La distanza Roma-Parigi? Si misura sull’energia, tra le parole di Meloni a Confindustria e il piano di Macron che coinvolge 6000 aziende

27 Maggio 2026 - 17:50
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La distanza Roma-Parigi? Si misura sull’energia, tra le parole di Meloni a Confindustria e il piano di Macron che coinvolge 6000 aziende

Ieri mattina, mentre dall’assemblea di Confindustria a Roma il presidente degli industriali Emanuele Orsini e la premier Giorgia Meloni intervenivano sul tema più pressante per il settore produttivo italiano (nonché per le famiglie del nostro Paese), ovvero i costi dell’energia, in Francia, il presidente Emmanuel Macron lanciava un appello alla mobilitazione collettiva per accelerare l’elettrificazione del Paese, ora considerata la leva principale per rafforzare il potere d’acquisto, la competitività e la sovranità nazionale, in un contesto di impennata dei prezzi dell’energia legata al conflitto in Medio Oriente. «Si tratta di un importante piano di trasformazione che coinvolge 6.000 aziende e che creerà o manterrà oltre 600.000 posti di lavoro», ha affermato il presidente francese.

Riunendo quello che l’Eliseo ha definito il «team per l'elettrificazione della Francia», che comprende gruppi energetici, produttori, operatori dei trasporti e artigiani, Macron ha esortato le parti interessate a rendere il passaggio all’elettricità «naturale e auspicabile». E lo ha fatto un mese dopo che il governo d’Oltralpe ha presentato una tabella di marcia in 22 punti per ridurre la dipendenza della Francia dai combustibili fossili importati, portandola dal quasi 60% del consumo energetico al 30% entro il 2035.

Mentre il nostro governo continua a pensare di poter far fronte alla crisi energetica innescata dalla guerra in Iran cercando approvvigionamenti di gas da altre aree del pianeta senza capire che la vera soluzione passa per un’accelerazione sul fronte delle rinnovabili, dell’elettrificazione e dell’efficienza, il piano della Francia punta a raggiungere traguardi specifici entro il 2030, tra cui il raddoppio dei punti di ricarica per veicoli elettrici e la produzione nazionale di 1 milione di pompe di calore. 

Tra gli impegni annunciati a Parigi c’è quello di Stellantis, con la casa automobilistica che investirà più di 1 miliardo di euro nello stabilimento di Mulhouse a partire dal 2029 per produrre una nuova generazione di veicoli elettrici. C’è quello dell’Edf: l'utility statale francese stanzierà 240 milioni di euro per accelerare l'elettrificazione dei consumi. E c’è quello di Reti elettriche: Rte e gli altri operatori di rete investiranno per posare 45.000 chilometri di linee di trasmissione e distribuzione entro il 2030, in modo da reggere l'aumento dei consumi elettrici.

Spiega Giorgio Tommasetti, che è il ceo di Octopus Italia, guardando alla distanza che separa la strategia di Parigi da quel che avviene nel nostro Paese: “La Francia ha dimostrato che il momento di agire è ora e che, quando c’è una strategia chiara e un sistema che facilita gli investimenti, i capitali privati arrivano rapidamente. Macron ha lanciato il piano nazionale di elettrificazione e ci ha invitato all’Élysée per contribuire a costruirlo: lì abbiamo già investito oltre un miliardo nelle rinnovabili e siamo pronti ad accelerare ancora. Anche in Italia stiamo investendo molto, abbiamo oltre un milione di utenze e continuiamo a credere fortemente nel Paese, ma il potenziale potrebbe essere ancora molto più grande. I capitali ci sono, la tecnologia anche e i consumatori sono pronti: con meno burocrazia e tempi certi potremmo aumentare ulteriormente gli investimenti e ridurre ancora il costo dell’energia anche in Italia.”

Anche per Mario Motta, PoliMi, delegato alla transizione energetica, «la mossa di Macron dimostra che l'elettrificazione non è un'opzione ideologica, ma una precisa strategia di sovranità economica e competitività industriale»: «Mentre la Francia risponde all'instabilità geopolitica blindando la propria sicurezza nazionale con un maxi-piano che mobilita filiere, grandi utility e miliardi di investimenti, l'Italia rischia di restare indietro. Il nostro Paese sconta ritardi strutturali pesanti, come una fiscalità che penalizza ancora il vettore elettrico e tempi di autorizzazione per le reti che sono il doppio della media europea. Sbloccare l'elettrificazione dei consumi e lo sviluppo delle rinnovabili è la via maestra per garantire l'indipendenza energetica, tagliare i costi in bolletta e avviare il rilancio economico del sistema Italia».

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