Italia-Belgio, ci mancava la rissa: che cosa è successo tra Donnarumma e Lukaku

26 Settembre 2026 - 03:00
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Italia-Belgio, ci mancava la rissa: che cosa è successo tra Donnarumma e Lukaku

Italia-Belgio 0-2 ha rappresentato una notte completamente da dimenticare per gli Azzurri, da prima del fischio d’inizio a partita già conclusa. Ultimo atto della serata dell’Olimpico è stato infatti ciò che si è consumato dopo il triplice fischio dell’arbitro Siebert, quando Romelu Lukaku ha mimato con le dita il risultato del match a Gigio Donnarumma. Il portiere e capitano azzurro non ha accettato il gesto, raggiungendo l’avversario fino a centrocampo. Tra i due non sono mancate parole pesanti e qualche spintone, tanto che il direttore di gara ha deciso di ammonirli entrambi al pari di Daniel Maldini, tra i giocatori che avevano fatto capannello tra i due big nello scontro finale di alcune ore che il ct Roberto Mancini e soprattutto i tifosi nostrani ricorderanno come un incubo in piena regola.

La serata era peraltro iniziata nel peggiore dei modi ancor prima del calcio d’inizio. Al momento dell’esecuzione degli inni nazionali, parte del pubblico presente sugli spalti ha fischiato “La Brabançonne”, l’inno belga. Il resto della tifoseria ha tentato di coprire i fischi con un applauso, ma la frittata era già fatta, e di portata internazionale. Un episodio che si inserisce in un momento già delicato per il movimento calcistico italiano, reduce dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, e che arriva a pochi giorni dalla bufera scaturita dal mancato rispetto del minuto di silenzio per Sandro Mazzola da parte di alcuni ultras della Juventus, costato al club bianconero una multa di 10.000 euro dal Giudice Sportivo.

Sul piano del gioco, il copione si è ripetuto identico nei due tempi, con due errori individuali a consegnare al Belgio le due transizioni decisive. Il gol del vantaggio ospite al 21′ è nato da un pallone strappato dai piedi di Alessandro Romano da Kevin De Bruyne, con la successiva verticalizzazione per Mika Godts. Il raddoppio di Dodi Lukebakio al 69′ ha invece sfruttato una leggerezza di Nicolò Barella nella trequarti avversaria e il mancato ripiegamento dei suoi compagni. Nel mezzo, gli Azzurri avevano fallito tre limpide occasioni per pareggiare con Kean, Gianluca Mancini e Pio Esposito, prima che il ct varasse un triplo cambio inserendo Scalvini, Frattesi e Maldini per Coppola, Romano e lo stesso Esposito.

I numeri fotografano impietosamente la deriva azzurra. Il Belgio, infatti, non batteva l’Italia dal 13 novembre 2015, quando con Antonio Conte in panchina i Diavoli Rossi si imposero 3-1 a Bruxelles: in quella circostanza andò a segno, tra gli altri, lo stesso Kevin De Bruyne che undici anni dopo ha messo in enorme difficoltà Alessandro Romano. Da allora gli Azzurri erano rimasti imbattuti in sei sfide consecutive contro i belgi, comprese le vittorie a Euro 2016 e a Euro 2020, la campagna culminata con la conquista degli Europei sotto la prima gestione Mancini. La sconfitta di questa sera è dunque la prima in ben undici anni contro un’avversaria che storicamente faticava a imporsi sull’Italia: i belgi contano ora cinque successi in 27 scontri diretti, a fronte dei 17 dell’Italia.

Nel dopopartita, Mancini non si è nascosto dietro alibi e ha di fatto dato ragione a chi fischiava all’Olimpico. “I fischi ci stanno. Quando perdi mi sembrano qualcosa di abbastanza normale”, ha ammesso il commissario tecnico ai microfoni di ‘Sky Sport’. “C’è da lavorare e basta. Sappiamo che affronteremo ancora partite difficili come quella di stasera, ma dobbiamo continuare il nostro lavoro senza lasciarci abbattere. Nel primo tempo il Belgio ha giocato meglio di noi e ci ha fatto soffrire, a inizio ripresa abbiamo giocato bene 25 minuti e poi abbiamo concesso il raddoppio. Lì è finita la partita. C’è tempo, ci sono cinque partite da giocare, proveremo a vincerle. Vedremo come andrà”. Ancora più duro il giudizio di Daniele Adani, tra i più severi sulla prima uscita della nuova gestione azzurra: “Se facciamo così, provando ad equipararci a tante squadre che giocano i Mondiali, abbiamo già perso – è stata l’analisi dell’ex difensore di Fiorentina e Inter in diretta sui canali ‘Rai’ -. Noi cerchiamo qualcosa che gli altri hanno già, noi facciamo debuttare nuovi giovani e loro lo fanno già. Sono più avanti di noi in tanti aspetti. Possiamo provare a raccontarcela come ci pare, ma siamo l’unica Nazionale tra le prime 20 del ranking che non partecipa ai Mondiali”.

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