La Francia si conferma la prima destinazione del menswear made in Italy

Maggio 05, 2026 - 19:47
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La Francia si conferma la prima destinazione del menswear made in Italy
Le vendite estere registrano una flessione del -1,7%
Le vendite estere registrano una flessione del -1,7% Credits: Pexels, Tima Miroshnichenko

La Francia si conferma ancora una volta la prima destinazione del menswear made in Italy: in crescita del +3,5% raggiunge 1,3 miliardi di euro, pari al 13,5% del totale settoriale. Gli Stati Uniti presentano anch’essi un incremento (+3,5%), attestandosi così in seconda posizione con il 9,9% delle esportazioni. Mentre la Germania, a seguito di una flessione del -4,6%, scende al terzo posto con una quota del 9,7%.

Questi alcuni dei dati a cura dell’Ufficio studi economici e statistici di Confindustria Moda diffusi oggi, in occasione della presentazione, a Milano, della prossima edizione di Pitti Uomo, in agenda dal 16 al 19 giugno, a Firenze. La moda maschile italiana nel 2025 evidenzia un andamento complessivamente meno favorevole rispetto all’anno precedente, con un indebolimento delle esportazioni e una ripresa delle importazioni.

Le vendite estere registrano una flessione del -1,7%, attestandosi a 9,4 miliardi di euro

Secondo i dati Istat relativi al periodo gennaio-dicembre 2025, le vendite estere registrano una flessione del -1,7%, attestandosi a 9,4 miliardi di euro, dopo la sostanziale stabilità rilevata nel 2024 (+0,1%). Di contro, le importazioni tornano in territorio positivo, segnando un incremento del +2,0% e raggiungendo i 6,6 miliardi di euro, in controtendenza rispetto al calo del -5,4% osservato l’anno precedente.

Analizzando la geografia degli scambi, sul fronte delle esportazioni emerge una dinamica divergente tra le due principali aree di destinazione: le aree Ue mostrano una crescita del +3%, portando la loro incidenza al 48,1% del totale (in aumento rispetto al 45,9% del 2024), mentre l’extra-Ue evidenzia una contrazione del -5,7%, pur mantenendo la quota maggioritaria con il 51,9% dell’export complessivo. Sul versante delle importazioni, si osserva un rafforzamento del ruolo dei fornitori extra-europei, che registrano una crescita del +6,9% e arrivano a rappresentare il 54,0% del totale (dal 51,5% del 2024).

Al contrario, i flussi provenienti dall’area Ue risultano in calo del -3,2%, riducendo la propria incidenza al 46,0% (rispetto al 48,5% dell’anno precedente).

La Francia si conferma ancora una volta la prima destinazione del menswear made in Italy

Come anticipato, nel periodo in esame, la Francia si conferma ancora una volta la prima destinazione del menswear made in Italy: in crescita del +3,5% raggiunge 1,3 miliardi di euro, pari al 13,5% del totale settoriale. Gli Stati Uniti presentano anch’essi un incremento (+3,5%), attestandosi così in seconda posizione con il 9,9% delle esportazioni. Mentre la Germania, a seguito di una flessione del -4,6%, scende al terzo posto con una quota del 9,7%. La Cina, nonostante una contrazione del -13,1%, cala a 675 milioni di euro (7,2% sul totale) e permane in quarta posizione; parallelamente, Hong Kong, al nono posto, mostra anch’esso una dinamica negativa dell’export italiano di comparto (-3,1%). La Spagna, quinta, al contrario fa registrare un incremento del +5,4% e detiene una quota del 6,1%, seguita dal Regno Unito, in calo del -7,9%, e dal Giappone, che al contrario mostra un aumento del +6,1%.

La Svizzera, strategico hub logistico, commerciale per le principali griffe del settore, conferma un progressivo indebolimento, proseguendo lungo un trend negativo ormai in atto da alcuni anni: scivola infatti all’ottavo posto, a seguito di una flessione del -14,1%, con un’incidenza che si riduce al 4,2% delle vendite estere (397 milioni di euro).

La Polonia continua a evidenziare una dinamica espansiva

Al contrario, la Polonia continua a evidenziare una dinamica espansiva, rafforzando progressivamente il proprio ruolo tra i mercati di destinazione: si colloca in decima posizione grazie a una crescita del +21,2% che porta il valore delle esportazioni a 318 milioni di euro, pari a una quota del 3,4%.

I Paesi Bassi e la Corea del Sud detengono entrambi il 3,3% delle esportazioni di comparto, ma presentano dinamiche opposte: i primi, undicesimi, mostrano un aumento del +0,9%, al contrario la Corea del Sud presenta una flessione marcata (-18,7%).

Seguono gli Emirati Arabi Uniti, che registrano una crescita del +6,8%, attestandosi al 2,2% del totale esportato. Chiudono Austria e Turchia, entrambe con quote inferiori al 2% ma in territorio positivo: la prima aumenta del +4,0%, mentre la seconda evidenzia una dinamica più sostenuta (+8,5%).

Importazioni: la Cina si conferma il primo fornitore di moda uomo con un’incidenza del 12,9%

Relativamente alle importazioni, nel 2025 la Cina si conferma il primo fornitore di moda uomo con un’incidenza del 12,9% (857 milioni di euro) e un incremento del +9,9%, rafforzando la propria posizione rispetto al 2024, quando aveva registrato una contrazione del -6,9%. Anche il Bangladesh mantiene saldamente la seconda posizione, con una crescita dell’+8,2% e una quota pari al 12,0%, in aumento rispetto all’11,3% dell’anno precedente.

Segue la Spagna, che guadagna il terzo posto grazie ad una dinamica positiva del +10,0%; incrementando la sua quota all’8,6% (dall’8,0% del 2024), confermando così un rafforzamento rispetto all’anno precedente. I Paesi Bassi, tradizionale porto d’ingresso per merci asiatiche, si collocano al quarto posto con una sostanziale stabilità (+0,9%), mantenendo un’incidenza pressoché invariata al 7,9% (8,0% nel 2024).

Il vestiario esterno si conferma la componente più stabile, con una sostanziale tenuta
Il vestiario esterno si conferma la componente più stabile, con una sostanziale tenuta Credits: Pexels, Towfiqu Barbhuiya

La Francia, a seguito di una flessione a doppia cifra del -11,2%, scivola dalla terza alla quinta posizione, riducendo così ancora la propria quota al 7,1% rispetto all’8,2% dell’anno precedente, senza riuscire a recuperare il calo del 2024 (-9,4%). La Romania si mantiene sostanzialmente stabile (-0,6%), con un’incidenza del 5,7%, mentre la Germania evidenzia una contrazione a doppia cifra (-15,7%), limitando il suo peso al 4,6% dopo il 5,6% del 2024.

Il Belgio mostra una lieve flessione (-1,6%), con una quota pari al 4,4%. La Tunisia arretra del -4,4%, mantenendo il 3,8% delle importazioni, mentre il Pakistan registra una crescita significativa (+19,3%), raggiungendo un’incidenza del 3,0%. La Turchia prosegue la fase negativa (-10,8%), pur attenuando il calo rispetto al -22,2% del 2024; al contrario il Vietnam cresce del +13,6%, raggiungendo una quota del 2,3%. L’Albania risulta in calo del -1,6% con un’incidenza pari all’1,9%. Chiudono la Cambogia e la Birmania, entrambe con una quota dell’1,8% dell’import dall’Italia, e in crescita rispettivamente del +12,2% e del +21,2%.

Il vestiario esterno si conferma la componente più stabile

Guardando al dato di interscambio non più per Paese ma per merceologia, nel periodo gennaio- dicembre 2025 la dinamica delle esportazioni del comparto moda uomo evidenzia una flessione complessiva, sintesi di andamenti eterogenei tra le principali categorie. Il vestiario esterno si conferma la componente più stabile, con una sostanziale tenuta (+0,1%), mentre l’abbigliamento in pelle si distingue per la performance particolarmente positiva (+9,1%). In controtendenza si collocano invece gli altri segmenti: la maglieria registra una contrazione del -4,6%, la camiceria del -3,0% e infine le cravatte contengono la flessione al -0,2%.

Sul fronte delle importazioni si osserva invece una dinamica complessivamente positiva, trainata dal vestiario esterno (+3,9%), dall’abbigliamento in pelle (+4,5%) e dalla maglieria (+1,6%). Risultano invece interessati da perdite i segmenti della camiceria (-7,2%) e delle cravatte (-13,9%).

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