Iran, Taremi: "In questi Mondiali non sento cordialità, ma il calcio porta pace. Inter sempre speciale, non tutto va come vorremmo"
L'ex nerazzurro: "Sport e politica dovrebbero restare separati, messaggio per un mondo libero dalla guerra".
Mehdi Taremi racconta i Mondiali particolari dell'Iran negli Stati Uniti, due Paesi in guerra ma pronti alla pace.
L'attaccante dell'Olympiacos, 33 anni ex Inter e Porto, ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Se devo parlare esclusivamente del lato fisico e mentale, posso dire che mi sento bene. Io e tutti i compagni, per quanto possibile, siamo molto concentrati in vista del torneo. Quando entriamo in campo e ci alleniamo, facciamo tutto normalmente. Insomma, restiamo focalizzati sul calcio. Naturalmente ci sono sempre cose che accadono al di fuori del gioco, ma l'unica cosa utile da fare in questi casi è cercare di mantenere l'attenzione su ciò che possiamo controllare".
"Non è la mia prima Coppa del Mondo, ma la terza. Si dice sempre che, una volta sceso dall'aereo ed entrato nel Paese ospitante, si dovrebbe percepire un'atmosfera di cordialità e unità. Forse è solo una mia impressione, ma in questo momento non la sento. È ovvio che ci sia molta tensione, ma penso che sport e politica dovrebbero essere sempre separati. Lo sport ha a che fare con il rispetto, la pace, l'unione. La Coppa del Mondo ha un pubblico di non so quanti miliardi di persone e può promuovere questi sentimenti, può spingere un mondo libero dai conflitti, non solo per l'Iran ma per tutti. Aggiungo solo che qualsiasi Paese che accetti di ospitare un Mondiale deve seguire i regolamenti della Fifa e adempiere alle proprie responsabilità come nazione ospitante, è questo che intendo quando dico che la politica va separata e i principi dello sport preservati".
"Vogliamo trasmettere un messaggio di pace attraverso il nostro gioco e la nostra cultura, che è molto ricca. I media non la mostrano correttamente al mondo. Credo che il nostro popolo sia orgoglioso di noi, semplicemente per essere andati lì e aver giocato in queste circostanze. Adesso, dopo l'orgoglio, dobbiamo dare loro qualche gioia e quindi vincere le partite. Se faremo le cose per bene, ci giocheremo le nostre carte e potremo ottenere un risultato storico per il calcio iraniano".
EX INTER
"Nel calcio non va tutto come vorremmo, gli infortuni fanno parte del gioco e io cerco di guardare avanti piuttosto che indietro. Al di là di quanto abbia segnato, di quanti assist abbia fatto e dei trofei mancati, l'Inter sarà sempre un club speciale per me, per tutto ciò che ho vissuto lì, per i compagni di squadra e per i tifosi".
"Non ho mai smesso di seguire l'Inter e penso che i due titoli vinti quest'anno siano meritati, frutto del grande lavoro dei miei compagni: sono ancora in contatto con molti di loro, li considero amici. A Milano ho trascorso una parte importante della mia carriera".
"La finale di Champions League persa 5-0 contro il PSG? I ricordi sono altri, e tutti belli. Abbiamo lottato su ogni fronte, potevamo vincere diversi trofei, ma purtroppo non ne abbiamo sollevato nemmeno uno: capita, ma la grande esperienza non me la toglie nessuno. E anche questi Mondiali, nonostante tutto, sono un'esperienza unica che ricorderemo per tutta la vita".
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