Intesa Sanpaolo porta sul cloud i sistemi IT core con TIM e Google Cloud

02 Luglio 2026 - 11:49
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Intesa Sanpaolo ha completato la migrazione su cloud di una parte centrale dei propri sistemi IT, chiudendo una fase rilevante del programma di trasformazione digitale avviato con TIM e Google Cloud. Il progetto ha utilizzato le due region italiane di Google Cloud, a Torino e Milano, ospitate nei data center di TIM, con l’obiettivo di rendere l’infrastruttura della banca più veloce, sicura, sostenibile e pronta all’uso di soluzioni basate su AI.

Il programma ha riguardato oltre 800 applicazioni, trasferite sull’infrastruttura Google Cloud. Lo stesso numero di applicazioni è stato dismesso all’interno della sede fisica della banca. La migrazione è stata gestita senza interruzioni operative rilevanti e "senza major incident", nonostante il volume dei dati coinvolti e la complessità del passaggio tra ambienti cloud e sistemi già esistenti.

TIM ha curato la governance end-to-end del progetto, mettendo a disposizione data center, connettività e competenze di gestione. Un ruolo importante è stato affidato anche al controllo dei costi, con attività di monitoraggio FinOps pensate per tenere sotto osservazione l’evoluzione economica dell’infrastruttura durante la trasformazione.

Massimo Proverbio, Chief Data AI and Technology Officer di Intesa Sanpaolo, ha spiegato che l’iniziativa ha permesso alla banca di raggiungere gli obiettivi 2022-2025 e di prepararsi al nuovo piano industriale 2026-2029. Il progetto ha inoltre posto le basi per Isytech, la piattaforma tecnologica nativa digitale e cloud destinata a clienti e dipendenti del gruppo.

La trasformazione non ha riguardato solo l’infrastruttura. Intesa Sanpaolo ha affiancato alla migrazione un piano di formazione interna che ha coinvolto oltre 3 mila dipendenti. Sono state conseguite più di 170 certificazioni Google Cloud, oltre 60 delle quali di livello avanzato.

Per Google Cloud, la riuscita del progetto conferma il ruolo delle region italiane nella gestione di carichi di lavoro complessi e sensibili, soprattutto nel settore finanziario, dove residenza dei dati, sicurezza e resilienza restano elementi centrali. Per TIM, invece, il completamento della migrazione rafforza il posizionamento di TIM Enterprise nei grandi progetti di trasformazione digitale, in particolare quando servono controllo dell’infrastruttura, continuità operativa e gestione di sistemi mission-critical.


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