Salta il cordone sanitario all’Eurocamera: la relazione sulla democrazia assegnata ai Patrioti per l’Europa
Bruxelles – Il famoso “cordone sanitario” che teneva insieme i gruppi europeisti, lasciando la destra estrema all’asciutto di cariche e incarichi, sembra ormai destinato a sparire. La commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo (AFCO) ha votato oggi (5 maggio) sull’assegnazione della relazione di iniziativa “Rafforzare la responsabilità democratica e potenziare il controllo politico della Commissione da parte del Parlamento” al gruppo di estrema destra dei Patrioti per l’Europa (PfE). La commissione parlamentare ha approvato l’affidamento del dossier al gruppo euroscettico con 14 voti a favore e 11 contrari.
A fare la differenza, come in altri casi, è stato il voto dei membri del Partito Popolare Europeo (PPE), uno dei gruppi considerati europeisti e principale forza della cosiddetta maggioranza Ursula. Sette eurodeputati del PPE della commissione AFCO hanno votato per l’assegnazione della relazione al gruppo dei Patrioti per l’Europa, marcando una violazione del “cordone sanitario”, il processo attraverso il quale i gruppi europeisti centristi si coalizzano per negare alle frange di destra incarichi come le presidenze o le vicepresidenze delle commissioni del Parlamento europeo.
Non è la prima volta che il Partito popolare europeo rompe il cordone sanitario alleandosi a forze antieuropeiste. Il 13 novembre 2025, durante la sessione plenaria a Strasburgo, i popolari europei si erano alleati con le formazioni di estrema destra dei Conservatori e riformisti europei (ECR) e dei Patrioti per l’Europa (PFE) per il voto sul primo pacchetto ‘Omnibus‘. Questa coalizione è nata dal fallimento dei negoziati condotti dal PPE con altri gruppi politici più moderati e segna un cambiamento di rotta. C’era un tempo in cui i popolari erano ancora parte dell’alleanza europeista e centrista: le altre famiglie politiche hanno deciso di escludere i eurodeputati euroscettici del gruppo sovranista fondato da Viktor Orbán dalla spartizione degli incarichi negli uffici di presidenza delle commissioni parlamentari. “Chi è contro il progetto europeo non può rappresentare il Parlamento”, aveva dichiarato il leader dei popolari (Ppe), Manfred Weber. Ora, l’aria sembra essere cambiata.
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