Kazakhstan-Italia: Astana, dal modello commerciale tradizionale alla produzione congiunta

18 Settembre 2026 - 19:20
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Al forum della piattaforma d’affari Asia centrale-Italia, oggi ad Astana, in Kazakhstan, è stato ufficialmente lanciato il progetto B5+Italia e sono state delineate aree specifiche per un’ulteriore cooperazione: incremento delle esportazioni diverse dalle materie prime dal Kazakhstan verso l’Italia, avvio di impianti di produzione comuni, sviluppo di hub commerciali e logistici regionali ed espansione dei collegamenti di trasporto diretti. Lo riferisce un comunicato del ministero del Commercio e dell’integrazione kazakho, il cui titolare, Arman Shakkaliyev, ha partecipato all’evento insieme ai rappresentanti di Kirghizistan, Turkmenistan, Uzbekistan e Tagikistan. Oggi, si legge nella nota, “l’Italia occupa un posto speciale nel commercio estero del Kazakhstan”, di cui è il terzo partner commerciale a livello globale e il più importante tra i Paesi dell’Unione europea. Alla fine del 2025, il volume degli scambi bilaterali ha raggiunto 16,9 miliardi di dollari, di cui circa 15,6 miliardi di dollari rappresentati dalle esportazioni kazakhe.

La prossima fase della partnership non prevede solo un aumento dei volumi commerciali, ma anche una diversa struttura: il Kazakhstan ha individuato circa cento prodotti con un potenziale di ulteriore crescita delle esportazioni verso l’Italia, per un valore di 307 milioni di dollari. L’elenco comprende prodotti dei settori metallurgico, chimico, alimentare, edile e meccanico. “Siamo interessati a rendere la piattaforma un meccanismo concreto per l’interazione diretta tra le imprese italiane e i Paesi dell’Asia centrale, dal commercio e dagli investimenti alla cooperazione industriale, ai trasporti, alla logistica e alle nuove tecnologie”, ha sottolineato il ministro Shakkaliyev.

Ciò implica una transizione dal modello commerciale tradizionale alla creazione di una base produttiva comune. “Il nostro obiettivo è passare da un modello ‘fornitore-acquirente’ a un modello di partenariato più profondo: localizzazione della produzione, creazione di joint venture, trasferimento tecnologico e formazione di nuove filiere produttive”, ha spiegato Shakkaliyev. Attualmente, in Kazakhstan operano oltre 300 imprese con capitale italiano e gli investimenti italiani hanno superato 9,5 miliardi di dollari dall’indipendenza kazakha. Allo stesso tempo, si sta valutando la possibilità di creare un polo commerciale e industriale a Shymkent, attraverso il quale i prodotti italiani e kazakhi potrebbero essere distribuiti in altre regioni del Paese.

Un’altra direzione da seguire, prosegue il comunicato, è quella dei collegamenti di trasporto diretti tra il Kazakhstan e l’Italia. Le parti intendono continuare a lavorare sull’attivazione di voli diretti, che creeranno ulteriori opportunità per lo sviluppo di contatti commerciali e turistici. Un blocco specifico di negoziati è stato dedicato alla logistica. I partecipanti hanno discusso dello sviluppo della Rotta di trasporto internazionale transcaspica (Titr) e della creazione di poli produttivi e logistici regionali. Per le imprese italiane, il Kazakhstan rappresenta un anello di congiunzione tra i mercati europei e asiatici.

Anche il settore agroindustriale rimane un’area promettente. Il Kazakhstan è interessato ad aumentare l’offerta non solo di cereali e semi oleosi, ma anche di prodotti altamente trasformati: oli vegetali, prodotti proteici, farina e altri prodotti ad alto valore aggiunto. Nel corso del forum, infine, si è discusso di cooperazione nel settore dei minerali critici, delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile, dell’agroindustria, della trasformazione dei prodotti agricoli, dell’energia e dei servizi petroliferi. La Casa del commercio kazakho-italiana, inaugurata ad Almaty a febbraio, rappresenta un ulteriore strumento per lo sviluppo dei legami commerciali.

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