere di aiuto agli altri”.

Tornando a “Greta e le favole vere”, quanto è importante oggi continuare a credere nelle favole?

“Le favole, soprattutto in età bambina, sono tra le cose più belle, fiabesche e anche più amorevoli che ci possono essere date in quanto consistono in un racconto che ha come protagonisti i concetti di sogno, desiderio, realizzazione, nonché valori etici importanti. Penso ad esempio a Pinocchio o alle favole di Esopo che hanno all’interno dei concetti morali fondamentali per la crescita del bambino e quindi raccontarle vuol dire anche sensibilizzare su quei temi che poi nella vita si andranno ad attraversare e ad approfondire”.

C’è una favola in particolare che le è stata raccontata da bambina e che le ha trasmesso dei valori importanti?

“E’ la favola del contadino e della sua mela. Durante la mia infanzia ogni sera papà mi raccontava questa storia, prendeva una vera mela, la sbucciavamo e la mangiavamo, quindi è il mio frutto preferito e ne mangio tantissime (sorride). Attraverso questa favola ho appreso il simbolismo dei frutti. Dopo aver sbucciato la mela papà la tagliava a metà e mi mostrava come assomigliasse tantissimo al nostro cervello, ai nostri polmoni, oppure ad un cuore. Così crescendo ho cominciato ad associare i frutti al corpo umano, ad esempio la noce per me era il cervello, oppure lo spicchio d’arancia era l’iride dell’occhio”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“‘Ho girato un film a cui sono molto affezionata dal titolo “La fine azzurra” di Pierluca Di Pasquale, una storia di emancipazione femminile. Usciranno poi due cortometraggi, “La Presentosa” di Cristiana Esposito che parla di maternità, e “Sara, Sofia” che tratta il tema della guerra, visto dagli occhi dei bambini. Inoltre ho terminato da poco le riprese del film di Daniele Luchetti che mi ha riempito il cuore di gratitudine e gioia, tratto dal libro di Maria Grazia Calandrone, “Dove non mi hai portata”. Ci sarà poi il tour teatrale del musical “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, infine mi dedicherò alla promozione di Greta e le favole vere”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Licia Gargiulo

credit foto ufficio stampa

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User