Khedira: "So che Chiellini sta soffrendo tanto, ma la Juve tornerà grande"
L'ex centrocampista tedesco ha commentato il momento difficile della storia bianconera svelando un retroscena sull'ex-compagno di squadra.
Quasi finita la prima fase di questi Mondiali 2026, i primi con il format allargato a 48 squadre, ed è già tempo di bilanci. A farli sulle pagine della Gazzetta dello Sport è l'ex-Campione del Mondo con la Germania ed ex-centrocampista della Juventus Sami Khedira.
Inevitabile una critica ad alcune novità come l'Hydration break e l'allargamento del format, ma anche un ritorno al passato in bianconero con un retroscena svelato sull'ex-compagno di squadra e oggi dirigente bianconero Giorgio Chiellini.
SUPERSTAR MONDIALI E 8 FAVORITE
"La prima parola che mi viene in mente è sorpresa. E va spalmata su vari aspetti. Non mi aspettavo tanta qualità, e vale per le grandi nazionali, Spagna, Argentina, Inghilterra, Portogallo, Germania, Francia, e per i grandi campioni: Haaland, Mbappé, Messi, Vinicius, Cristiano Ronaldo. Le superstar stanno tutte lasciando il segno. Così come non mi aspettavo tanta intensità dopo una stagione così lunga. Ci sono 8-10 squadre che possono vincere, il gap tra grandi e piccole si è ridotto in maniera evidente e in mezzo ci sono una serie di squadre che giocano bene e sono pericolose per tutti: Marocco, Norvegia, Giappone, Stati Uniti".
HYDRATION BREAK? STANNO DISTRUGGENDO IL CALCIO
"L'Hydration Break? Stanno distruggendo il calcio. Capisco il cooling break in caso di caldo estremo, ma basta un minuto. I giocatori vogliono tornare in campo, non star lì fermi ad aspettare. Il nostro è uno sport dinamico che deve scorrere, fluire, e così diventa un’altra cosa.
Le squadre perdono il ritmo. E poi è un controsenso: da una parte si implementano nuove regole, ottime a mio avviso, per evitare perdite di tempo e migliorare il gioco effettivo, dall’altra ci sono queste due pause che snaturano il nostro gioco"
SCEGLIERE UNA NAZIONALE PER I TALENTI DI SECONDA GENERAZIONE
"Se è difficile scegliere fra più nazionali per un ragazzo? Eccome. Pensiamo a Bouaddi: in marzo era il capitano dell’under 21 della Francia e ora gioca il Mondiale con il Marocco. O a Yildiz, nato e cresciuto in Germania. È una scelta difficile, ci sono passato e il mio amico Ozil ha vissuto la stessa cosa con la Turchia. È come avere due cuori. Ma è eccezionale che si possa scegliere, che si possa cambiare".
ANCELOTTI
"La cosa che più mi ha colpito di Ancelotti è come tratta le persone. Non i giocatori eh? Le persone. Io ho passato momenti pessimi al Madrid, anche nell’anno della Décima, e lui era sempre dalla mia parte: attento, protettivo, interessato.
Ed è per questo che ha tanto successo e riesce a influenzare il gioco: cura i giocatori e non pensa al successo personale. È ovvio che il Brasile non è nel suo miglior momento a livello di talento puro, diciamo che la Francia ha preso il suo posto in quel senso, ma Carlo è in grado di unire e dare sicurezza al gruppo. È uno che ti fa pensare di essere il migliore anche se non lo sei. Non ha ego, pensa solo al gruppo: se c’è una persona che può riportare il Brasile alla gloria perduta, è lui".
CHIELLINI SOFFRE PER LA JUVE
"Per me la Juventus è il miglior club nella storia del calcio italiano. Non sono a Torino, non conosco bene la situazione ma conosco Giorgio Chiellini e so che sta soffrendo tanto, esattamente come me che sono un tifoso.
La stagione è stata difficile, la Juve deve andare in Champions. Devono lottare per tornare, come hanno fatto quando sono andati in Serie B e poi hanno vinto 9 scudetti e conquistato due finali di Champions. La chiave è la continuità, e non parlo di risultati ma di allenatore, società, dirigenti. Ho enorme fiducia in Giorgio, è una gran persona e ama la Juve come me. Sono certo tornerà grande".
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