ISAB-Ludoil, la Fiom di Siracusa: “il Governo renda note le condizioni del Golden Power”
Il nuovo assetto proprietario di ISAB riaccende il confronto sul futuro industriale del polo di Priolo. A intervenire è la Fiom-Cgil, che chiede al Governo di rendere note le prescrizioni imposte alla nuova proprietà nell’ambito dell’esercizio dei poteri speciali e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali sul piano industriale e occupazionale della raffineria.
A firmare la presa di posizione è Antonio Recano, coordinatore Petrolchimici Fiom Sicilia, che parte dal recente passaggio societario che ha portato Ludoil Capital all’acquisizione del 51% di ISAB. L’operazione era stata annunciata a maggio e subordinata, tra le altre condizioni, alla procedura Golden Power.
Secondo Recano, se il Governo ha considerato necessario ricorrere al Golden Power, il tema della strategicità di ISAB non può rimanere confinato al rapporto tra istituzioni e azionisti. “Se ISAB è strategica per il Paese, allora devono essere strategici anche il lavoro, le competenze e il futuro industriale di Priolo“, sostiene la Fiom.
Il sindacato chiede quindi di conoscere quali condizioni siano state fissate per la nuova proprietà e, in particolare, quali garanzie riguardino investimenti, continuità produttiva, sicurezza degli approvvigionamenti, futuro industriale e occupazione.
La disciplina del Golden Power consente al Governo di esercitare poteri speciali anche nei settori considerati strategici, tra cui quello energetico, attraverso prescrizioni e condizioni che le imprese sono tenute a rispettare.
La Fiom chiede inoltre di chiarire quali garanzie previste nel precedente passaggio societario siano state confermate o modificate e quali nuove prescrizioni siano eventualmente state introdotte. Al centro della richiesta c’è anche il tema dei controlli: il sindacato vuole sapere chi verificherà il rispetto degli impegni e attraverso quali strumenti.
Ludoil ha indicato una prospettiva di trasformazione di ISAB verso una piattaforma multi-energy, mentre già a luglio ISAB aveva avviato a Priolo la produzione di biocarburanti utilizzando l’unità FCC e prevedendo una crescita graduale dei volumi fino a 500 mila tonnellate annue, secondo quanto comunicato dalla stessa società.
Per Recano, tuttavia, gli annunci dovranno tradursi in un piano industriale dettagliato. La Fiom chiede di conoscere quanto sarà investito a Priolo, quali impianti saranno interessati, il cronoprogramma degli interventi, le eventuali riconversioni, i nuovi impianti previsti e le attività eventualmente destinate a essere dismesse.
Ma soprattutto il sindacato vuole quantificare le ricadute sul lavoro. “Un piano industriale non è una presentazione aziendale” sostiene Recano, secondo il quale dovranno essere definiti capitale investito, progetti, tempi, professionalità necessarie, ore lavorate e livelli occupazionali.
La richiesta della Fiom non riguarda soltanto i dipendenti diretti della raffineria. Il sindacato sottolinea infatti il ruolo dei lavoratori metalmeccanici dell’indotto, ai quali attribuisce competenze costruite in decenni di attività industriale nel polo.
Per questo viene chiesta una valutazione precisa delle conseguenze occupazionali del nuovo piano anche sulle imprese dell’indotto.
Il primo appuntamento indicato come particolarmente significativo è la fermata generale di ISAB prevista nel 2027. La Fiom chiede che venga preparata con un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e vuole conoscere, tra gli altri aspetti, gare, commesse, imprese aggiudicatarie e subappalti, numero dei lavoratori coinvolti, professionalità richieste, ore previste, contratti collettivi applicati e programmi di sicurezza e formazione.
Il sindacato pone quindi anche una questione relativa ai criteri con cui saranno affidati i lavori della fermata. Per la Fiom non dovrà prevalere esclusivamente la logica del prezzo più basso, a scapito, secondo la posizione espressa da Recano, di tempi, salari, diritti e sicurezza.
La Fiom individua infine tre livelli di confronto. Al Governo e al Mimit chiede di chiarire le prescrizioni industriali e occupazionali contenute nel nuovo Golden Power e le modalità con cui sarà verificato il loro rispetto. A Ludoil e ISAB chiede invece la presentazione alle organizzazioni sindacali del piano industriale pluriennale del sito, con investimenti, cronoprogrammi e ricadute occupazionali.
Infine, il sindacato propone l’apertura di un tavolo permanente sul futuro industriale di ISAB e dell’indotto, coinvolgendo Governo, Regione Siciliana, azienda e organizzazioni sindacali. “Il cambio di proprietà non chiude la vertenza sul futuro di Priolo. La apre“, afferma Recano.
La Fiom conclude chiedendo che la strategicità riconosciuta a ISAB si traduca, secondo la propria posizione, in investimenti, nuove produzioni, lavoro di qualità e sicurezza, con impegni verificabili anche sul fronte dell’indotto. «I lavoratori siracusani non chiedono rassicurazioni, ma impegni verificabili», conclude il coordinatore dei Petrolchimici Fiom Sicilia.
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