“La fabbrica dei risvegli”, dalla sanità all’umanizzazione delle cure: a Roma il dialogo sul libro del neurologo Placido Bramanti

23 Giugno 2026 - 20:19
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“La fabbrica dei risvegli”, dalla sanità all’umanizzazione delle cure: a Roma il dialogo sul libro del neurologo Placido Bramanti

Sanità, “La fabbrica dei risvegli” in Senato. Schillaci: “La medicina non è solo tecnica ma incontro con le persone”

Si è svolta oggi, martedì 23 giugno 2026, presso la prestigiosa Sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama, al Senato della Repubblica a Roma, la conferenza stampa di presentazione del libro “La fabbrica dei risvegli”, scritto dal professor Placido Bramanti, neurologo, neuroscienziato e figura di riferimento nel campo delle gravi cerebrolesioni. L’incontro, promosso su iniziativa del senatore Lucio Malan e realizzato in collaborazione con Salute Plus APS, ha offerto un profondo momento di confronto sul diritto alla salute e sull’umanizzazione delle cure, spaziando dalla dimensione clinica a quella etica e sociale.

Dopo i saluti istituzionali delle più alte cariche dello Stato – tra cui il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa – il dibattito è entrato nel vivo. A moderare l’incontro è stata Viviana Verbaro, giornalista di Rai Radio1, che ha guidato gli interventi dei numerosi relatori presenti.

Il cuore del dibattito si è concentrato sulla centralità della dignità del paziente, sul sostegno concreto alle famiglie e sull’urgenza di porre l’umanizzazione delle cure come pilastro del sistema sanitario. Nel suo intervento, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato la rilevanza del tema per il sistema sanitario, evidenziando l’impegno diretto del ministero: “Il volume racconta una vita dedicata all’assistenza, ma è anche la storia di una medicina che non si arrende e cerca sempre nuove cure. La medicina non è solo scienza e tecnica, ma incontro con le persone”. Secondo il Ministro, la malattia non colpisce solo il corpo ma investe l’intera dimensione sociale e familiare; per questo la cura non può limitarsi alla sola prestazione sanitaria, ma richiede empatia e vicinanza, specialmente per persone sospese tra sofferenza e speranza di un ritorno a una vita piena.

“Il diritto alla salute non significa solo garantire tecnologie, ma tutelare la dignità e la condizione umana”, ha proseguito Schillaci, auspicando che la dimensione relazionale diventi parte integrante della sanità e ricordando che l’ultima legge di bilancio ha previsto risorse specifiche per il ruolo degli IRCCS. “Nessun progresso tecnologico può far passare in secondo piano la persona. La tecnologia è un alleato prezioso, ma nessun progresso è tale se non comprende quell’umanità che aiuta ad affrontare la malattia. Questo libro ci ricorda che il percorso di cura è fatto di relazioni, fiducia e speranza”.

Anche le alte cariche dello Stato hanno voluto far sentire la propria vicinanza all’evento. Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, tramite un messaggio, ha espresso profondo apprezzamento per il lavoro del professor Bramanti, definendo il volume un grande valore per la comunità e per il dibattito pubblico. 

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa, sempre in un messaggio letto durante l’incontro, si è concentrato sul tema della neuroriabilitazione e sul racconto umano e professionale dell’autore. La Russa ha evidenziato l’efficacia della metafora della “fabbrica”, intesa non in senso industriale, ma come un intero team che lavora instancabilmente per risvegliare le funzioni cerebrali. 

Infine, un messaggio è giunto anche dal Ministro per la famiglia Eugenia Roccella, che ha ricordato come lottare per la vita significhi affrontare sfide culturali e umane: “Il libro mostra la vocazione laica di chi è cosciente che tutte le persone debbano essere curate, scontrandosi con la realtà nella sua durezza. Una vocazione che riconosce i pazienti come persone in ogni momento e fino all’ultimo istante, senza mai banalizzare la sofferenza”.

Prendendo la parola, l’autore Placido Bramanti ha ripercorso le tappe e le motivazioni profonde della sua missione: “Volevo far nascere qualcosa di permanente e stabile”. Il professore ha raccontato la “folgorazione” che lo ha spinto a cambiare strada nella sua carriera medica: “Ho sentito il dolore dei familiari. Un giorno ho sentito parlare un paziente come se fosse un ‘pacco’, un ‘vegetale’, un peso. Ma io in lui non vedevo un peso, vedevo un essere umano a cui salvare la vita. Non bisogna mai trattare queste persone come inanimate, perché sono piene di speranze”. Bramanti non ha nascosto le grandi difficoltà culturali incontrate all’inizio del percorso: “Ci sono stati momenti in cui questa missione sembrava quella di un pazzo, la paura di non essere capito o ascoltato era tanta”. 

“La fabbrica dei risvegli”, dalla sanità all’umanizzazione delle cure: a Roma il dialogo sul libro del neurologo Placido Bramanti

Alla base della filosofia del libro, ha ribadito il professore, c’è il valore immenso della famiglia, della rete di sostegno e del legame indissolubile tra medico e paziente.

Nel corso del dibattito, ha preso la parola anche il medico e senatore Guido Quintino Liris, che ha richiamato l’attenzione sui doveri etici della categoria: “Essere medici significa dare importanza agli ultimi, a coloro che non possono difendersi. Significa non solo curare il paziente, ma prendersene cura, riportandolo al centro della considerazione”. Liris si è poi espresso sul tema del dolore: “L’umanizzazione passa anche dal fatto che oggi la scienza ci consente di non soffrire. Non soffrire, o soffrire il meno possibile anche nei casi più gravi, è un diritto che va difeso con tutta la forza, perché oggi la sanità ha gli strumenti e le capacità per farlo”.

Una pagina di profonda riflessione medica ed etica che, partendo dalle storie della “Fabbrica dei risvegli”, lascia alle istituzioni e alla società civile un messaggio chiaro: la salute non è mai solo una questione di protocolli, ma un dovere di umanità.

L’intervista di Affaritaliani al Ministro della Salute Orazio Schillaci

L’intervista di Affaritaliani a Lucio Malan, Presidente dei senatori di Fratelli d’Italia

L’intervista di Affaritaliani al professor Placido Bramanti

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